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Nuoto:salta tentativo record apnea,Leuci in mare per ricerca

Homar al piattello dei -51 metriSOVERATO - Non e' riuscito a tentare di battere il record mondiale di profondita' in apnea in assetto variabile per problemi tecnico-logistici, ma Homar Leuci, che venerdi' scorso ha stabilito il record mondiale in assetto costante, oggi si e' immerso ugualmente per contribuire alla ricerca scientifica. L'atleta milanese, infatti, nelle acque di Soverato, e' sceso sino ad una profondita' di circa 100 metri con addosso un holter applicatogli da Ferruccio Chiesa, medico federale e collaboratore del Cnr di Pisa, per verificare la reazione del cuore umano all'immersione.

 

(fonte ANSA)

Autonomia e libertà, così Noi Sud si presenta ai suoi possibili elettori

Autonomia e libertà, così Noi Sud si presenta ai suoi possibili elettori - 5.0 su 5 basato su 1 voto

Noi Sud ritira la partecipazione alle elezioni comunali Girifalco (CZ)

SOVERATO - Autonomia e libertà per dare risposte serie e concrete al territorio. Con questo "slogan" muove i primi passi anche a il movimento "Noi Sud" per organizzare le varie risorse lungo il comprensorio del basso ionio. E per farlo ha convocato un incontro al quale hanno preso parte nomi noti e meno noti della politica locale. Ambiente, sanità, pubblica istruzione, turismo, trasporti e infrastrutture. Da questi temi, che sono stati trattati in un convegno al "Salapadù", "Noi Sud" intende ora partire per un vero e proprio rilancio del territorio calabrese, così come perlatro più volte a turno sottolineato dagli intervenuti nel corso delle relazioni. Presenti all'incontro il sottosegretario all'Ambiente Elio Belcastro, il segretario provinciale Mario Cilurzo, il segretario organizzativo Claudio Giorno, l'ex sindaco di e coordinatore cittadino del movimento Raffaele Mancini, il cofondatore Nando Cosco. Ha moderato l'incontro, che si è tenuto alla presenza di una ricca platea, l'editore Vincenzo Ursino. Ha introdotto i lavori proprio Cilurzo che, rivolgensodi all'udotorio, ha tracciato le linee guida del movimento e le varie fasi organizzative che si intendono perseguire: «L'organizzazione del partito parte da - ha detto - e dobbiamo raggiungere l'obiettivo di organizzare a ottobre prossimo la prima assemblea provinciale. Dovremo presentarci in grado di saper dare delle risposte alla gente. Il primo passo è l'adesione a "Noi Sud" per costituire i circoli cittadini. Saremo i guardiani del territorio e difenderemo con i denti i nostri diritti». Interessante è stato l'intervento di Raffaele Mancini che ha lanciato pesanti strali contro l'amministrazione provinciale di Catanzaro e sull'attuale maggioranza comunale uscita dalle urne. «"Noi Sud" - ha detto l'ex primo cittadino - rappresenta una sfida, un momento di autonomia e libertà. Siamo tutti delusi dai partiti che abbiamo lasciato, per questo crediamo nel movimento. Serve un linguaggio diretto tra forze politiche e cittadini». Da qui, il già sindaco ha sferrato un vero e proprio attacco alla Provincia: «Le Province - ha proseguito Mancini - rappresentano un peso per l'Italia e vanno eliminate. Durante l'emergenza rifiuti ancora in atto, la Provincia è stata assente; si spendono soldi per feste e sagre ma non vengono affrontati i problemi seri del territorio. Ecco perché vanno abolite, trasferendo ai Comuni tutte le competenze». Degno di nota anche il breve intervento dell'avvocato Lanfranco Calderazzo, rappresentante di "Noi Sud" a Catanzaro: «Siamo un partito territoriale per curare e difendere gli interessi della Calabria. Né a Destra né a Sinistra - ha proseguito - ma con la gente, con la nostra terra». Merita inoltre attenzione, l'affermazione di Carlo Mellea: «A - esclama - ci sono pochi spazi democratici ed è necessario costituirli per avviare una seria fase di confronto». È stata quindi la volta del sottosegretario all'Ambiente Elio Belcastro che, in conclusione dei lavori ha affermato: « È da 150 anni che tutti parlano della questione meridionale. Nessuno, però, l'ha risolta davvero. "Noi Sud" è per costruire una forza pulita capace di dare risposte al territorio tramite la creazione di una nuova classe dirigente».

