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Rassegna Stampa 11/01/2012

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Droga: operazione della polizia, 25 arresti

La squadra mobile di Catanzaro ha eseguito 25 ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip, su richiesta della Dda, a carico dei componenti di due organizzazioni criminali che gestivano un traffico di droga nel capoluogo calabrese. Le due organizzazioni erano collegate a cosche della 'ndrangheta delle province di Reggio Calabria e di Vibo Valentia che provvedevano a fornire la droga. Nel vibonese, i rapporti erano con la cosca Mancuso e nel Reggino con i Piromalli ed i Ruga.

Cosche 'ndrangheta infiltrate in appalti pubblici,21 arresti

I carabinieri di Reggio Calabria hanno arrestato 21 persone ritenute affiliate o contigue alle cosche Morabito-Bruzzanti-Palamara, Maisano, Roda', Vadala' e Talia di Bova Marina, Palizzi, Bruzzano Zeffirio ed Africo. Tra gli arrestati figurano tre dirigenti della societa' Condotte d'acqua ed uno dell'Anas. Per l'accusa le cosche si erano infiltrate in appalti pubblici condizionando i lavori di ammodernamento della statale 106 e per la costruzione della variante di Palizzi.

'Ndrangheta:pentito,ho subito attentato in localita'protetta

Le cosche della 'ndrangheta del Crotonese hanno tentato di uccidere il collaboratore di giustizia Luigi Bonaventura, di 40 anni, mentre era in una citta' dove risiedeva sotto copertura. L'episodio è stato raccontato dallo stesso Bonaventura durante un processo davanti ai giudici del Tribunale di Crotone a presunti esponenti delle cosche crotonesi. Il pentito si e' detto turbato ed ha affermato che la ''ndrangheta voleva farmi fare la fine di Lea Garofalo''.

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Intimidazioni: nel 2011 in Calabria 103 amministratori nel mirino

Un allarme drammatico quello lanciato da Legautonomie Calabria che ha presentato il decimo rapporto sulla sicurezza degli amministratori locali, sempre più vessati e vittime di intimidazioni. Nel 2011, infatti, sono stati rilevati 103 atti intimidatori contro i rappresentanti delle istituzioni locali, in linea con quanto si è verificato l’anno precedente. Una condizione di assoluto allarme, che ha spinto il presidente di Legautonomie, Mario Maiolo, a chiedere un maggiore impegno da parte di tutte le istituzioni, a partire dalla Regione Calabria che, ha detto Maiolo, «deve dirci se ha la volontà di sostenere le autonomie locali». Dal segretario di Legautonomie, Claudio Cavaliere, è invece arrivata la proposta di costituire «un organismo investigativo ad hoc, una task force organizzata che possa leggere quello che avviene nel Comune interessato da intimidazioni». Secondo Maiolo, dunque, «in questo fenomeno i Comuni sono le vittime, così come lo sono i tantissimi amministratori calabresi che reggono il peso di una crisi pesante».

Depurazione al collasso in Calabria Comuni morosi e società in crisi

Ancora una volta un circolo vizioso, quello del sistema della depurazione in Calabria, che rispecchia quello dell’acqua, che vede i Comuni morosi nei confronti delle società di gestione dei depuratori, che a loro volta vanno in crisi. Lavoratori in piazza a rivendicare gli stipendi arretrati e i fornitori non fanno più credito. E così dopo il caso Sorical scoppia quello della “Smeco Cosenza” e della “Giseco”, società appartenenti al gruppo Giseco-Roma. Al 30 novembre le due società vantano crediti per circa 6 milioni di euro da un centinaio di Comuni del solo Cosentino. Le banche, vista l’insolvenza degli enti, non danno più credito alle due società e i lavoratori, oltre 100, più l’indotto, lamentano i ritardi dei pagamenti degli stipendi e rischiano di perdere il posto di lavoro.

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«Governo intervenga su sciame sismico del Pollino»

La Giunta regionale della Calabria, su proposta del presidente, Giuseppe Scopelliti, di concerto con il sottosegretario alla Presidenza con delega alla Protezione civile, Franco Torchia, ha deliberato di richiedere al Governo nazionale il riconoscimento dello stato di attenzione per il potenziale pericolo in atto e la conseguente emanazione di una specifica «Ordinanza di Prevenzione» per i Comuni di Mormanno, Laino Borgo, Castrovillari e Laino Castello. Si tratta dei centri situati nell'area del Pollino della provincia di Cosenza interessata dal perdurante sciame sismico in atto, che sono più prossimi all'area epicentrale e che, sino ad oggi, risentono maggiormente gli effetti al suolo di questa fenomenologia sismica. È stato chiesto, allo stesso tempo, di adottare anche ogni necessaria misura urgente in favore delle popolazioni interessate da questi continui eventi sismici.

Reggio, l'Esercito rimane fino al mese di dicembre

L'Esercito rimarrà a vigilare gli obiettivi sensibili di Reggio Calabria. È stato deciso oggi nel corso della riunione di coordinamento delle forze di polizia dedicata alla situazione della sicurezza pubblica in provincia. I militari rimarranno a offrire i servizi di vigilanza davanti alle sedi giudiziarie del capoluogo e sui cantieri dell'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria fino al prossimo 31 dicembre. Alla riunione, presieduta dal prefetto Luigi Varratta, hanno partecipato i vertici delle forze di polizia, il questore e i comandanti provinciali di Carabinieri e Guardia di finanza.










