Gioia Tauro, “Neveau Dejavù”: Carabinieri e Guardia di Finanza scoprono nuove truffe
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Gioia Tauro, “Neveau Dejavù”: Carabinieri e Guardia di Finanza scoprono nuove truffe

Nel corso della mattina del 12.12.2013, i Carabinieri della Stazione di Gioia Tauro, unitamente a militari del locale Gruppo della Guardia di Finanza, hanno dato esecuzione all'ordinanza di applicazione di misura cautelare nei confronti delle sotto notate persone:
- BONO Giuseppe, nato a Gioia Tauro il.25.06.1971, già detenuto;
- CACCAMO Michele, nato a Taurianova il 21.12.1959, già detenuto agli AA.DD.;
- LABATE Pasquale, nato a Gioia Tauro il 07.02.1984, già detenuto;
- PRIOLO Pino, nato a Gioia Tauro il 18.10.1955, già detenuto.
I predetti, a vario titolo, si sono resi responsabili dei reati di cui agli artt. 416 commi 1, 2 e 3 C.P. (associazione per delinquere), 648 C.P. (ricettazione), art. 110 e 640 C.P (truffa in concorso), 485 e 489 C.P. (falsità in scrittura privata e uso di atti falsi e falsificazione) e art. 378 C.P. (favoreggiamento personale), con l'aggravante di cui all'art. 7 del D.L. n. 152 del 1991 (delitti commessi per agevolare associazioni mafiose), commessi negli anni 2012 e 2013 ai danni di attività commerciali di tutto il territorio nazionale.
Gli inquirenti hanno accertato che le truffe sono state effettuate con il beneplacito delle 'ndrine "Piromalli", "Pesce" e "Bellocco", operanti rispettivamente nei territori di Gioia Tauro, Rosarno e San Ferdinando, che sono state finanziate con gli ingenti proventi illeciti ottenuti.
I provvedimenti scaturiscono dalla prosecuzione del filone di indagine "DEJAVÙ" che l'08 maggio 2013 portò in Gioia Tauro all'arresto di nr. 8 persone per i medesimi reati, finalizzati ad ottenere la consegna di merce da esercizi commerciali senza pagarne o pagandone in parte il corrispettivo.
Nel corso delle indagini, gli inquirenti hanno documentato l'operatività di un gruppo criminale che sfruttando competenze nel settore merceologico delle vendite on line aveva messo in piedi un sofisticato meccanismo per frodare varie aziende locali e nazionali.
Il meccanismo era basato sulla comunicazione di false polizze fidejussorie attraverso le quali venivano raggirati gli ignari fornitori di svariate tipologie merceologiche. Sul documento falsificato inviato alle ditte venditrici veniva inserito un numero telefonico d'appoggio intestato ad un soggetto inesistente al quale rispondeva uno dei soggetti arrestati che spacciandosi per un funzionario di due filiali di alcune banche confermava le modalità di assicurazione dei pagamenti che puntualmente non avvenivano. Sono state così comprate: macchine per gelati, piuttosto che carrelli elevatori, vini e marmi pregiati, collocati poi sul mercato nero. Nello specifico in relazione ad un ingente ordine di pregiati marmi di Carrara, i Carabinieri sono riusciti ad intervenire nel momento in cui stava avvenendo la consegna a due ricettatori anch'essi arrestati nella flagranza del reato il 10 ottobre dello scorso anno.
Con la collaborazione di Russo Antonio si è poi avuta la conferma che l'affare era stato autorizzato dalla criminalità organizzata.
Il giro d'affari è stato calcolato in 1.000.000 di euro sulla base di recuperi della merce oggetto della truffa per un valore di 500.000 euro.

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