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Procedura di risoluzione per i lavori sul Beltrame

beltrame1In relazione ai lavori di realizzazione della passarella sul Beltrame a Soverato, la Provincia di Catanzaro rende noto di avere avviato la procedura di risoluzione contrattuale in danno nei confronti dell’impresa Eurocostruzioni di Acconia di Curinga, appaltatrice dell’opera.
L’Amministrazione, attraverso una nota del responsabile del procedimento ing. Floriano Siniscalco, ha contestato una serie di motivazioni che giustificano l’avvio della procedura: il grave inadempimento degli obblighi contrattuali; l’abbandono dei lavori e la chiusura del cantiere, l’eccessivo ritardo che compromette la bontà dell’opera. L’Amministrazione provinciale ha ricordato come il cedimento strutturale della passerella, con il crollo della campata, è avvenuto il 16 giugno del 2010 e che, appena avvenuto il dissequestro dell’area di cantiere da parte della Procura della Repubblica e a seguito dell’approvazione della perizia per la messa in sicurezza delle passarelle, il 6 giugno dello scorso anno il direttore dei lavori e l’impresa esecutrice sottoscrivevano un verbale di ripresa lavori con cui si disponeva l’immediato avvio della realizzazione dell’opera. Successivamente alla data del 6 giugno, invece, i lavori non sono stati più ripresi dall’impresa appaltatrice, né l’impresa ha mai più risposto alle sollecitazioni del R.u.p. e della direzione dei lavori. A tutt’oggi permane il fermo del cantiere, con l’impossibilità per l’Amministrazione provinciale di ultimare l’opera, e con un ritardo sui tempi di esecuzione spropositato rispetto all’entità dello stesso intervento, che configura l’incapacità nella gestione del cantiere che può portare ad inficiare l’opera finale.

“Gli uffici sono stati costretti ad assumere questa decisione – ha commentato il presidente della Provincia Wanda Ferro – pur nella consapevolezza che la rescissione contrattuale porterà inevitabilmente ad un contenzioso e ad un ulteriore ritardo nell’ultimazione dei lavori o, addirittura, alla loro definitiva interruzione. Abbiamo ritardato fino ad oggi l’avvio della procedura di rescissione, proprio per evitare il rischio di non vedere l’opera realizzata. Purtroppo, nonostante gli sforzi dei nostri tecnici, l’impresa ha reso evidente l’indisponibilità a terminare l’opera commissionata. Da qui la decisione degli uffici di rescindere il contratto, stante che la normativa sugli appalti pubblici non dà altri strumenti per intervenire e per tutelare l’interesse della collettività. Si tratta di norme, come quelle sul massimo ribasso e sul subappalto, che sonovecchie ed inadeguate, e vanno assolutamente riviste, pena l’impossibilità di garantire la realizzazione delle opere che servono al territorio ed ai cittadini. Purtroppo in un clima di spending review nessuno pensa a introdurre norme a tutela degli investimenti pubblici, che gravano direttamente sui cittadini e sull’economia del Paese: per questo bisogna fare in modo, in un’ipotesi di crescita reale, di garantire nuovi metodi di affidamento dei lavori utili a selezionare quelle imprese in grado di portare a termine, nel miglior modo possibile, le opere commissionate”.

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