Cesare Barone

 

La Calabria non ha dimenticato le tredici vittime de Le Giare

La Calabria non ha dimenticato le tredici vittime de Le Giare - 5.0 su 5 basato su 1 voto

SOVERATO - Erano le 4,35 del 10 settembre 2000 quando un inferno di fango e acqua travolse tutto ciò che si trovava nella struttura turistica di  Soverato. Quel luogo da luogo di divertimento e di svago si trasformò in un luogo di morte e di dolore. «Dobbiamo conservare questa memoria» ha detto don Tobia Carotenuto, parroco di Marina, qualche minuto prima della preghiera in suffragio delle 13 vittime. Accanto al sacerdote la signora Caliò (madre di Vinicio Caliò, il custode del camping, il cui corpo non è stato mai ritrovato) il primo cittadino di Leonardo Taverniti, la presidente del Consiglio Sonia Munizzi, il presidente della Provincia di Catanzaro Wanda Ferro, e il prefetto di Catanzaro Antonio Reppucci. Hanno partecipato alla cerimonia anche tutte le forze dell'ordine presenti sul territorio, il capogruppo di maggioranza del Comune di Montepaone Felice Siciliano, l'assessore Provinciale Giacomo Matacera, il fratello di Vinicio Caliò, Luca, l'intera Giunta comunale di , una rappresentanza dell' "Unitalsi" e Nicola Galeano, che si adoperò molto per salvare le persone e per estrarre i cadaveri sepolti dal fango. «Ricordo il significato etimologico della parola "commemorare" - ha così detto il presidente del Consiglio Sonia Munizzi - ossia "ricordare insieme". non può e non deve dimenticare quanto è accaduto in questo luogo». Sono state poi deposte accanto alla lapide che riporta i nomi delle tredici vittime delle corone di fiori, gesto che in molti compiano anche in giorni "normali". In occasione dell'anniversario la presidente della Provincia, Wanda Ferro, ha dichiarato: «Sono trascorsi 11 anni dalla tragedia del camping "Le Giare", eppure resta nitido il ricordo della furia dell'acqua, del fango, della devastazione, delle tredici vite spazzate via nell'inferno di una notte. Impossibile dimenticare il dolore, le lacrime, il sacrificio e l'impotenza dei soccorritori, la commossa vicinanza di un'intera regione che a ha la sua ferita più profonda. Questo ricordo deve costantemente guidare la costruzione del nostro futuro. Non c'è altro modo di rendere omaggio a quegli uomini e a quelle donne strappati alle loro vite, ai loro affetti, se non quello di impegnarsi ogni giorno, fattivamente, per evitare che tragedie come quella consumata lungo il letto del Beltrame si possano ripetere. Le istituzioni, ciascun cittadino, hanno il dovere di trattare la natura con rispetto, di non violentarla nella dissennata ricerca di un utile personale. Siamo ancora lontani dall'obiettivo di mettere in sicurezza un territorio difficile come quello calabrese. Eppure, rispetto al passato, c'è una sensibilità diversa e una maggiore attenzione delle istituzioni rispetto alla prevenzione del rischio idrogeologico. Penso ai tanti e consistenti interventi che, ad esempio, come Provincia di Catanzaro stiamo realizzando, grazie all'impegno della Regione Calabria, per la manutenzione dei fiumi e la bonifica e messa in sicurezza di ampie aree del territorio»

