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Amaroni, la comunità si prepara alla festa solenne in onore di Santa Barbara

AMARONI1 statua santa barbaraAMARONI - Come ogni anno, il 31 luglio e il primo agosto, ad Amaroni, si celebra la festa solenne in onore di Santa Barbara, patrona del paese, venerata perché protesse, in epoca antica, la gente da un terribile nubifragio che minacciava in maniera distruttiva il paese. La ricorrenza estiva è motivo d'incontro di tutti gli amaronesi, anche dei tanti emigrati in Italia e all'estero. Quest’anno, per la prima volta nella storia, la rinnovata e restaurata statua della santa, domenica 22 luglio, di sera, viene sistemata sulla vara, anch’essa restaurata di recente. Mentre lunedì 23 luglio ha inizio la novena, con santo rosario coronella e santa messa tutti i giorni fino al 31. Sabato 28 luglio, la messa sarà celebrata al cimitero. Domenica 29, saranno amministrate anche le cresime. Il 31 luglio si celebra la messa in onore degli emigrati e, nel pomeriggio, i vespri solenni. Di sera, si festeggia all'aperto: nell’anfiteatro comunale, il 31, avrà luogo il concerto di Cosimo Papandrea e, a mezzanotte, lo spettacolo di fuochi d'artificio. L'indomani mattina presto, 1 agosto, saranno lanciati in aria i "fhurguluni", che annunciano il giorno di festa. La prima messa sarà celebrata alle ore 8, mentre alle 11 è prevista la messa solenne con panegirico. Alle ore 17, si svolgerà la processione per le vie del paese. Quando la statua varcherà la soglia della chiesa per la processione, la famiglia Migliaccio, per tradizione, sistemerà sul parapetto della chiesa il cannoncino di S. Barbara e sparerà colpi a salve. La stessa cosa avverrà al rientro della statua. La ricorrenza della festa di S. Barbara è fissata al 4 dicembre nel calendario liturgico, ma spesso in questo periodo per l'inclemenza del tempo non potevano aver luogo la processione, i festeggiamenti serali in piazza e i fuochi d' artificio. Nel 1952, quindi, si decise di spostare la festa al 31 luglio e al 1° agosto, per favorire la partecipazione degli emigrati. Sera dell'1 agosto, i festeggiamenti saranno conclusi dal concerto della “Premiata Società dei Migliori Anni”. La festa, allietata dalla banda “San Rocco”, viene organizzata da un comitato presieduto dal parroco don Antonio Scicchitano.

Carmela Commodaro

La firma di Affidato sui premi del Festival del Sociale oggi a Soverato

abete e mezzanotteSaranno diverse le figure e le realtà che riceveranno il Premio “Festival del sociale” durante la serata in programma domani, oggi 22 luglio, alle ore 21,30 presso l’anfiteatro sul lungomare di Soverato. L’evento, promosso dalla Life Communication e condotto da Domenico Gareri, intende raccontare ed esaltare gli esempi positivi portati avanti nel campo del sociale, a sostegno delle diverse abilità, attraverso le testimonianze di quanti sono impegnati a diffondere i valori della fraternità, solidarietà ed uguaglianza. Riceveranno il riconoscimento, realizzato dal maestro orafo Michele Affidato, gli ospiti d’eccezione della serata: la cantante Silvia Mezzanotte e Luca Abete da “Striscia la notizia”. Nel corso della manifestazione saranno, inoltre, consegnati i premi alla Cooperativa Agorà Kroton per l’impegno profuso nel portare avanti percorsi per l’integrazione degli stranieri; al Centro per la giustizia minorile della Calabria e al Gruppo Citrigno per l’attività volta a favorire il reinserimento lavorativo dei soggetti dell’area penale; all’Ente Nazionale Sordi della Calabria per aver sostenuto l’accessibilità delle persone diversamente abili ai luoghi di cultura; agli ideatori del Metodo Marchio-Patti per aver contribuito a facilitare l’apprendimento e la comunicazione dei giovani dislessici; alla memoria di Giuseppe Bilotti, compianto presidente provinciale di Cosenza dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, per l’impegno profuso; a Vincenzo Sonnessa per il connubio tra sport e sociale.
Saranno tante le associazioni che parteciperanno alla serata – che gode del patrocinio della Regione, dell’Università Magna Graecia e dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro - tra cui Ens, Uic, Arcat, Aipd, La Rinascita, Ave Ama, Ali d’aquila, Agorà Kroton e Aism. I momenti di spettacolo vedranno gli interventi straordinari di Lamezia Muse’s Choir, Maison de la danse e dei social friends.

Su proposta del biologo squillacese Franco Scicchitano, borsa di studio "Matteo Vinci"

logo ordine nazionale biologiIl consiglio dell’Ordine nazionale dei biologi, su proposta del consigliere dottor Franco Scicchitano (biologo di Squillace), ha deliberato l’istituzione di una borsa di studio alla memoria di Matteo Vinci, il biologo calabrese ucciso dalla ‘ndrangheta, lo scorso 9 aprile, a Limbadi, comune dell’entroterra vibonese. Un gesto dall’alto valore simbolico, ma anche una misura di sostegno finanziario destinata alla ricerca scientifica, per onorare la figura di un coraggioso e stimato collega. La borsa, del valore di 12 mila euro, sarà destinata a biologi calabresi che si siano distinti, attraverso studi e pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali o internazionali, nel campo delle scienze biologiche e biotecnologiche, con particolare riferimento all’ecosistema calabrese (terrestre e marino). Potrà essere conferita a iscritti all’Ordine nazionale dei biologi, inseriti sia nell’elenco speciale, sia nell’albo professionale, senza distinzione di sezioni o settori di appartenenza, impegnati anche in attività di ricerca scientifica presso le università italiane, gli enti ospedalieri e di ricerca (pubblici e privati) o in strutture con esse convenzionate, che hanno realizzato progetti di ricerca inerenti al suddetto campo di studio. Matteo Vinci, 42 anni, biologo, ex informatore farmaceutico, secondo le risultanze investigative, è stato assassinato da un’autobomba per non essersi piegato – è stato ipotizzato dal procuratore capo della Dda di Catanzaro, Nicola Gratteri – alla volontà di un locale clan malavitoso che mirava all’acquisizione dei terreni appartenenti alla sua famiglia per affermare il proprio dominio su quell’area. Nell’esplosione rimase gravemente ferito anche suo padre (dimesso solo di recente dal reparto “Grandi ustionati” di Palermo). Per quel delitto, lo scorso 25 giugno, i carabinieri del nucleo investigativo di Vibo Valentia e del Ros, hanno fermato sei persone, tutte appartenenti ad una famiglia ritenuta dagli investigatori legata a filo doppio alla ‘ndrangheta. Tra loro ci sarebbero sia i presunti esecutori che i mandanti dell’omicidio.

Carmela Commodaro

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