Under 18, vittoria della Virtus Soverato nel derby con il Montepaone

Soverato-Montepaone Under_18_021SOVERATO – La juniores della Virtus Soverato conquista il derby giocato nel pomeriggio al “Baldassarre Sinopoli” contro i pari età del Montepaone. I ragazzi di mister Sgrò (foto 2, in compagnia dei suoi collaboratori per l’Under 18 Gioffrè e Argirò) si sono imposti per 6-0, confermando di essere una formazione molto ben organizzata in campo. Dall’altra parte, i giovani “giallo-verdi” allenati da Giuseppe Rattà si sono comunque ben comportati, anche se si sono dovuti arrendere ai “cugini” bianco-rossi. La gara è stata correttissima, con nessun fallo da segnalare, ma solo un cartellino giallo per fallo di mani. Il “taccuino del cronista” inizia a riempirsi già al 5’, quando è il Montepaone ad andare vicino al gol con Mazzotta, la cui conclusione viene però parata da Cristofaro. Al 15’ il risultato si sblocca grazie a Marra, abile a realizzare con un colpo di testa su cross di Ranieri. Per tutta la Soverato-Montepaone Under_18_028prima frazione il Montepaone cerca di pareggiare e di creare pericoli ma, la Virtus, ben orchestrata dal proprio allenatore, riesce a contenere le scorribande degli avversari. Ripresa tutta di marca soveratese: al 54’ è ancora Marra a trovare la rete, con un pallonetto su Fiorentino. Sette minuti più tardi arriva il 3-0 con Feudale che, dopo un’azione personale sulla fascia destra, entra in area, dribbla un difensore, e batte Fiorentino con un altro tocco morbido (foto 1). La Virtus però, non rinuncia ad attaccare, e sfiora il quarto goal con Gregoraci, il quale calcia a lato da buona posizione dopo aver raccolto un cross rasoterra di Zangari; lo stesso Zangari, 120 secondi più tardi, prova anche il pallonetto, ma manda alto. Al 74’ però, la quarta marcatura arriva davvero, questa volta ad opera di Mattia Cannistrà, che mette la palla in rete, dopo un batti e ribatti, a seguito di una respinta di Fiorentino su tiro di Francesco Cannistrà. Nel finale il Soverato legittima la sua supremazia con altre due reti, una all’82’ grazie ad un colpo di testa di Zangari, che insacca su cross del nuovo entrato Galati, e l’ultima allo scadere proprio con Galati. Soverato che continua ad insidiare il primo posto, mentre il Montepaone si trova a metà classifica.

Francesco Gioffrè

 

VIRTUS SOVERATO  6

 MONTEPAONE  0

 

VIRTUS SOVERATO: Cristofaro, Zangari, Mazzia G., Cannistrà M., Anania, Cannistrà F., Ranieri, Feudale (73’ Macrina), Procopio S. (63’ Galati.), Gregoraci (70’ Procopio A.), Marra (66’ Manfredi). In panchina: Mercurio, Moniaci. All. Sgrò.

MONTEPAONE: Fiorentino, Montillo, Rovito, Italiano (46’Nania), D’Aquino, Mustari, De Luca, Voci D., Kirilov, Voci V., Mazzotta. In panchina: Anania. All. Rattà.

ARBITRO: Franco di Locri

MARCATORI: 15’ e 54’ Marra, 61’ Feudale, 74’ Cannistrà M., 82’ Zangari, 90’ Galati.

NOTE: pomeriggio freddo ma soleggiato. Ammonito Manfredi (S). 

 


Inferno a Davoli: incendio di azienda di allevamento bovini. Due gli ustionati

Inferno a Davoli: incendio di azienda di allevamento bovini. Due gli ustionati - 3.7 su 5 basato su 3 voti

web incendio bovini Un vero e proprio inferno a Davoli dove da stamattina continua a bruciare l'azidenda di bovini Gualtieri. Un disastro. L'incendio, si sarebbe sviluppato mentre il titolare dell'azienda, ed un suo dipendente, erano intenti ad eseguire alcune saldature. I due, immediatamente soccorsi, sono stati trasportati in ospedale. A subire le conseguenze maggiori sembra essere stato l'operaio trasportato in eliambulanza al "Cardarelli" di Napoli.  Carbonizzati gli animali all'interno dell'azienda e i mezzi agricoli situati nelllo stabile di 400 metri quadri. Ancora da quantificare l'importante danno economico; da stamane, impegnate sul posto diverse squadre di vigili del fuoco per domare l'incendio che ha assunto vaste proporzioni a cause delle balle di fieno sparse lungo il terreno. L'azienda si trova in "contrada Manozzolo", in una zona interna del comune davolese. Sul posto, anche il personale veterinario dell'Asp per le verifiche del caso, e il personale della locale stazione dei carabinieri.

La Redazione

Anonimo 2012

Anonimo 2012 - 5.0 su 5 basato su 1 voto

Gli uomini e le donne che scrivono articoli, note, lettere, utilizzando il pseudonimo di “Anonimo”, forse, lo fanno per legittime ragioni di privacy, certo è che tale azione non è socialmente condivisibile in quanto si è costretti a prendere atto del “nulla”. La rete mediatica oggi conosciuta con il nome di Internet ha consentito, e consente, di divulgare, pubblicare informazioni a tutto campo senza alcun intervento preventivo, ma non si dimentichi che la legge italiana vieta di assumere pseude o false identità. Gli stage name(nome d’arte) vorrei segnalare vengono utilizzati dai cantanti, dagli attori,dai personaggi dello spettacolo e dello sport, anche se gli anonymous remailer o pseudonymus remail non aiutano però a diventare famosi. Detto ciò, la lettura delle home page ci porta a prendere atto che dietro “l’epitaffio Anonimo” si celano certamente uomini e donne, per cui c’è da chiedersi a quali pericoli o gogne mediatiche si espongono visto che omettono di firmarsi con nome e cognome. Tra l’altro firmarsi “Anonimo”, comporta anche il rischio di assumere “impropriamente” false identità che vengono sanzionate dalle leggi italiane. Identificarsi per comunicare un pensiero, sia esso positivo o negativo, ascoltare,mettersi in discussione è certamente una buona prassi, soprattutto se si crede nei valori espressi dalla nostra Carta Costituzionale. Lo status di Anonimo, nulla di positivo apporta alla socialità della città di Soverato, per cui mi auguro di continuare a leggere senza trovare più la dicitura “Anonimo”

Dott. Enrico Vaccaro

Soverato 10.1.12

 

Risposta della Redazione:

Preg.mo Dr Vaccaro. Accogliamo con grande piacere la sua missiva e siamo orgogliosi di stigmatizzare che, anche se nato da poco, Soveratiamo.com non ha mai pubblicato un articolo "anonimo". Vogliamo dare un immagine diversa di Soverato e, con essa, dei Soveratesi. 