Record mondiale di apnea per il milanese Homar Leuci

SOVERATO - Ha raggiunto la profondità di 86 metri in due minuti e 22 secondi. Discesa e risalita nuotando con la sua monopinna. Homar Leuci, atleta milanese di 35 anni, ha stabilito ieri il nuovo record mondiale di profondità in apnea in assetto costante. A certificare la prestazione, nella cornice naturale della baia di Soverato in provincia di Catanzaro, due giudici internazionali Cmas (confederazione mondiale delle attività subacquee), Stefano Floris e Neven Lukas. Il secondo è sceso alla quota da record per certificare lo stacco del cartellino e la prestazione del giovane atleta (nella foto di CalabriApnea) è stato subito sottoposta rigorosamente alla proceduta anti-doping.
Homar Leuci vanta una capacità polmonare di più di otto litri. Nel 2004 si era già messo in luce raggiungendo il traguardo dei 157 metri nell’apnea dinamica in piscina, un anno dopo ha raggiunto altri importanti risultati, con i 125 metri nella dinamica a rana e con i 178 metri, realizzando il nuovo primato del mondo Cmas di apnea dinamica. Ai campionati italiani della specialità, sempre nel 2005, è diventato campione d`Italia a squadre grazie ai 183 metri e il 22 ottobre dello stesso anno, nell`isola di Marettimo, in assetto costante ha raggiunto la profondità di 51 metri nuotando a rana.

(fonte: Il Giornale)

Nuovo arrivo in casa Nbs: Nicolò Guzzo si veste di bianco-blu

Nuovo arrivo in casa Nbs: Nicolò Guzzo si veste di bianco-blu - 5.0 su 5 basato su 1 voto

Nicol_GuzzoSOVERATO - Neo arrivo in casa Nbs-Ranieri International che ha ufficializzato l’ingaggio del playmaker Nicolò Guzzo, classe ’93, proveniente dal Cosenza con cui ha disputato l’ultimo campionato di DNC. Dopo una lunga trattativa e diversi allenamenti sostenuti con la squadra che hanno convinto società e staff-tecnico, il giovane atleta ha firmato il contratto nella serata di venerdì. Nonostante la giovane età, possiede una buona dose di maturità in campo, diligenza, tiro e tecnica; tornerà sicuramente utile in regia dando fiato a Lo Giacco. La squadra è comunque ancora in fase di “lavori in corso” in quanto il roster è in via di completamento: sono ormai ad un passo gli ingaggi del nuovo centro Vani e  dell’ala/ grande Paoletti (un ritorno per lui). Intanto la prossima settimana è stato fissato un doppio test amichevole di preparazione al campionato: mercoledì 14 settembre il quintetto di coach Olivadoti sarà ospite al “Pala Giovino” di Catanzaro della compagine locale della Planet, che milita sempre in DNC ma nel girone H (Soverato è inserita nel girone I). Il return-match è previsto invece per domenica 18 settembre alle ore 18.00 al “PalaScoppa” di Soverato; sicuramente due sfide importanti per testare i reali progressi fisici ed atletici della squadra al cospetto di un avversario di pari categoria che potrà constatare le reali potenzialità dei soveratesi.

Pietro Mosella

10 settembre 2000..........il mio ricordo....

