Operazione "Luxury": i nove provvedimenti di fermo dei Carabinieri (VIDEO)
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Operazione "Luxury": i nove provvedimenti di fermo dei Carabinieri (VIDEO)

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arresti luxuryCATANZARO - Si è svolta in tarda mattinata la conferenza-stampa presso il Comando provinciale Carabinieri di Catanzaro con la quale sono stati illustrati i particolari dell'operazione "Luxury", per la quale sono state fermate nove persone, indagate per vari reati. L'introduzione è stata del Colonnello del Comando Provinciale Carabinieri Catanzaro, Ugo Cantoni, che ha subito passato parola al Procuratore della DDA Vincenzo Antonio Lombardo, il quale ha subito fatto i complimenti per l'impegno della Compagnia di Soverato e per lo stesso Nucleo radiomobile soveratese. I provvedimenti di fermo per vari reati sono stati notificati a nove persone. Nella zona di Soverato "operano" delle donne, che esercitano un mestiere antico quanto il mondo, ma, in quest'attività, non sono state "libere", perché ci sono state delle persone che hanno imposto un prezzo, e le hanno costrette a pagare, entrando con l'inganno, e si è appreso, con modalità operative che si ripetevano in maniera quasi seriale. Gli indagati entravano con l'inganno in casa delle donne, e facevano anche delle rapine. I vari soggetti coinvolti, sono riferibili a diversi episodi. Tutti gli indagati sono stati arrestati. E' un'attività di indagine iniziata nel corso del 2013, e portata a termine in tempi brevi.

Il tutto è stato coordinato dal Procuratore aggiunto della Repubblica di Catanzaro, Giovanni Bombardieri, che ha preso la parola dopo Lombardo, ribadendo l'importanzaconferenza stampa Operazione Luxury dell'operazione, con i fermati che volevano imporre il pagamento di un "pizzo" mensile o settimanale. Essi si presentavano presso le prostitute, e una volta all'interno degli appartamenti, minacciavano le vittime con una pistola a salve. Le rapine sono avvenute con modalità seriale. C'è stato anche un caso di violenza sessuale, nei confronti di una ragazza, che si era opposta al pagamento del "pizzo". Le forze di Polizia, attraverso le indagini, sono arrivate ad ottenere risultati importanti. Gli episodi stavano diventando man mano sempre più violenti. Si è dovuto intervenire proprio per evitare fughe di notizie e in situazione quasi di emergenza. E' stato importante l'apporto delle forze di polizia, che sperano di aver dato un ulteriore segnale della loro presenza dsul territorio.

La parola è poi passata al Capitano della Compagnia di Soverato, Saverio Sica, che ha ripercorso il "film" dell'indagine, che si è sviluppata da maggio 2013, in cui ci fu il primo evento di rapine nel territorio di competenza. Dalla prima denuncia, ciò ha portato a delineare un gruppo che finalizzava la sua attività ad avere un controllo sul territorio dell'attività di prostituzione.

Anche il Comandante del Nucleo Radiomobile di Soverato, Francesco Gammone, è intervenuto per sottolineare che, alcuni soggetti, erano attenzionati dai Carabinieri, e si era avuto sentore che si fossero avvicinati alla prostituzione. Si è riusciti a ricostruire le rapine commesse, e quelle che, purtroppo, continuavano a commettere. Le donne venivano contattate attraverso un sito internet, ed essi fingevano di essere clienti. All'atto dell'apertura della porta irrompevano in casa e rubavano telefonini e soldi. Dopo le prime rapine, i malviventi hanno iniziato ad imporre un racket (da 250 a 500 euro) alle ragazze, per poter continuare ad esercitare nel territorio. Chi si opponeva era intimato ad andar via e, in un caso, c'è stata anche una violenza sessuale subita da una di loro. Sono state rinvenute, nella perquisizione di stamane, due pistole a salve, che erano molto simili alle pistole vere. Gli episodi sono stati localizzati tra Soverato, San Sostene, Montepaone, Pietragrande e Catanzaro Lido. La violenza sessuale è avvenuta nell'ultima rapina, accaduta nel novembre 2013, quando una delle donne negò il pagamento settimanale al gruppo. Alcuni soggetti sono stati protagonisti di plurimi episodi, altri di uno solo, agivano più o meno in tre o quattro persone alla volta. Non si tratta di associazione criminale ma siamo appena un gradino più sotto, ha conluso Gammone. 

Gli indagati, tutti colpiti da provvedimenti di fermo, sono:

1. Catrambone Giovanni, 1988, residente a Gasperina

2. Cozza Santo Domenico, 1963, residente a Montepaone

3. Mesuraca Pietro, 1969, residente a Montepaone

4. Mirarchi Salvo Gregorio, 1991, residente a Montepaone

5. Pitingolo Alessandro, 1984, residente a Stalettì

6. Pitingolo Giuseppe, 1982, residente a Soverato

7. Romeo Salvatore, 1992, residente a Montepaone

8. Voci Fabio, 1994, residente a Montepaone

9. Voci Vincenzo, 1994, residente a Montepaone

Gli eventi delittuosi contestati risalgono tutti allo scorso anno, e nello specifico, si tratta di una rapina del 13 maggio 2013 a Montepaone, di una tentata rapina del 10 settembre 2013 a San Sostene, di una rapina dell'11 settembre 2013 a Soverato, di una tentata rapina del 14 settembre 2013 a Montepaone, e di altre tre rapine, del 18 settembre, 28 ottobre e 24 novembre del 2013, avvenute rispettivamente a Catanzaro Lido, Montauro e Pietragrande di Stalettì. Diverse quindi le rapine e diversi i tentativi di rapina ai danni delle prostitute. Alcuni degli arrestati erano già noti alle Forze dell'Ordine. Essi quindi volevano imporre alle vittime il prelievo forzato di una somma, cercando così di prendere il controllo sulla loro "attività". Le minacce sono state effettuate anche con armi da fuoco. In un caso una delle vittime è stata costretta ad allontanarsi dalla luogo di residenza per le continue vessazioni subite. L'indagine è partita dalla denuncia delle donne. I reati contestati sono di rapina, tentata rapina, lesioni personali, violenza sessuale, tentata estorsione, violenza privata e detenzione illegale e porto abusivo di arma comune da sparo. 

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