Noi Soveratiamo.com

Il consigliere D'Amato interviene sulla questione alluvione

dAmato<<Ormai sono trascorsi quaranta giorni dall’emergenza alluvione, le azioni, i danni, la solidarietà , il rammarico sono stati oggetto di numerosi interventi mediatici e discussioni per le strade della città. Abbiamo visto operatori comunali, imprese, volontari , cittadini che hanno subito danni e gli Angeli del fango . Tutti impegnati a salvare il salvabile e riportare la nostra città alla normalità. Una città colpita dalla forza della natura e indirettamente dallo sfruttamento sciagurato del territorio e, comunque, sotto gli occhi di tutti, una città invasa dal fango. Sono stati scenari, quelli che ho visto, che mi hanno fatto ricordare, il terremoto dell’Irpinia quando incredulo sperimentavo di quanto la natura impietosa possa travolgere non solo le cose materiali ma anche l’animo degli uomini. Ciò mi persuade ancor di più a credere che bisogna essere preparati ai disastri o a calamità naturali , dobbiamo saper affrontare tali eventi con la massima organizzazione e solidarietà, insieme e, non demandare solo ad altri responsabilità ed azioni. Dobbiamo prevenire sì, ma saper , purtroppo, anche affrontare eventualmente l’inevitabile. Dobbiamo capire che tutti abbiamo bisogno di tutti, dobbiamo essere riconoscenti nei confronti di coloro che si adoperano ogni giorno nell’assistenza degli altri, nell’addestramento per la sicurezza . Nella seduta di Consiglio del 1 dicembre 2012 il Gruppo “Amo Soverato” ha chiesto al Sindaco ed al Presidente di convocare un Consiglio aperto ai cittadini, o in alternativa un tavolo tecnico con la partecipazione di tutte le associazioni di volontariato, dei rappresentanti della Protezione Civile, dell’Arma dei Carabinieri, dei Vigili del Fuoco, dei Vigili Urbani, tecnici comunali. Tutto cìò per verificare se nel corso dell’ultima emergenza ci siano stati dei punti di criticità negli interventi e al fine di programmare iniziative ed azioni preventive, nonché opere atte a risolvere problemi e carenze strutturali del nostro territorio, per evitare ulteriori disastri futuri . Non ci si può organizzare durante l’emergenza , questa deve essere preventivamente pianificata. E’ importante “discutere” all’indomani di un evento e non quando l’evento è “ampiamente trascorso”. L’imprevisto è tale perché è inaspettato ed ogni giorno che passa è sempre tardi. Spero proprio che l’Amministrazione si attivi, al più presto, per avviare un processo di organizzazione, di formazione e divulgazione, di prevenzione della sicurezza della nostra città ed ovviamente dei cittadini. Tra le tante emergenze questa di certo non è da trascurare. Solo con attenta e previdente preoccupazione si può stare tranquilli sulla nostra sicurezza. Colgo l’occasione , infine, per rivolgere un sentito ringraziamento a tutti coloro che si sono adoperati nell’emergenza trascorsa e particolarmente all’Arma dei Carabinieri che con uomini e mezzi è sempre presente e non di meno al gruppo di ragazzi volontari organizzato dalla Caritas parrocchiale.>>

 Antonio Vania D’Amato

Traversa parli alla città «Deve spiegare i veri motivi che lo hanno indotto ad andarsene»

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michele traversaAllargare lo schieramento, implementare la coalizione. Questo l'obiettivo primario che ha in mente il Partito Democratico per la gestione politica del dopo-Traversa. Ecco perché, dovendo individuare un percorso da qui alle elezioni di primavera, si è riunito il "gruppo dei dieci" - lo stato maggiore del Partito Democratico - coordinato dalla deputata Doris Lo Moro. Nel novero dei partecipanti, il vicepresidente del consiglio regionale Pierino Amato, il consigliere regionale Tonino Scalzo, i capigruppo Pd del Comune, Salvatore Scalzo, e della Provincia, Enzo Bruno, insieme a Giovanni Puccio, Fernanda Gigliotti, Italo Reale e Mario Paraboschi. Era assente perché fuori sede l'ex sindaco Rosario Olivo, anche lui componente del gruppo dei dieci che comprende gli eletti e gli esponenti delle diverse anime del partito. Saranno loro - va ricordato - a gestire la formazione delle liste che correranno per l'agognata riconquista di Palazzo De Nobili. È stata avviata una discussione sul Comune e su come, se possibile, estendere il fronte del centrosinistra includendo altre forze politiche, movimenti e associazioni. Quanto al candidato a sindaco, in caso di più proposte che dovessero emergere dalla coalizione di centrosinistra, il Pd non esclude il ricorso alle primarie - fa sapere Pierino Amato – per coinvolgere quante più forze possibile. Tra venerdì e sabato il gruppo tornerà ad incontrarsi per stabilire come organizzarsi. Valutazioni su possibili candidature non ci sono state ritenendo tutti prematuro l'argomento visto che fino a ieri Traversa avrebbe ancora potuto revocare le dimissioni. Al proposito Pierino Amato non ha dubbi: «Sarebbe giusto – sostiene – che Michele Traversa comunicasse pubblicamente i veri motivi che lo hanno indotto ad andarsene. Finora non ha parlato alla città, credo che dovrebbe farlo».

Se nella riunione degli aspiranti sindaci non si è fatto cenno, ciò non toglie che se ne parli in giro. L'interrogativo corrente è: sarà ricandidato il competitor di Traversa, Salvatore Scalzo? Seconda domanda: il consigliere regionale Enzo Ciconte ha in mente di proporre qualcun altro? E Idv?