10 settembre 2000..........il mio ricordo.... - 5.0 su 5 basato su 2 voti
altIl 9 settembre 2000, classico sabato di fine estate per Soverato, in una stagione che per molti versi, soprattutto metereologici, aveva avuto l’andamento di quella del 2011, ci trovavamo a cena a casa del caro amico Paolo, a Satriano Centro, per festeggiare la fine di un mini tour di spettacoli che avevamo organizzato insieme ad una nota palestra di Soverato, ed in circa 20/25 persone ci si intratteneva a scherzare e commentare sui vari accadimenti estivi. Ad un certo punto della serata si rese necessario scendere fino a Montepaone Lido, poiché il padre di Paolo non rispondeva al telefono, e visto che il tempo, già alle 8 di sera, non prometteva bene, pioveva già da qualche ora in maniera copiosa, insieme a Paolo mi misi in macchina per evitargli il viaggio, seppur breve, da solo e scendemmo verso il mare. Già nella parte di strada immediatamente fuori dal paese di Satriano, le colline cominciavano a franare e sul percorso fummo costretti a schivare una serie di piccole pietre presenti sull’asfalto. Arrivati nei pressi di Soverato, attraversammo tutta la città per giungere allo svincolo con il camping, e lì ci accolsero alcuni fuochi d’artificio che provenivano dalla discoteca del campeggio. Con quel tempaccio e in quella serata subito ci chiedemmo cosa ci fosse da festeggiare e chi avesse voglia di farlo in quella situazione, ma la risposta ci arrivò solo il giorno dopo, visto che si trattava proprio del gruppo dell’Unitalsi che, avendo finito da poco la cena, nonostante le condizioni proibitive, non aveva voluto rinunciare a chiudere con una serata allegra la vacanza a Soverato. Il nostro percorso proseguì per Montepaone Lido e, dovendo raggiungere il quartiere che si trova subito all’inizio del paese, a destra del primo passaggio al livello, provammo a scendere dalla stradina che passa al di sotto del secondo ponte ferroviario e che conduce anche al camping Soleado. Subito sotto al ponte rischiammo di rimanere bloccati con la macchina nel fiume, in quanto non ci eravamo resi conto di quanto si fosse ingrossato anche il torrente che scorre in parallelo con il Beltrame, e che per noi fino a quel giorno prima non rappresentava niente di più che un arido ed asciutto letto di fiume. L’impeto dell’acqua era fortissimo e in poco tempo il livello del torrente arrivò a metà dello sportello, quindi in maniera repentina facemmo dietro-front per utilizzare la via principale che passa attraverso la ferrovia. Arrivati finalmente a destinazione, trovammo il padre di Paolo intento, dopo aver messo al sicuro l’abitazione prospiciente il mare, ad osservare uno spettacolo che, anche ai nostri occhi, aveva un qualcosa che si trovava a metà tra lo straordinario e lo spaventoso, il mare era in tempesta e sembrava uno di quei cavalli imbizzarriti, che prima del rodeo vengono legati e stretti con forti funi per evitare che sfoghino troppo presto la loro voglia di fuga e libertà. Non so da cosa o da chi volesse fuggire e liberarsi il mare in quella serata, ma vederlo in quelle condizioni ci fece cominciare a pensare e a preoccupare sulle condizioni metereologiche che stavano maturando. Ritornammo a Satriano raccontando tutto quello che avevamo visto, ma la serata proseguì in maniera normale, nessuno potendo prevedere quelli che sarebbero stati poi i futuri sviluppi, anche se dal canto mio preferii abbandonare con anticipo la compagnia, visto che dopo un nuovo sguardo al tempo mi accorsi che facevo fatica a distinguere gli oggetti al di fuori della finestra talmente la pioggia era diventata fitta e copiosa. La serata per me si chiuse lì. Il mattino dopo fui svegliato all’improvviso da mia madre che, quasi in lacrime, mi riferiva delle notizie che attraverso Televideo cominciavano a giungere e ad avere la ribalta nazionale. D’impeto pensai che dovevo in qualche modo raggiungere il camping per capire quello che era realmente successo, ed allora presi la bicicletta e cominciai a pedalare in direzione Montepaone, le strade erano già tutte bloccate e quello era l’unico mezzo con cui mi avrebbero potuto far avvicinare al luogo dell’accaduto, e così fu. Strada facendo non si faceva altro che incontrare fango e detriti sulla carreggiata, a conferma di quanto doveva essere stata tremenda la nottata, arrivando sul luogo della tragedia, intorno alle 10,30, ricordo che, seppur fossero già al lavoro almeno un centinaio di persone, il silenzio era irreale. In molti come me avevano usato le due ruote per arrivare lì, e non potevano far altro che osservare l’operato dei soccorritori, dei volontari e degli amministratori dell’epoca, anche loro intenti ad aiutare, a scavare, a trasportare i resti delle povere vittime, con la grande, ma debole, speranza di trovare qualche traccia di vita sotto quell’enorme tappeto fangoso. A quel punto della mattinata si era già capito la gravità dell’accadimento, e ci si poteva solo limitare ad una triste raccolta e conta dei cadaveri. Volli quindi provare a pedalare verso il mare, per osservare in quale stato fosse, e lo ritrovai, dopo averlo lasciato la notte prima furioso e in tempesta, in uno stato di calma incredibile, quasi come se avesse alla fine sfogato tutta la sua furia ed avesse perso tutte le sue energie, il colore era marrone intensissimo, un tutt’uno con il fiume, ed era la cosa che impressionava di più e che ancora spaventava, quasi come la sera prima. Il resto della storia lo conosciamo tutti e non mi addentro oltre, per rispetto delle vittime e di chi forse ancora paga o ha pagato una serie di circostanze, soprattutto naturali, che raramente riescono ad intrecciarsi in maniera così tragica e a provocare giornate che poi si ricordano in maniera così triste. A noi rimane il ricordo di una serata in cui per gli ospiti del campeggio il passaggio dal divertimento alla profonda disperazione è stato brevissimo, e una data che, nel massimo rispetto delle vittime e della tristezza che sempre le accompagnerà, forse anche per Soverato ha rappresentato l’inizio di una parabola discendente che ancora non riesce ad invertire la sua traiettoria.
Corrado Corradini

