Differenziata? No, grazie. E la Statale 106 si trasforma in discarica
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Differenziata? No, grazie. E la Statale 106 si trasforma in discarica

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spazzatura106Le piazzole di sosta trasformate in discariche abusive. Ecco come si presenta la Statale 106 in questi giorni d'estate. Spazzatura ovunque lungo il tragitto della strada jonica, segno tangibile del sentimento di anarchia che regna nei paesi del comprensorio soveratese. I rifiuti gettati a casaccio testimoniano la “reazione” incivile di chi non si adegua al tentativo delle varie amministrazioni comunali locali di introdurre la raccolta differenziata porta a porta, rimuovendo i cassonetti e puntando sulla collaborazione dei cittadini. Collaborazione che, a quanto pare, non sta arrivando. E infatti, le microdiscariche crescono a pochi metri dai centri abitati. Ovviamente, non si può sperare che qualcuno se ne accorga e intervenga prontamente... Siamo in Calabria e il caso, probabilmente, esploderà solo quando la spazzatura arriverà a metà carreggiata. Nel frattempo, i turisti in transito potranno godersi lo spettacolo: sole, mare e monnezza. Una bella immagine da cartolina. Situazioni analoghe vengono segnalate anche su altre arterie viarie particolarmente trafficate. E' il caso, ad esempio, della cosiddetta “Gagliato mare”, la provinciale che collega la costa all'entroterra delle Preserre. Anche lì, c'è chi si diverte a cimentarsi nel lancio della busta dalla macchina in corsa. Come se l'ambiente non fosse cosa nostra. A questo si aggiunge la drammatica situazione di molti fiumi e, soprattutto, delle spiagge, vittime privilegiate dell'abbandono selvaggio dei rifiuti. L'ultima campagna di Legambiente che si è svolta in Italia (Beach Litter 2016) ha coinvolto un’area di 106.245 mq, pari a 800 campi di beach volley, in cui sono stati trovati 33.540 rifiuti spiaggiati. In media 714 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia. Anche quest’anno regina indiscussa rimane la plastica: il 76,3% degli oggetti trovati è infatti di plastica, seguita da mozziconi di sigarette (7,9%), rifiuti di carta (5,5%), metallo (3,6%), vetro/ceramica (3,4%), legno (1,3%), rifiuti tessili (1,2%) e gomma (0,8%). Percentuali che riflettono un trend generalizzato, adattabile anche alla situazione locale. Insomma, il degrado ambientale esiste eccome, ma quante volte facciamo finta di non vedere?

Francesco Pungitore

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