Intanto Sergio Lavecchia del circolo Pd "Franco Politano" (Corvo e Santa Maria) interviene per rimarcare che «le dimissioni di Traversa a soli sette mesi dalla sua elezione rappresentano «una insperata opportunità per la città, visto che il successo elettorale della coalizione che lo aveva sostenuto (l'80 % dei consensi) lasciava presagire un lungo e duraturo governo del centro destra».

Ma verrà sfruttata questa opportunità?, si chiede Lavecchia. A suo parere «l'aria che si respira non lascia spazio ad entusiasmi. Specie se si osserva il panorama del centro sinistra all'interno del quale ricominciano a prendere fiato, come se nulla fosse successo, gli stessi apparati e gruppi che hanno determinato i recenti e pesanti insuccessi elettorali (dalle regionali alle comunali) ripetendo la necessità di andare verso una grande coalizione che sia inclusiva e che proceda alla individuazione di un candidato a sindaco solo dopo aver definito i suoi confini. Ma quali sono i criteri?. Chi sono le persone e le forze da includere o da escludere? Vanno inclusi gli inquisiti o i condannati? Vanno inclusi i trasformisti che si ritrovano sempre a galla qualunque sia la coalizione vincente? Vanno inclusi coloro che antepongono gli interessi personali o delle lobby che rappresentano a quelli più generali al bene comune di tutta la città? Vanno inclusi quanti hanno una visione privatistica della cosa pubblica? Vanno inclusi tutti quelli che hanno fino ad ora amministrato nel segno del successo e dell'ambizione personale? Vanno inclusi coloro che hanno costruito il proprio successo politico attraverso il controllo di piccoli e grandi apparati di potere e, quindi, attraverso il ricatto, la minaccia o il semplice condizionamento dei propri clienti? Vanno inclusi i professionisti della politica, che vivono questa dimensione nel chiuso delle stanze e non nel contatto con la gente? Perché se si tratta di mettere dentro tutto il possibile per vincere le elezioni e poi iniziare, il giorno dopo il voto, il giochetto dei ricatti e dei condizionamenti, no!».

Secondo Lavecchia la speranza di questa città passa «attraverso la consegna del suo futuro a quelle forze giovani che hanno portato una ventata di novità in questo ultimo anno. Chi ha la responsabilità dello sfascio e del degrado, chi non ha più la capacità di ascoltare i bisogni, chi non è capace di riconoscere i propri errori dovrebbe farsi da parte. In questo contesto – conclude – la candidatura di Salvatore Scalzo potrebbe rappresentare, come lo è già stato sette mesi fa, un segno di speranza e di cambiamento. Meglio osare il futuro, piuttosto che rassegnarsi ad un passato frutto di una esperienza di cui tutti abbiamo sotto gli occhi i risultati».

Betty Calabretta

Fonte: Gazzetta del Sud

Rassegna Stampa 10/01/12

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Giunti in porto migranti soccorsi su barca in difficolta'

E' giunto nel porto di Crotone poco prima delle 20 il rimorchiatore che ha soccorso un gruppo di migranti che si trovavano su un peschereccio in difficolta' per il mare grosso a 30 miglia dalla costa. Nel gruppo ci sono 76 uomini e tre minorenni. Le loro condizioni sono complessivamente buone. I marinai del rimorchiatore, coordinati dalla Capitaneria di porto di Crotone, hanno trasbordato i migranti portandoli in salvo. Adesso saranno trasferiti nel centro di accoglienza Sant'Anna.

Michele Traversa conferma dimissioni da sindaco Catanzaro

Il sindaco dimissionario di Catanzaro Michele Traversa non ha cambiato idea e non ritirera' le dimissioni presentate il 19 dicembre scorso e motivate dall' incompatibilita' con la carica di deputato. ''Non c'e' nessun cambiamento'', ha detto Traversa. Il termine ultimo per il ritiro scade a mezzanotte. In assenza di fatti nuovi, domani il prefetto Antonio Reppucci dovrebbe sciogliere il Consiglio comunale nominando, su indicazione del ministero dell'Interno, un commissario.

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Why Not. Saladino al processo: "la mia vita rovinata"

Una delle prime frasi che Antonio Saladino, considerato il principale imputato nell’inchiesta Why Not, ha pronunciato stamattina nel corso del processo è stata: «L'inchiesta Why Not mi ha rovinato la vita». L’imprenditore Saladino è stato sentito dai giudici del tribunale di Catanzaro davanti ai quali è in corso il processo a 27 persone, tra esponenti politici e funzionari della Regione Calabria. Nel marzo del 2010, Saladino è stato condannato per abuso d’ufficio a due anni di reclusione nel processo con rito abbreviato che si è concluso con 8 condanne e 34 assoluzioni. Nei confronti di Saladino e di altri 15 imputati è in corso il processo d’appello ed il 22 dicembre scorso la procura generale di Catanzaro ha chiesto la condanna dell’imprenditore a quattro anni e due mesi. L’ex presidente della compagnia delle opere della Calabria nel processo in cui è stato sentito stamani si è avvalso della facoltà di non rispondere, per i capi d’imputazione per i quali è in corso il processo d’appello, perchè imputato di reato connesso. Per altri cinque capi d’imputazione l’imprenditore ha risposto alle domande dell’accusa e della difesa. All’inizio dell’udienza Saladino ha preso la parola per affermare che «con la mia famiglia siamo stati devastati da questa vicenda. Sto cercando di cancellare dalla mia mente tutta questa storia, ma quello che ricordo lo racconterò volentieri».

Ambiente. Disboscamento abusivo otto arresti a Girifalco

I militari della Aliquota Radiomobile di Girifalco (Cz) hanno tratto in arresto nella serata di ieri, otto persone con l'accusa di furto aggravato di legname e danneggiamento di beni ambientali. Si tratta di cinque cittadini rumeni e tre italiani tutti residenti Cortale, sempre nel Catanzarese. Anche questo inverno, come nel precedente, i militari della Compagnia di Girifalco sono impegnati nel contrasto all’attività di taglio abusivo degli alberi in Monte Covello.
In questo contesto è scaturita anche l’attività svolta ieri che ha visto l’impiego complessivo di 10 carabinieri, con la collaborazione di una pattuglia della locale Stazione del Corpo Forestale dello Stato che ha fornito ausilio nel sopralluogo e identificazione degli alberi tagliati.

