Antonio Mauro
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Girifalco, "Giornate per la saggia ecologia"

SAGGIA ECOLOGIAGIRIFALCO – La cura del verde e la sostenibilità sono al centro delle “Giornate per la saggia ecologia” che il Comune di Girifalco, su iniziativa del presidente del Consiglio Comunale, Elisabetta Ferraina ed in sinergia con il consigliere con delega alla Pubblica Istruzione Concetta Piccione, ha voluto sostenere con un’iniziativa in programma per il 29 novembre, giorno in cui le giornate APE si concluderanno con un cerimonia di piantumazione di un albero di Noce quale simbolo della Saggia Ecologia. Ciascuno potrà piantare il proprio albero in qualsiasi parte del pianeta in contemporanea con la cerimonia conclusiva che si terrà alle ore 10:30 il 29 Novembre ad Assisi con la piantumazione presso l’Istituto Serafico nella città di Assisi simbolo universale della Pace. A Girifalco l’appuntamento, promosso insieme all’Istituto Comprensivo e a Legambiente, si svolgerà con la preziosa collaborazione degli studenti della scuola elementare. Saranno, infatti, loro i protagonisti – insieme ad autorità civili e religiose – a dare un bell’esempio di “saggia ecologia” piantando un albero di noce in prossima della loro scuola. Si tratta di un’iniziativa di particolare significato sia dal punto di vista ambientale che di diffusione di importanti principi finalizzati alla tutela e alla cura del nostro ambiente.

Il dott. Natale Saccà', medico e scrittore, e altri collaboratori della storica prima divisione di Medicina Generale dell’ospedale “Pugliese” di Catanzaro ricorda la figura del loro primario e maestro dott. Giuseppe Zimatore

prima divisione medicina ospedale puglise anni 80E’ stato uno dei padri nobili dell’ospedale “Pugliese”. Così Natale Saccà, medico e scrittore, e gli altri collaboratori della storica prima divisione di medicina generale dell'ospedale di Catanzaro, ricordano la figura del loro primario e maestro dottor Giuseppe Zimatore, scomparso nei giorni scorsi. Saccà e i colleghi ne ricordano la «capacità di anticipare i tempi, intuire nuove strade e nuovi modelli ospedalieri». «Negli anni Settanta e Ottanta – ricordano - Zimatore parlava di deospedalizzazione. Dopo venti anni si cominciò a parlare, in tutte le sedi ed in tutti i modi, di day hospital, day surgery; negli ultimi dieci anni sono stati introdotti nuovi acronimi e nuove parole: day service, Pac, Apa. Un modo elegante e moderno per deospedalizzare, cioè mettere in pratica quello che egli aveva intuito molti anni prima. Ha dedicato ad un’altra nuova idea, il “tempo pieno”, i migliori anni della sua brillante carriera. “Tempopienisti” erano allora definite quelle figure di medici, molto folli per quei tempi, che erano affascinati da quest’altra tua intuizione. Anche questa sua intuizione adesso è la regola negli ospedali italiani. Su queste basi ha fondato l’Amotep, associazione medici ospedalieri a tempo pieno». Saccà e gli altri collaboratori ricordano, inoltre, il nuovo modo di lavorare nell’ospedale immaginato da Zimatore, con l’introduzione delle «riunioni di reparto in cui, tutto il personale, compresi gli infermieri, discutevano periodicamente dei casi clinici più complessi. Ha allargato questo metodo fino a realizzare gli incontri tra i sanitari di vari reparti offrendo la possibilità di aprirsi al dialogo e al confronto. In questo contesto si inseriva la nascita della sua rivista “La cellula ospedaliera”, che accoglieva i contributi di tutti i dipendenti ospedalieri». Di Zimatore, inoltre, viene ricordata la sua «considerazione per le persone più deboli, per i diversi, i tossicodipendenti, gli alcolisti: adesso è quasi di moda parlare dei pazienti fragili, trent’anni fa per molti era solo una perdita di tempo». «Zimatore – concludono – ha dato tutto all’ospedale “Pugliese” e noi non finiremo mai di ringraziarlo».

Fibrosi cistica Calabria, pazienti ancora senza risposte

fibrosiAncora nessuna risposta per i pazienti affetti da fibrosi cistica, lo rende noto l’associazione Respirando la Vita Fibrosi Cistica Calabria. Nel centro di cura regionale, da mesi manca il fisioterapista respiratorio, da circa un anno il pediatra, e le due pneumologhe, ancora precarie, a gennaio rischiano di andare via: ancora una volta, l’associazione è costretta a chiedere delle soluzioni definitive con personale esperto, per garantire il diritto alla salute e all’assistenza dei pazienti. A 3 anni dall’apertura del centro fibrosi cistica a Lamezia Terme, unico centro regionale per i malati, tutti i medici al momento sono precari o mancano, a eccezione del dirigente responsabile e della psicologa. Una situazione insostenibile per dei pazienti che hanno una malattia cronica per la quale non c’è cura. basti pensare che, da quando manca il fisioterapista, alcune famiglie hanno dovuto accompagnare neonati e bambini molto piccoli nel centro più vicino: quello di messina. Secondo gli standard di cura europei, l’organico strutturato dovrebbe essere composto da 2 pediatri, 2 fisioterapisti respiratori e 2 pneumologi, esperti di fibrosi cistica. A febbraio di quest’anno, l’Asp di Catanzaro ha bandito la mobilità per 1 pediatra, 1 fisioterapista respiratorio e 1 pneumologo, ma l’associazione non ha avuto riposte ufficiali sull’esito. Nel frattempo, i decreti n. 111 del 10.08.2017 e n. 113 del 11.08.2017 del Commissario ad acta per il piano di rientro dal debito sanitario, Massimo Scura, hanno annullato i precedenti provvedimenti facendo addirittura scomparire la previsione dello pneumologo che, al pari del pediatra e del fisioterapista, è di vitale importanza. Visto che non è stata ricevuta per gli impegni del commissario, l’associazione chiede il reintegro della figura. L’associazione Respirando la Vita si è costituita l’anno scorso per tutelare i diritti dei pazienti. Ha incontrato i dirigenti della sanità, ha fatto un appello al ministro della salute e, anche prima come gruppo di pazienti e genitori, ha promosso iniziative per chiedere soluzioni strutturali. Da settembre 2016 a luglio 2017, ha garantito la presenza del fisioterapista respiratorio pagandolo con le poche risorse a disposizione ed esaurendole quasi del tutto. Per quanto riguarda l’aspetto economico, ricorda anche che, negli anni scorsi, il personale medico precario è stato formato con soldi pubblici, ma alcune figure hanno dovuto lasciare il centro regionale.

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