S. Andrea Jonio - Emergenza immigrati, tempi rapidi Il presunto scafista resta in carcere - I primi gruppi sono stati già smistati verso i centri di accoglienza - Dopo lo sbarco di lunedì, 30 profughi sono ancora nel Palasport
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S. Andrea Jonio - Emergenza immigrati, tempi rapidi Il presunto scafista resta in carcere - I primi gruppi sono stati già smistati verso i centri di accoglienza - Dopo lo sbarco di lunedì, 30 profughi sono ancora nel Palasport


Emergenza immigrati, tempi rapidi Il presunto scafista resta in carcere Dopo lo sbarco di lunedì, 30 profughi sono ancora nel Palasport
Sant'Andrea Jonio Un gruppo di sedici migranti ieri mattina ha lasciato il palazzetto dello sport di S. Andrea con destinazione Isola Capo Rizzuto dove è stato accolto nel Cara, il centro di accoglienza per i richiedenti asilo. Le procedure per il trasferimento sono state condotte dalla Questura del capoluogo e il viaggio è stato effettuato con un pullman. Le 16 persone accompagnate al centro di accoglienza crotonese facevano parte del gruppo protagonista dello sbarco avvenuto sulla costa di Isca Jonio lunedì scorso, nel quale erano compresi diversi nuclei familiari con bambini. La presenza di minori d'età è stata preponderante in questo nuovo arrivo sulla costa ionica dopo lo sbarco della settimana scorsa avvenuto a Badolato. Tra i venti minori ce n'erano cinque non accompagnati e per loro le autorità hanno già disposto l'aggregazione alle case famiglia di Catanzaro e Botricello. L'atmosfera al palazzetto dello sport è molto serena e allietata dai giochi dei più piccoli. La gestione amministrativa e il coordinamento dell'emergenza è seguita costantemente dalla dott.ssa Teresa Guerrieri e dal dott. Armando Brescia, rispettivamente commissario e sub-commissario straordinari del Comune di Isca Jonio dove lo sbarco è avvenuto. Intanto, prosegue il supporto dei gruppi di Protezione civile comunale di Isca e Sant'Andrea e della Cri di Badolato. Le forze dell'ordine coordinate dalla Questura presidiano costantemente l'impianto sportivo che è stato nuovamente convertito in dormitorio, e ieri c'è stata anche la visita del tenente Francesco Gammone, comandante del Norm della Compagnia carabinieri di . Questa emergenza immigrazione, che ha interessato nuovamente i Comuni della costa ionica catanzarese, sembrerebbe di rapidissima soluzione alla luce della prima partenza dal campo di accoglienza verificatosi a sole 60 ore dallo sbarco. Nelle prossime ore ci potrebbero essere ulteriori novità riguardo il trasferimento dei trenta profughi che sono ancora ospiti del palazzetto. Intanto, sul fronte investigativo, resta in carcere il presunto scafista arrestato già il giorno stesso dello sbarco, il quarantenne Najar Hasan Mohamed, sedicente cittadino siriano. Najar Hasan (assistito dall'avv. Giacomo Maruca), nell'interrogatorio di garanzia che si è svolto ieri davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Catanzaro, Maria Rosaria Di Girolamo, ha respinto ogni addebito, dichiarandosi del tutto estraneo al ruolo di scafista e asserendo di essere, invece, semplicemente uno dei tanti migranti, giunto in Italia per costruirsi una vita nuova. Spiegazione che evidentemente non ha convinto il gip, che ha convalidato il fermo e confermato la misura della custodia in carcere.(m.r.)(f.r.)

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