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Porta si chiude mentre litigano, salva una neonata

I genitori litigano e la porta di casa si chiude inavvertitamente. Nell'appartamento c'è però la loro figlia neonata e loro non sanno come entrare in casa. Sono stati i vigili del fuoco a riuscire ad aprire la porta e consentire alla madre di riabbracciare la figlia, trovata in lacrime in mezzo al lettone. I coniugi, che sono extracomunitari, non hanno perso occasione di tornare a litigare dopo il «salvataggio» scaricandosi reciprocamente la colpa per l'accaduto davanti ai vigili del fuoco, che questa volta sono intervenuti in soccorso dei genitori facendo da paciere.

Malmenato per una pizzetta

Un’altra presunta storia di violenza si sarebbe registrata nel cuore della città di Paola, nei pressi dell’arco di San Francesco. Un indigente di settant’anni residente a Pedace, e nativo di Mendicino, tale M.P., ha infatti segnalato al pronto soccorso dell’ospedale dell’Annunziata di Cosenza una presunta aggressione gratuita a suo danno, consumata la notte scorsa nel centro di Paola ad opera di un esercente commerciale del luogo.








Virtus Soverato, occasione persa

vallone stefanoSOVERATO – C’è amarezza nella cittadina jonica per quanto riguarda il calcio, dove la Virtus stecca la prima gara interna del 2012 ed esce sconfitta dalla partita con il Rende. La compagine di mister Sgrò infatti, è parsa in difficoltà nel match con i cosentini, mostrando soprattutto nel primo tempo una preoccupante stanchezza, e una confusione tattica che, fino alla finale di Coppa Italia vinta, sembrava essere solo un lontano ricordo. E’ andata un  pochino meglio nel secondo tempo, anche se gli attacchi di Tolomeo e compagni sono risultati insufficienti, se si esclude la rete di Vallone (in foto), arrivata però troppo tardi. C’è quindi  un po’ di preoccupazione nell’ambiente, ma nulla è ancora compromesso; c’è tutto il girone di ritorno per recuperare il terreno perduto, e ogni domenica è possibile assistere a risultati imprevedibili, un po’ come accaduto nell’ultimo turno, dove anche altre squadre in lotta per i play-off sono incappate in risultati negativi.  La battuta d’arresto del Soverato infatti, è coincisa con le sconfitte contemporanee del Guardavalle e della Rossanese, battute rispettivamente 1-0 a Siderno, e 2-0 in casa dal Sersale (terzo in classifica dietro Rende e Montalto), per cui si può dire che si tratta di un’occasione persa per i “biancorossi” i quali, vincendo, potevano raggiungere a pari merito la Nuova Gioiese ma, soprattutto, potevano piombare a -1 dal quinto posto, utile per il piazzamento play-off. Proprio la Nuova Gioiese sarà la prossima avversaria della Virtus, e quindi domenica a Gioia Tauro si assisterà sicuramente ad un match combattuto; vista la distanza tra le due squadre la posta in palio è altissima, ed entrambe non vorranno fallire. I reggini allenati da Dal Torrione hanno conquistato i 3 punti nella trasferta di San Marco, vincendo 2-1 contro il Real grazie alle reti di Corigliano e Giacco, che hanno rimontato lo svantaggio parziale. Al vertice invece, continua a non conoscere ostacoli il Montalto, che ha travolto 4-0 la Bovalinese nel “testa-coda” di giornata; i cosentini si candidano ufficialmente ad essere la squadra favorita del torneo, anche se le sorprese sono sempre possibili.  Per la Virtus dunque, domenica uno scontro diretto importantissimo, da conquistare ad ogni costo se si vuole ambire agli spareggi per la promozione, altrimenti le possibilità verrebbero ridotte perché si allontanerebbero le dirette concorrenti.

Francesco Gioffrè

 

Taverniti risponde a Don Tobia

Taverniti risponde a Don Tobia - 4.3 su 5 basato su 6 voti

taverniti3SOVERATO - Il Sindaco Leonardo Taverniti, ha convocato questa mattina, una conferenza stampa per rispondere agli attacchi subito nel corso delle omelie delle messe di Natale da parte del parroco Don Tobia Carotenuto e domenica scorsa con la lettura di un comunicato alla fine di tutte le celebrazioni.