Record mondiale di apnea in assetto costante per Homar Leuci a Soverato

Record mondiale di apnea in assetto costante per Homar Leuci a Soverato - 1.0 su 5 basato su 1 voto

Homar_Leuci_subito_dopo_il_recordSOVERATO - Il 9 settembre 2011 rimarrà per sempre un giorno particolare per la disciplina dell’apnea ed anche per la città di Soverato che oggi si è potuta “onorare” di festeggiare un recordman mondiale, ovvero Homar Leuci colui che, nella splendida cornice della “Baia di Soverato”,  ha migliorato (visto che ne era già detentore) il record mondiale di profondità in apnea in assetto costante stabilendo il nuovo primato di -86 metri (il precedente era di -84) apponendo un’altra preziosa firma nell’albo d’oro di questo sport. In uno splendido pomeriggio di sole con il mare e le condizioni metereologiche in una situazione ideale, l’atleta milanese è riuscito nell’impresa per cui ormai da diversi mesi stava lavorando, ovvero migliorare il suo precedente record realizzato nel 2009. Contornato da uno staff di tutto rispetto, fatto di tre apneisti in superficie (da zero a 20 metri) e altri dieci subacquei sparsi sul percorso (uno ogni 10 metri più due in fondo al percorso dov’era anche posizionato il giudice con il testimone da prendere per poi risalire), Leuci ha potuto concretizzare nel migliore dei modi tutto il suo lavoro in questo lungo periodo di preparazione dando poi sfogo alla sua gioia all’uscita dall’acqua con il testimone di color giallo in mano alzato al cielo in segno di vittoria.Homar_Leuci_allarrivo_in_spiaggiaIl record è stato certificato dalla Confederazione Mondiale Attività Subacquee (CMAS) e dalla Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee (FIPSAS) alla presenza del Coni. Grande festa per tutto l’equipaggio, dagli apneisti di CalabriApnea, ai subacquei di Almost Blu Diving Center Soverato e Blue Eyes Dive Vessel, nonché per tutti gli appassionati che,  in qualche modo, hanno contribuito alla riuscita dell’impresa. Un soddisfatto Homar Leuci al ritorno in spiaggia è stato subito accolto da una folla festante che ha omaggiato con un giusto tributo l’atleta. “E’ andata benissimo – ha dichiarato Leuci – le condizioni metereologiche ci hanno assistito; c’era un po’ di apprensione solo per il video che doveva essere nitido quando riprendeva la prova ai fini della certificazione, e la videocamera era posizionata giù sul piattello alla profondità dove io dovevo arrivare. Il vento dei giorni scorsi aveva reso l’acqua più torbida e più fredda ma comunque tutto ciò non mi ha dato noia e sono riuscito ad eseguire la prova col tempo di 2’ 22’’. L’incognita era data dal tuffo per via della compensazione ma, fortunatamente, è andato tutto come speravo. Praticamente è dal mese di febbraio che lavoriamo per raggiungere questo risultato, per cui c’è tanto lavoro dietro alla giornata di oggi da parte di tutti; è andato tutto fluido ma comunque le ore di attesa pre-gara sono state intense.” L’appuntamento è adesso per domenica 11 settembre alle ore 14 sempre nella “Baia di Soverato”, quando Homar Leuci tenterà di superare il record mondiale in assetto variabile regolamentato, attualmente detenuto da Umberto Pelizzari a -131 metri di profondità. Un’altra sfida ed un’altra impresa da compiere per apporre anche in questo albo la propria firma e, di conseguenza, quella di Soverato.

