Soverato, assolti gli imputati del processo per la rissa del 7 luglio scorso
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Soverato, assolti gli imputati del processo per la rissa del 7 luglio scorso

tribunale Catanzaro Si è concluso con cinque assoluzioni, perché il fatto non sussiste e un non luogo a procedere, il processo con rito abbreviato a sei persone arrestate lo scorso 7 luglio in seguito ad una maxi-rissa scoppiata nel parcheggio comunale antistante l’Istituto Tecnico Commerciale di Soverato. I Carabinieri intervennero per fermare una rissa scoppiata per una questione legata alla presenza in zona di alcuni parcheggiatori abusivi, arrestando gli imputati (due contrapposti gruppi di persone) colti in flagranza di reato portandoli, il giorno successivo, in udienza dal P.M. per il giudizio direttissimo per i contestati reati di rissa e lesioni personali. Successivamente, all’udienza del 27/10/2017, le parti prestavano il consenso ad includere, nel presente procedimento, i capi D) ed E) dell’imputazione, per cui non era stata richiesta alcuna convalida. Tutti gli avvocati difensori sostenevano la mancata configurazione del reato di rissa ed il Giudice Dott. Mariotti ha accolto tale tesi difensiva. Per tale ragione tutti gli imputati sono stati assolti per il reato di rissa perché il fatto non sussiste, nonostante la richiesta di condanna del P.M. a mesi 4 di reclusione. Uno degli imputati è stato assolto dal Giudice facendo sua la tesi degli Avvocati soveratesi Matteo e Vincenzo Caridi i quali hanno dimostrato che non poteva riconoscersi l’aggravante delle lesioni personali (art. 61 n. 2 c.p).; veniva contestato, infatti, all’ imputato, di aver commesso il fatto di cui al capo D) al fine di commettere il reato di cui al capo A). L’insussistenza del reato-fine determinava l’insussistenza dell’aggravante in parola. I legali hanno, inoltre, dimostrato che, poiché le eventuali lesioni erano guaribili in giorni inferiori a 20 (circostanza ulteriormente corroborata dal certificato medicato in atti, che accerta una contusione cranica ed una escoriazione alla tibia e al ginocchio sinistro, giudicando le lesioni guaribili in giorni 8) sarebbe stato necessario la presentazione tempestiva di apposita querela come presupposto di procedibilità. Ciò comportava, perciò, un diverso regime di procedibilità ed, in uno con l’assenza di querela (o comunque di una richiesta espressa di punizione da parte della persona offesa) in atti, conduceva ad una sentenza di non doversi procedere.

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