“Ho convocato questa conferenza stampa alla luce degli ultimi eventi verificatisi ieri, quando alla fine di ogni messa celebrata in parrocchia è stato letto un documento redatto dal parroco, nonché Direttore dei Salesiani Don Tobia Carotenuto, insieme agli altri preti, nel quale si diceva che il Sindaco di Soverato ha operato una speculazione sull’orto dei salesiani nel corso di una intervista rilasciata a Soverato 1. Precisamente l’intervista era andata in onda il 28 o 29 dicembre. Come ben sapete il parroco, nonché Direttore dei Salesiani Don Tobia Carotenuto nel corso dell’omelia della notte di Natale, e nel corso di altre due omelie del giorno di Natale, ha chiesto le dimissioni dell’attuale amministrazione. A seguito di questo fatto, considerato che il Sindaco era assente da tali messe, visto che sono stato alla celebrazione delle ore 9 in parrocchia e a quella delle ore 11 a Soverato Superiore, e se anche fossi stato presente mi sarebbe comunque sembrato inopportuno un intervento a rettifica degli interventi, che tra l’altro hanno destato molta sorpresa, ho ritenuto opportuno rilasciare delle dichiarazioni alla carta stampata e fare anche due interviste televisive, a TeleMia e a Soverato 1. Nel corso di queste interviste ho stigmatizzato il comportamento del parroco, nonché Direttore dei Salesiani Don Tobia Carotenuto, in quanto immotivato e in quanto rappresentante una indebita ingerenza in quella che è l’attività amministrativa del Comune di Soverato. Un attività amministrativa molto difficile, che tutti conoscete, visto che ci stiamo dibattendo in una crisi che non è solamente finanziaria, ma è una crisi di sistema, strutturale, come ho avuto, già in altre occasioni, modo di dire. Si tratta di ricostruire dalle fondamenta questo Ente e stiamo lavorando a tal proposito, per cui le ipotesi che vengono avanzate dal parroco nei termini e nei modi di cui vi ho appena detto, non sono suffragate da condizioni di legittimità e soprattutto da condizioni di obiettività. Tutto ciò era stato anticipato da una lettera dello stesso parroco, nonché Direttore dei Salesiani Don Tobia Carotenuto, che ha trovato ampio spazio sugli organi di stampa, indirizzata sia ai consiglieri di maggioranza, sia a quelli di minoranza. Questo fatto ha un po’ violato alcune regole basilari. Essendo molto aperto alle considerazioni e contributi, poste con i modi opportuni, non solo da parte ecclesiastica, ritengo che l’elemento della riservatezza e dello specifico indirizzo sia qualcosa di estremamente importante, se poi si vogliono fare cose plateali, come in effetti è stato fatto, credo che si vada a commettere un errore. I ruoli dei consiglieri di minoranza sono di un certo tipo, quelli di maggioranza ne hanno un altro, per cui credo che fare una commistione di queste cose non giovi a nessuno, ma non è questo quello che conta. Il fatto grave avviene ieri (domenica ndr.) quando a seguito di questa intervista di Soverato 1, in cui ebbi a dire che l’atteggiamento, e quello che è stato fatto nel corso delle messe di Natale dal parroco, era qualcosa di non condivisibile, anche perché inspiegabile. Mi sono rifatto, per spiegare la posizione del Sindaco e della mia amministrazione, alle parole del Vescovo Mons.Bertolone. Nel mese di novembre, il vescovo mi aveva mandato una lettera di ringraziamento, a seguito della visita pastorale avvenuta in quel periodo, in cui mi diceva di essere stato grato per la vicinanza dimostrata nei confronti della sua persona e di essere certo che essa rappresenti il segno di attenzione che va oltre la sua persona, e coinvolge l’intera chiesa in particolare, aprendo scenari di collaborazione e dialogo sia pur nel rispetto delle specifiche competenze in vista dell’affermazione del bene comune. In pratica il Vescovo nel ringraziarci, rilevava che l’affermazione del bene comune apriva scenari di collaborazione seppur nel rispetto delle reciproche competenze, e che quindi l’autorità civile ha un ruolo e l’autorità ecclesiastica un altro ben diverso. Siccome è inspiegabile tutto quello che è avvenuto a Natale, ovvero la richiesta di dimissioni dell’amministrazione comunale, salvo poi, in una riservata indirizzata a me, affermare che mai, anche se tale fatto è suffragato da decine e decine di persone, avrebbe chiesto le mie dimissioni. Nell’intervista già più volte citata ho voluto fissare due concetti fondamentali, il primo è che il Sindaco è l’autorità civile, il parroco rappresenta l’autorità ecclesiastica, porto rispetto nel modo dovuto e ritengo che anche la chiesa debba fare altrettanto nei miei confronti. Non siamo mai entrati nella gestione della parrocchia o dell’oratorio, salvo i casi in cui è stato chiesto ausilio operativo, che è cosa ben diversa, non nel merito delle idee e principi di queste attività. Ma credo anche che, al di là di quelle che possono essere delle normali riflessioni, il parroco, non conoscendo a fondo quelle che sono le dinamiche e le problematiche di una amministrazione pubblica, anche in gravissima difficoltà come è la nostra, dovrebbe astenersi dal fare determinate considerazioni, in contesti, quale l’omelia o una funzione sacra, in cui si entra proprio a <<gamba tesa>> nella gestione dell’amministrazione pubblica. Non basta dire che il Sindaco sarebbe un po’ imbrigliato tra i rami di certa politica anche un po’ perversa, ma credo che la gestione di un ente con tutti i vincoli normativi di cui bisogna tenere conto, sia cosa ben più delicata e ben più seria delle singole sensazioni, dei singoli pensieri del cosiddetto <<uomo di strada>>. Quindi ad ogni fine funzione di ieri, il sostituto del parroco, Don Pasquale Rondinelli, ha letto questa lettera, con riferimento alla speculazione del Sindaco già citata. La seconda dichiarazione da me rilasciata a Soverato 1, nonché quella fatta a Tele Jonio, riguardava le problematiche della famiglia salesiana, in cui affermavo che siamo disponibili a trattarle positivamente, ma chiaramente nel rispetto della correttezza e della legalità. Nelle interviste non ho fatto alcun riferimento a problemi specifici, e se dovessi farli, come già successo, li farei solo al parroco, nonché Direttore dei Salesiani Don Tobia Carotenuto. L’elemento di riservatezza Don Tobia non l’ha mantenuto, nella lettera agli amministratori, che ha divulgato a piene mani ed in modo poco ortodosso. Il sottoscritto in merito alle problematiche dei salesiani, invece ha sempre mantenuto una ferrea riservatezza rilasciando il suo pensiero solo ed esclusivamente a Don Tobia e a Don Pasquale, quando era presente. Non mi sono mai permesso di parlare di queste vicende al di fuori della famiglia salesiana. Un fatto gravissimo quello che è successo, e certamente la gente di Soverato dopo le omelie di Natale si è fatta una domanda, cosa è successo nel frattempo di tanto grave, per cui il parroco chiede le dimissioni del Sindaco, visto che non sembrava che ci fossero rapporti così negativi? Successivamente ho ricevuto due lettere in cui mi si diceva, sempre dal parroco, di tenere presente una regola di <<igiene comunicativa>>, richiamata anche nel documento di ieri, ovvero che non si può attaccare il nemico con strumenti non pari. Credo che questa norma, da me non violata, sia stata invece da lui violata nel momento in cui ha fatto dichiarazioni nelle messe di Natale e nelle celebrazioni di ieri. Il Sindaco è andato solamente a ribadire i suoi concetti, con l’unico mezzo che ha per parlare ad una platea molto vasta, certamente non sarei intervenuto in maniera scomposta nelle sante messe, rinunciando alla mia compostezza personale, cosa che ho mantenuto anche quando, il giorno dell’Immacolata, mi è stato impedito di salire sulla gru per incoronare la Madonnina. La compostezza del Sindaco è stata tale che l’incidente si è chiuso lì e nessuna polemica è stata alimentata, nessuna sceneggiata è stata fatta, nessun comunicato è stato fatto, contrariamente a quello che ha fatto il nostro caro parroco, nonché Direttore dei Salesiani Don Tobia Carotenuto, questa è la diversità di comportamento, di mentalità e di rispetto che ci contraddistingue, e che con ogni probabilità ci divide. Ad ogni buon conto il Sindaco di Soverato ha evitato in qualunque occasione di parlare di vicende interne che ineriscono alla famiglia salesiana. Il riferimento generico, era un invito a Don Tobia ad assumere un comportamento più costruttivo rispetto a delle situazioni che io e lui conosciamo bene, e sulle quali ritengo che lui ancora non abbia capito l’essenza delle cose. Di queste cose, riservatamente, senza mandare nulla ai consiglieri comunali, né a nessuno, ho scritto il 22 dicembre a lui stesso. Per cui con questo incontro ricuso l’oggetto e il contenuto della nota che il parroco Don Tobia Carotenuto ha ritenuto di dover far leggere in chiesa, in cui tra l’altro afferma di non dover chiedere scusa a nessuno, e anzi forse le scuse dovrebbero essere chieste da altri. Aggiungo anche che sono stato oggetto, insieme alla mia famiglia, del recapito di numerose note da parte di Don Tobia, come pure qualche consigliere comunale, ma chiaramente quello che è successo ieri apre scenari diversi nei nostri rapporti, e questo non significa che si chiudono i rapporti con l’autorità ecclesiastica, che non è solo Don Tobia che oggi la rappresenta.”