Pietro Mosella

L'avvocato Nuzzi torna libero. Si sgonfia l'accusa.

L'avvocato Nuzzi torna libero. Si sgonfia l'accusa. - 5.0 su 5 basato su 1 voto
SOVERATO - Si è conclusa così l'udienza di convalida dell'arresto dell'avvocato Cristiano Nuzzi, 45 anni, di , finito ai domiciliari con l'accusa di estorsione, ieri derubricata nella ben più tenue ipotesi di reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Il rigetto di qualunque misura cautelare nei confronti del professionista è stato deciso ieri dal giudice per le indagini preliminari Maria Rosaria Di Girolamo, che ha comunque convalidato l'arresto effettuato dai Carabinieri della Compagnia di Sellia Marina. Secondo l'accusa sostenuta dalla Procura della Repubblica, che aveva chiesto la conferma degli arresti domiciliari, l'avvocato Nuzzi avrebbe commesso un'estorsione nei confronti di una commerciante di Cropani Marina; indagati a piede libero, sempre con l'accusa di estorsione, anche due fratelli della vittima, alla quale sarebbero stati chiesti 26mila 500 euro a copertura di precedenti rapporti di collaborazione in cambio della riconsegna di documenti che avrebbero attestato presunti illeciti fiscali a carico della stessa commerciante. Nuzzi è stato bloccato dai Cc subito dopo aver preso due assegni, all'interno del negozio della donna che ha raccontato tutta la vicenda agli inquirenti. In sede di udienza di convalida, l'avvocato ha riferito che la vicenda ha avuto inizio quando il fratello della presunta vittima si era recato da lui dicendogli di aver lavorato con la sorella e che la stessa avrebbe dovuto ancora corrispondergli delle somme di denaro sia a titolo di retribuzione sia a titolo di corresponsione degli utili dovuti alla stipula con la stessa di un contratto di associazione in partecipazione. Secondo la sua ricostruzione, Nuzzi aveva quindi invitato il cliente a fornirgli la quantificazione dell'importo. In un primo incontro con il legale della presunta vittima e la stessa commerciante - la cui registrazione è stata consegnata dalla donna ai Carabinieri - l'avvocato Nuzzi non aveva ancora ricevuto i conteggi. Ottenuta la quantificazione della cifra, Nuzzi aveva quindi parlato con la donna dell'eventualità di effettuare una transazione per definire la vicenda: questo sarebbe stato il ruolo del legale, che ha anche chiarito una sua espressione captata dagli inquirenti; quando ha parlato di "ricatto", si sarebbe riferito al metodo adottato dal fratello, non condividendo questo sistema per la risoluzione della questione. Sulla base delle dichiarazioni rese in sede d'interrogatorio e della documentazione sequestrata dagli inquirenti (tra cui il contratto di associazione in partecipazione tra fratello e sorella), il giudice ha deciso quindi di derubricare l'ipotesi di reato anche in virtù di una serie di pronunce della Cassazione citate nel provvedimento della dott.ssa Di Girolamo. Nel caso di specie, infatti, non essendo stata posta in essere una minaccia tale da integrare gli estremi del delitto di estorsione, secondo il gip si deve ritenere che la fattispecie debba essere qualificata come esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Ciò, secondo il giudice, anche in virtù del fatto che la documentazione sequestrata a Nuzzi confermerebbe l'intento transattivo del legale per la definizione della vicenda. Perciò, stando alla tesi del gip, si può ritenere che l'avv. Nuzzi non condividesse il metodo adottato dal suo cliente, cioè la prospettazione di una denuncia alla Polizia tributaria, anche se con sistemi che configurerebbero l'ipotesi di esercizio arbitrario delle proprie ragioni. L'avvocato Salvatore Staiano, difensore di Nuzzi, da noi contattato telefonicamente ha preferito non commentare la vicenda. La difesa è comunque pronta a dare battaglia in ogni sede per dimostrare l'assoluta estraneità di Nuzzi da ogni tipo di contestazione.

