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"Tutta colpa di Garibaldi", il 28 dicembre al Teatro di Badolato

TUTTA COLPA DI GARIBALDIGioele Dix, Nicola Fano e Sergio Fantoni hanno pensato e scritto uno spettacolo che racconta le peripezie tragicomiche di un autore-attore al quale è stato commissionato l'allestimento di un testo celebrativo su Garibaldi. Studiando a fondo la straordinaria biografia pubblica e privata dell'Eroe dei Due Mondi, scopre una figura complessa, che sfugge a ogni definizione e retorica. Si sente respinto e attratto da quel temperamento ondeggiante fra epici slanci e clamorosi ritiri. Un personaggio perfettamente funzionale all'immagine contraddittoria che gli italiani hanno di sé stessi.
Il protagonista, sempre più critico e sempre più tifoso, non sa più che pesci prendere: se dire e pensare "Obbedisco" oppure "O Roma o morte".
E si chiede: l'Italia è un soliloquio di Garibaldi? O piuttosto sono gli Italiani ad avere tradito la promessa di un sogno possibile? Al titolo che aveva in mente non sarebbe meglio aggiungere un punto interrogativo: "E' tutta colpa di Garibaldi?"
"Tutta colpa di Garibaldi" racconta, attraverso i sogni, le imprese e le disillusioni dell' Eroe dei Due Mondi, la nostra condizione di italiani: cittadini incompiuti, perennemente in bilico fra grandi desideri di rinascita e condanna alla pura sopravvivenza. Essere un popolo che "se la cava" sempre, ci espone a un senso diffuso e crescente di sfiducia in noi stessi. La paradossale vicenda politica e umana di Garibaldi, straordinario condottiero prima frenato e poi trasformato troppo velocemente in monumento, merita di essere riletta alla luce del nostro disagio attuale.Quello scritto da Gioele Dix è un testo- canovaccio documentato, divertente, amaro, sarcastico capace di dare vita ad uno spettacolo di narrazione dinamica, conflittuale, tragica e comica. Per niente celebrativa. Un testo che , allo stesso tempo, fra molto ridere e altrettanto riflettere sul destino attuale della nostra nazione

Soverato: Consiglio comunale "rovente" per domani

SOVERATO - E' stato convocato per domani alle 15.30 in prima convocazione,  e per il giorno seguente in seconda, il consiglio comunale di Soverato. E' previsto un clima rovente, all'interno del civico consesso, sopratutto in relazione al punto dell'ordine del giorno che riguarda la deliberazione della Corte dei Conti n.303 (Leggi). Il consiglio è stato convocato, in pratica, nell'ultimo giorno utile per le contro-deduzioni ai rilievi elevati dall'organo di controllo. Al clima già caldo, si è aggiunto nei giorni scorsi un "botta e risposta" tra Raffaele Mancini (leggi), ex sindaco di Soverato, e l'attuale capo dell'amministrazione cittadina Leonardo Taverniti (leggi). Scontro che non potrà non ripresentarsi all'interno del consiglio dove le componenti delle due linee di pensiero sono ben presenti. Annuncia battaglia anche il "rientrante" Antonello Gagliardi che, assente negli ultimi due consigli, ha in serbo un duro intervento al vetriolo contro le ultime due amministrazioni cittadine. Sarà un duro compito quello che spetta al Presidente del Consiglio, Dr.ssa Sonia Munizzi, nel gestire le varie fazioni che, scommettiamo, se le "daranno", in senso dialettico, di santa ragione.

Morto il diciottenne investito il 21 ottobre da un furgone

CATANZARO - E' morto all'ospedale "Pugliese-Ciaccio" il diciottenne ferito gravemente nell'incidente avvenuto il 21 ottobre a Feroleto Antico. In una lettera inviata a catanzaroinforma.it il fratello oltre a dare la notizia del decesso lancia un'appello affinchè si possa divenire all'identificazione del furgone che ha causato l'incidente e la morte del giovane. 