Verrà informato il Vescovo di questa situazione?

“Credo che qualcuno si interesserà di questa vicenda, ma noi non abbiamo intenzione di comunicare nulla, prima di tutto mi confronterò con la mia maggioranza.”

A cosa sarebbe dovuto questo cambio di atteggiamento da parte di Don Tobia?

“Possiamo dedurre da quello che ha dichiarato e scritto, che tutto debba essere ricondotto alle questioni che lui ha posto in questi giorni.”

L’atto politico che c’è stato tra l’ultimo Consiglio Comunale e Natale, sono state le dimissioni di Procopio, ci può essere qualche implicazione?

“Non ho elementi per poterlo affermare e secondo me non è successo nulla che possa giustificare quanto successo. Ho preso atto che erano mutati gli approcci di Don Tobia nei miei confronti solo quando, la mattina di Natale, sono stato inondato di telefonate che mi riferivano di questa richiesta di dimissioni. Il nostro Don Tobia purtroppo commette un errore fondamentale pensando che tutto sia politica. Il Sindaco è autorità civile sebbene espressione della politica, ma è autorità civile. Se si ha disprezzo per la politica, bisogna però avere il giusto rispetto per l’autorità civile alla quale si rivolge nei momenti in cui lo ritiene opportuno.”

Corrado Corradini

Noi Soveratiamo

Il "Ducato" di Soverato. Storie e retroscena dell'operazione "Showdown"

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E' l'alba del 15 dicembre quando i carabinieri fanno irruzione nelle case dei presunti affiliati alla cosca Sia-Procopio-Tripodi. Durante le perquisizioni viene rinvenuto un anonimo quaderno blu, chiuso in un cassetto. Il militare che lo trova apre la prima pagina. Ci sono scritti degli esercizi di inglese. Con una calligrafia incerta in stampatello in alto è scritto: my family, la mia famiglia. Al militare dell'Arma basta voltare pagina per capire qual è la "famiglia". Quello che ha in mano non è un quaderno per imparare l'inglese, è invece un documento importantissimo per la cosca. All'interno sono, infatti, custoditi i vari riti di affiliazione al clan. Ed è una prova fondamentale anche per gli inquirenti, dimostra che a Soverato era nato un "locale" di 'ndrangheta, autonomo rispetto alle potenti famiglie di Guardavalle da sempre egemoni sul territorio. Il "copione" per l'affiliazione parte proprio da qui: "Battezzo questo locale come lo battezzarono gli antenati con fiori rosa e gelsomini alla mano destra e io lo battezzo con fiori rosa e gelsomini alla mano destra, se loro lo battezzarono con ferri catene e camicia di forza, io lo battezzo con ferri catene e camicia di forza...". Probabilmente proprio davanti a questo quaderno nel 2007 Bruno Procopio ha giurato fedeltà alla cosca. È lui stesso a raccontarlo ai carabinieri di Soverato, guidati dal capitano Emanuele Leuzzi, subito dopo essersi costituito. Un pentimento "pesante": Bruno è il figlio di Fiorito Procopio, membro del triumvirato, insieme a Maurizio Tripodi e a Vittorio Sia (ucciso il 22 aprile 2010), che guidava il clan. Il capofamiglia è sfuggito a un agguato, non altrettanto fortunato è stato il figlio Agostino, ucciso a luglio 2010 mentre rientrava a casa. Bruno a 25 anni ha fatto una scelta diversa: ha deciso di collaborare con la giustizia e aiutare gli inquirenti a ricostruire gli affari della cosca. Un business fiorente: droga, estorsioni, lavori pubblici, videopoker. Migliaia di euro transitavano dalle casse della cosca. Una conferma si è avuta proprio il giorno del blitz: a casa di uno degli indagati i carabinieri hanno rinvenuto 54mila euro in contanti. Soverato era diventata cosa loro.