Giuseppe Lo Re

 

Libri: fresca di stampa nuova opera scrittrice di Soverato.

Libri: fresca di stampa nuova opera scrittrice di Soverato. - 2.5 su 5 basato su 2 voti

CATANZARO - Fresco di stampa per le Edizioni Ursini di Catanzaro il nuovo volume della scrittrice Nike Venusia Marziani, pseudonimo di Vittoria Cirillo, dal titolo “Da Niklon”: un viaggio letterario che ripercorre secoli di storia calabrese e arriva sino ai giorni nostri attraverso un’attenta analisi degli avvenimenti che hanno caratterizzato la vita sociale della regione. "Con tale pubblicazione, - è scroitto in una nota della casa editrice -inserita dalle edizioni Ursini nella collana “I libri dell’Elefantino”, l’autrice di Soverato è riuscita a dare un tocco di poesia ai famosissimi Bronzi di Riace e al più giovane dei due in modo particolare, a quel Niklon che ha condotto l’io narrante (quello della scrittrice Nike) nel viaggio alla riscoperta delle sue origini greche, di una storia tra la realtà e il mito, di un carosello di intermittenze da cui è emerso in tutto il suo nitore il grande amore che Vittoria Cirillo ha per la Magna Graecia, per la terra di Calabria, per i personaggi che hanno marchiato di sé i vari capitoli delle vicende del Sud, lasciando delle impronte indelebili, tra i quali Marco Aurelio Cassiodoro. Vittoria Cirillo usa le figure di Nike e di Niklon, poi di Zoeatlon e di Zoe (e non solo) per dire e suggerire, per navigare alla scoperta o riscoperta di Ramsete II e dei suoi figli, dell’Egitto, di Pompei, del museo di Reggio Calabria, della Grecia. La sua scrittura privilegia il dialogo e sa intervallare presenze ed elementi che richiamano talvolta la poesia o, se preferiamo, la prosa d’arte. Valga, come esempio, la bellezza del sogno iniziale, il mediare tra la civiltà del passato e il presente abbastanza incolore, il suggerire che “proprio quando si sta cadendo, si cerca un appiglio, per salvarsi”. Il suo, è un continuo stuzzicare l’attenzione del lettore che non può fare a meno di riflettere intorno ai perché che spingono l’io narrante a contestare il “padano” Umberto Bossi, a dialogare anche ironicamente con personaggi dello spettacolo avendo sempre presente la valorizzazione della Calabria, della sua gente, della sua incommensurabile storia e bellezza. E’ un libro, davvero singolare sotto ogni punto di vista, suddiviso in tre parti tra di loro soltanto in apparenza non collegate. Sì, perché il sogno di Nike e l’incontro con il giovane bronzo di Riace (Niklon) proseguono, se non altro idealmente, anche nella seconda parte (dedicata principalmente alla lettura critica della realtà sociale in cui viviamo) in quanto le considerazioni e i suggerimenti di Nike partano da lontano, proprio dal sogno e dal dialogo, fitto fitto, avuto con Niklon e si concludono nella parte finale del racconto con l’incontro tra Niklola e il pastore Baldino in cui le difficoltà di inserimento dei giovani d’oggi nella società del “tutto e subito” trovano una lettura a dir poco esemplare: per profondità, per significati, per quella concretezza e quel coraggio che sono un po’ il manifesto più noto dei ragazzi di Locri, ossia che “nessuno può più fare a modo suo, dato che non siamo mai soli. Qualche occhio che vede c’è sempre, qualche testimone coraggioso si trova sempre più spesso anche in Calabria, dove d’ora in poi, sarà meglio che ci “ammazzino tutti… altrimenti…”. A suo modo il libro è anche complesso, ma fotografa alla grande le attese della gente del Sud, le troppe promesse fatte dai potenti e regolarmente non mantenute, la gioia e l’orgoglio, comunque, di poter vantare un passato glorioso e un percorso storico che non teme confronti soprattutto perché “qui si capisce meglio cos’è davvero necessario e cos’è superfluo: cioè di più”."


