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Davoli, aveva sotterrato stupefacenti nell’aiuola del giardino: in manette 50enne

Materiale sequestrato 2Prosegue senza sosta l’attività di prevenzione e contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti e psicotrope condotta dalla Compagnia di Soverato. Nella circostanza, nell’ambito delle attività eseguite nella fascia costiera soveratese, i militari della Stazione Carabinieri di Davoli, supportati dalle unità cinofile di Vibo Valentia, hanno effettuato un controllo presso l’abitazione di G.A., 51enne del posto, nel corso della quale sono stati rinvenuti, abilmente occultati all’interno di un’aiuola del giardino, due contenitori in plastica contenenti complessivi 100 grammi circa di sostanza stupefacente del tipo marijuana. Inoltre, all’interno dell’appartamento, sono stati sequestrati ulteriori 20 grammi della medesima sostanza, frazionati in diversi punti (anche nello scarico fognario), nonché 15 bustine in cellophane predisposte per il confezionamento delle dosi e un bilancino di precisione. Il prevenuto, pertanto, è stato tratto in arresto, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e ristretto in regime di arresti domiciliari presso la propria abitazione. Le sostanze stupefacenti, previo campionamento, verranno inviate presso il L.A.S.S. (Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti) di Vibo Valentia, per le analisi qualitative di rito.
La 1^ Sezione Penale del Tribunale di Catanzaro ha convalidato l’arresto, disponendo la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria quattro volte a settimana, tra le 17:00 e le 19:00.

Maellare (FIG) denuncia: grave la chiusura di ortopedia all’ospedale di Soverato

maiellare andreaLa chiusura del reparto di Ortopedia all’ospedale di Soverato, le mancate assunzioni indispensabili per garantire le prestazioni minime ai pazienti, il declino funzionale e il ridimensionamento della sanità nella nostra cittadina certificano il fallimento delle politiche sanitarie e l’incapacità della Giunta regionale di progettare e programmare le attività fondamentali per assicurare le basilari cure ai calabresi”. Così afferma il Vice Delegato ai territori di Forza Italia Giovani, Andrea Maellare.
“Soverato non è un paesino di poche anime, Soverato è il centro di un territorio popolato da migliaia di persone. Inoltre - continua Maellare - la notizia della chiusura del reparto di ortopedia cade proprio in estate, quando Soverato si ritrova ad essere uno dei principali centri di turismo dell’intera regione. E’ davvero inaccettabile quanto sta accadendo, i provvedimenti tampone non bastano e, questa chiusura, rischia seriamente di compromettere un tessuto già fragile segnato, purtroppo, da un tasso di mortalità superiore ad altre regioni italiane.
Il basso jonio - conclude Maellare - non deve più essere considerato solo un serbatoio di voti. Proprio per questo, spero che la questione otterrà l’attenzione di chi ha i mezzi per dare risonanza nazionale ad una faccenda che può avere serie ricadute negative per la nostra città e l’intero comprensorio”.

Possibili interessi criminali sui lavori della ss106 nella Sibaritide, interrogazione dell'on. Wanda Ferro (FDI)

Wanda Ferro 4ROMA -  Il deputato di Fratelli d’Italia Wanda Ferro ha presentato una interrogazione a risposta scritta al ministro della Giustizia per alzare l’attenzione del governo sugli episodi criminosi che continuano a susseguirsi con intensità crescente nel territorio della Sibaritide e sul rischio di condizionamenti mafiosi nei lavori pubblici per la realizzazione della nuova statale 106 tra Roseto Capo Spulico e Sibari. Il contenuto dell’interrogazione è stato concordato con il consigliere regionale Gianluca Gallo, che aveva richiamato l’attenzione dei parlamentari del centrodestra sull’escalation criminale nella Sibaritide, dove si sono registrati ripetuti atti intimidatori ai danni di professionisti ed imprenditori dell’area di Corigliano-Rossano, fino ad arrivare ad un agguato di chiaro stampo mafioso a Villapiana, da subito collegato dai media agli appalti per l’ammodernamento della statale jonica. “Sono grata a Gianluca Gallo per il suo intervento che dimostra grande attenzione alle dinamiche del territorio - spiega Wanda Ferro - e sono certa che l’interazione continua tra il livello di rappresentanza regionale e quello nazionale debba essere un modello di lavoro da seguire per ottenere dal governo l’interesse e gli interventi di cui la Calabria necessita”. Nell’interrogazione l’on. Wanda Ferro ha ricordato al guardasigilli che episodi criminali recentemente consumatisi nella Sibaritide sono collegati, secondo quanto riportato dalla stampa locale, all’imminente cauterizzazione dei lavori di rifacimento del tratto della statale 106: un progetto da 1.300 milioni di euro, sette anni di lavoro, oltre 1.500 posti per carpentieri, minatori, muratori, ruspisti e manovali. Come si legge sui quotidiani regionali - aggiunge Wanda Ferro 'la Statale 106 non c'è ancora ma già rappresenta il più colossale affare della 'ndrangheta nella Calabria settentrionale dopo l'ammodernamento dell'A2'; la vittima dell’agguato di Villapiana - Leonardo Portoraro, ucciso in pieno giorno a colpi di mitra e di pistola - era ritenuta esponente della 'ndrangheta della Sibaritide; negli anni novanta, Portoraro era stato arrestato per accuse legate ad associazione mafiosa ed attualmente veniva indicato nelle cronache giudiziarie, come il presunto 'Ministro dei Lavori pubblici' della 'ndrangheta; sul caso indagherà, per competenza, la direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, ma con l'omicidio di Portoraro gli inquirenti hanno lasciato trapelare di temere si sia dato corso all'apertura di una faida sullo Jonio cosentino; tale vicenda, dai risvolti delicati e certamente preoccupanti, non può e non deve assolutamente lasciare indifferenti le istituzioni locali e nazionali, ma richiede ogni sforzo possibile per scongiurare il rischio che anche un solo centesimo possa finire nelle casse della criminalità organizzata, segnando di fatto il fallimento dello Stato in un territorio dove già forte e pervasiva è la presenza delle cosche”. L’on. Ferro ha chiesto quindi al ministro della Giustizia se “sia a conoscenza dei gravi fatti esposti e quali urgenti iniziative di competenza intenda assumere al fine di individuare tutte le soluzioni necessarie per far sì che il rischio di condizionamenti mafiosi nei lavori pubblici per la realizzazione della strada statale 106 si riduca al minimo, se non allo zero assoluto, e che i cittadini possano guardare con fiducia alle istituzioni ed ai loro rappresentanti”.

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