La lettera del fratello di Paolo, Gaetano Fazio

"Paolo non c'è più. È spirato questa mattina è la nostra disperazione è immaginabile". Scrive una lettera aperta, Gaetano Fazio, il fratello di Paolo il giovane che il 21 ottobre scorso è rimasto coinvolto in un grave incidente insieme al suo amico Marco Boca. I due ragazzi percorrevano la strada che da Feroleto Antico (CZ) porta a Galli, una frazione dello stesso comune. Doveva essere un pomeriggio di domenica tra amici e invece si è trasformato in tragedia. I due ragazzi in motorino sono stati travolti da un furgone bianco, un mezzo pirata del quale non si è ancora saputo nulla. Rimangono pochi frammenti d'immagini estrapolate dal video di una telecamera di sicurezza istallata davanti ad un tabaccaio. Da quella domenica Paolo è rimasto in coma nel reparto rianimazione dell'ospedale Pugliese di Catanzaro dove ha anche subito diversi interventi. La famiglia ha comunicato che non è ancora possibile sapere la data dei Foto tratta da catanzaroinforma.itfunerali che sarà stabilita  dopo gli accertamenti disposti dalla magistratura inseguito alla morte di Paolo.  Marco  sta effettuando la sua riabilitazione a casa, dopo essere stato anche lui in coma ed aver subito un intervento chirurgico per fermare un emorragia cerebrale.

"Oggi abbiamo perso il nostro caro Paolo. Aveva solo 18 anni, un ragazzo pieno di voglia di fare, gentile e vivace. Per noi  - spiega Gaetano - è un dolore immenso, ma sappiamo che è stato tentato tutto il possibile per salvarlo. I medici si sono prodigati notte e giorno e noi non lo abbiamo mai lasciato. Ma il nostro dolore è, se mai fosse possibile, ancora più atroce per l'impossibilità di sapere che cosa è realmente successo quella dannata domenica di ottobre. Chi è responsabile della morte di Paolo? Le forze dell'ordine, i carabinieri  impegnati sin dal primo momento nella ricerca del responsabile dell'incidente, hanno oggi più che mai bisogno di aiuto. Questo non è il nostro primo appello, ma tutti possono immaginare quanto oggi sia disperato. Paolo non da noi tornerà – prosegue Gaetano Fazio - ma ha bisogno di giustizia, la nostra famiglia ha bisogno di giustizia, tutte le vittime della strada hanno bisogno di giustizia. Lo sofferenza che ha subito il giovane corpo di Paolo in questi due mesi di ospedale nel tentativo di salvarlo e lo strazio della nostra famiglia è uguale a quella di molte famiglie che si trovano difronte ad una realtà così drammatica come quella che noi stiamo vivendo. La morte non porta via il dolore, anzi, lo lascia perenne nei nostri cuori in un ricordo fatto di tutto quello che i 18 anni di Paolo ci hanno regalato fino a quando lo abbiamo potuto avere con noi. Per questo suo ricordo io rinnovo l'appello a quanti hanno potuto vedere o sapere qualcosa su quello che è accaduto domenica 21 ottobre 2012 nel primo pomeriggio. Il furgone non può essere sparito nel nulla, forse è nascosto e qualcuno può immaginare che quel mezzo è lo stesso che ha investito mio fratello. A volte anche una supposizione può portare le forze dell'ordine alla verità. Quella verità che qualcuno ha nascosta dentro di se è che di certo si porta come un tormento. Spero che ci sia qualcuno che, magari con un po' di spirito di osservazione in più, abbia potuto notare qualche anomalia utile agli inquirenti ed abbia voglia di dare una mano e che pensi alla giustizia, anche per una nostra piccola consolazione. Mi auguro che qualcuno ci ascolti e voglia iniziare un nuovo anno con la coscienza pulita. Colgo l'occasione per ringraziare il personale medico e paramedico dell'ospedale Pugliese di Catanzaro che ha fatto tutto ciò che era possibile e ringrazio tutti coloro che come amici e conoscenti non ci hanno mai lasciato da soli e anche in questi giorni di lutto manifestano la loro solidarietà. La nostra speranza ora è quella che chi ha commesso un reato così  grave come omicidio colposo e, prima ancora, omissione di soccorso possa essere assicurato alla giustizia".

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