(fonte cn24.it)

Soverato, domani 10 settembre incontro col Sottosegretario.

SOVERATO - Il partito e il territorio: è il tema di un incontro degli iscritti della fascia jonica catanzarese di “Noi Sud” che si terrà domani pomeriggio, con inizio alle ore 17,30, presso il Club Salapadù di Soverato.  Ad meno di un anno dalla prima Festa nazionale tenutasi a Summonte il 19 settembre 2010 con la quale è stato costituito il partito presieduto da Enzo Scotti, la segreteria provinciale di Catanzaro, affidata a Mario Cilurzo, dopo l’apertura della sede regionale ubicata in Via Alberti, avvia quindi un serrato dibattito sul territorio “per allargare le adesioni al partito – dice Cilurzo – ma soprattutto per ascoltare dalla viva voce dei cittadini le problematiche più impellenti da sottoporre all’attenzione delle istituzioni locali e regionali con le quali intendiamo confrontarci lealmente ogni giorno, quale forza di governo importante e propositiva”. “Il nostro – aggiunge Ferdinando Cosco, cofondatore in Calabria di Noi Sud” – è un partito che vuole crescere, ma soprattutto che pone massima attenzione alle esigenze del territorio sintetizzate in tre punti: sviluppo delle attività artigianali e commerciali locali, attenzione concreta verso la disoccupazione giovanile, garanzia di servizi sanitari efficaci pur in presenza di un piano di rientro regionale e di una recessione internazionale che impongono sacrifici a tutti”. All’incontro di Soverato, con Mario Cilurzo e Ferdinando Cosco, parteciperanno anche l’ex sindaco della città, Raffaele Mancini, e numerosi rappresentanti di circoli dei paesi limitrofi. Le conclusioni saranno a cura dell’On.le Elio Belcastro, Sottosegretario all’Ambiente.
Intanto grande attenzione sta suscitando la dichiarazione dell’on.le Belcastro sulla decisione dell’Anas di installare dei rilevatori di velocità sul tratto finale della A3, quello compreso tra Scilla e Bagnara. “Tale decisione - ha commentato il Sottosegretario calabrese - è offensiva per tutti coloro i quali, con indicibili disagi, sono obbligati a percorrere la nostra autostrada. Proprio quel tratto è il più “cantierato” d’Europa ed è frequentissimo il ricorso al senso unico alternato. Piuttosto che indulgere in vere e proprie provocazioni per il territorio, Anas farebbe bene ad accelerare i tempi dei lavori per poter consegnare al più presto alle regioni del Sud, in particolare alla Calabria, un’arteria dignitosa, in grado di rispondere agli standard minimi del mondo industrializzato”.


Vincenzo Ursini

 

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