Proprio l'indipendenza dei "soveratesi" Sia-Procopio-Tripodi sarebbe il motivo della guerra che ha insanguinato il territorio al confine con le province di Catanzaro, Vibo e Lamezia. Da una parte la 'ndrina storica, i Gallace di Guardavalle, dall'altra gli "scissionisti" guidati da Carmelo Novella, ucciso a San Vittore Olona il 14 luglio 2008. La nascita del "locale" di Soverato sarebbe proprio opera sua. Sarebbe stato Novella, approfittando della detenzione del boss Vincenzo Gallace, a stringere accordi con Damiano Vallelunga (ucciso a settembre del 2009), Vittorio Sia, Maurizio Tripodi e Fiorito Procopio. Una «strategia espansionistica» che «inevitabilmente ha dato origine a uno scontro cruento per il controllo illecito degli interessi economici dell'area in questione». Secondo la ricostruzione fatta dal titolare dell'inchiesta Showdown, il sostituto procuratore della Dda di Catanzaro Vincenzo Capomolla, il "locale" di Soverato era riuscito a creare un vero e proprio "cartello" capace di operare in una sorta di «monopolio economico». Al centro delle operazioni c'era la Omnia Edil società di Maurizio Tripodi. Durante una perquisizione nella sede dell'azienda, il 6 giugno 2010, i carabinieri trovarono un'apparecchiatura capace di impedire o intercettare le comunicazioni telefoniche. Per il pm ci sono pochi dubbi sul fatto che quella tecnologia «fosse finalizzata alla salvaguardia dell'inviolabilità delle comunicazioni riservate agli associati». È proprio la Omnia Edil a prendere i lavori più importanti. Come l'appalto per la palificazione in ferro nell'ambito della realizzazione della Trasversale delle Serre. Il lavoro era stato affidato all'azienda di Tripodi dalla Tecnovese dell'imprenditore Antonio Longo, freddato il 26 marzo 2008 sulla superstrada "Due Mari" vicino a Lamezia Terme. Quando Tripodi sospetta che l'appalto stia per essere dirottato verso altre imprese, sveste i panni dell'imprenditore per assumere il ruolo di vertice del clan e avvisando eventuali concorrenti: «Che poi me la vedo io». A tal proposito annota il pm: «Si intravede il tipico agire dell'imprenditore mafioso cui non aggrada l'inserimento delle ditte concorrenti nel contesto di lavorazioni che ritiene di suo esclusivo appannaggio perché insistenti nel proprio "territorio"». In tutti gli appalti più grossi sembra esserci la mano del cartello Sia-Procopio-Tripodi. Il pm cita l'ammodernamento della statale jonica 106, ma soprattutto il parco eolico di San Sostene dove i lavori di disboscamento e la fornitura di materiale sarebbero state affidate ad aziende riconducibili al clan. Scrive il magistrato: «si ha contezza dell'interesse del defunto Agostino Procopio nell'ambito della realizzazione del parco eolico di San Sostene con la vicinanza affaristica ad esponenti dell'impresa "Cooperativa Progresso e Lavoro di Polistena"».

Ma come spiega lo stesso pm Capomolla «il controllo sul settore edilizio presuppone la necessità di interfacciarsi con organivillaggio sansostene comunali preposti al rilascio delle autorizzazioni e similari». E in effetti le indagini hanno rilevato «la sussistenza di rapporti tra esponenti del gruppo malavitoso e soggetti legati a organi politici e amministrativi dei Comuni di Soverato, Davoli e San Sostene, le cui motivazioni sono essenzialmente da ricercare nella tipologia di attività economiche gestite dai medesimi legate all'edilizia, al movimento terra, al commercio di prodotti affini, allo sfruttamento boschivo». Così in ogni amministrazione la cosca aveva i suoi referenti. A Montepaone c'era un geometra dell'ufficio tecnico, a San Sostene, invece, come addetto al settore urbanistico c'era il figlio di un socio di Fiorito Procopio, ma nel provvedimento del pm viene citato anche il sindaco Luigi Aloisio. Proprio in questo territorio stava per essere realizzato il villaggio turistico cosiddetto degli irlandesi, sequestrato il 15 dicembre dalla guardia di finanza. Ma è a Soverato che si concentrano gli interessi e le amicizie della cosca. È qui che Tripodi, Sia e Procopio, secondo la ricostruzione degli inquirenti, potevano contare sull'intervento di Teodoro Sinopoli, all'epoca vicesindaco e assessore al Turismo, che «si poneva a disposizione dei membri del sodalizio». Nel provvedimento emesso il 15 dicembre vengono raccontati i retroscena di due lavori pubblici effettuati a Soverato e affidati a Giandomenico Rattà, prestanome di Vittorio Sia. Il primo lavoro è la realizzazione di una pista d'accesso e la disostruzione di un pontino lungo il fiume Beltrame per un importo totale di 32mila euro. Il responsabile dei lavori pubblici del Comune ha spiegato che l'affidamento a Rattà avvenne su indicazione dell'assessore Sinopoli e con il ricorso al meccanismo della somma urgenza, quindi senza gara d'appalto. Pochi mesi dopo allo stesso Rattà viene affidato il compito di realizzare un marciapiede. Un lavoro di cui non c'è traccia cartacea negli archivi del municipio. Il responsabile del settore Ambiente del Comune ha raccontato ai carabinieri che venne convocato nell'ufficio dall'assessore Sinopoli e da lui invitato a chiamare Rattà per realizzare il marciapiede: i lavori per 18.887 euro vennero affidati "sulla parola". Ma soprattutto i lavori vennero pagati alla società di Rattà "Antichi Sapori" che, da visura camerale, opera nel settore agricolo con nessuna competenza nell'edilizia. Naturalmente il materiale lo fornì la Omnia Edil. Se il blitz scattato a dicembre fosse avvenuto prima delle elezioni di primavera, è probabile che adesso nel Comune di Soverato troveremmo i commissari del ministero dell'Interno.

g.mazzuca@corrierecal.it

Fonte: Corriere della Calabria

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