Botricello, presentato il libro di G. Battista Scalise sulla storia della parrocchia locale
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Botricello, presentato il libro di G. Battista Scalise sulla storia della parrocchia locale

libro scalise botricelloBotricello - «Una bella pagina di storia, di amicizia e di affetto». L’ha definita così l’editore Vin-cenzo Ursini l’iniziativa in cui è stato presentato il volume "La parrocchia di Botricello dalle sue o-rigini al 1984" di G. Battista Scalise (don Titta) tenutasi a Botricello nella chiesa parrocchiale. Pre-senti, tra gli altri, Simone Puccio, vicesindaco di Botricello, il sindaco di Sersale Salvatore Torchia e diversi qualificati rappresentanti della storia del territorio, la serata è stata allietata dagli intermezzi musicali dei maestri polistrumentisti della scuola di musica per banda istituita dallo stesso Scalise. Ha introdotto i lavori il professor Mimmo Stirparo, il quale ha affermato che «quello che presen-tiamo è un libro scritto da un custode della storia della Chiesa, in particolare di quella di Crotone-S. Severina. Un bel libro, edito dall’amico Vincenzo Ursini, un veterano dell’editoria, sempre pronto, disponibile quando si tratta di valorizzare, esaltare le potenzialità di giovani autori e soprattutto va-lorizzare le tante caratteristiche della Calabria e della Chiesa calabrese». Stirparo ha poi letto un messaggio di augurio inviato dal maestro orafo Michele Affidato che per l'occasione ha realizzato un'artistica targa di argento consegnata all'autore dallo stesso editore. I due ex sindaci di Botricello Paolo Camastra e Pietro Traversa, e quello attuale, Michelangelo Ciurleo, hanno evidenziato che il libro è una testimonianza di affetti ed emozioni che porta in alto il buon nome di Botricello e la ge-nerosità dei botricellesi. Particolarmente gratificante è stato per don Titta il messaggio ricevuto da Pino Caridi, docente di Storia Moderna all'Università di Messina e presidente della Deputazione di Storia Patria per la Calabra, che defibisce il libro «un lavoro, ricco di riferimenti documentari che denotano la tempra dello studioso formatosi attraverso una lunga ed estremamente proficua dimesti-chezza con gli archivi». Mons. Francesco Frandina, già vicario generale dell’arcidiocesi di Crotone, ha testimoniato che «don Titta ha la passione per le cose belle e ha ereditato l'amore per la ricerca storica dall’arcivescovo mons. Federici». L’arcivescovo emerito di Catanzaroi-Squillace, mons. An-tonio Cantisani ha poi manifestato all'autore fraterno affetto e profonda stima. «C’è in lui - ha detto Cantisani - quel rigore scientifico per lavori di questo genere. Si rimane colpiti dall’assoluta fedeltà ai documenti minuziosamente ricercati, non gli è sfuggito nessun dettaglio. Proprio alla scuola di don Titta e sul suo esempio ho imparato a scoprire negli archivi il transitus Domini. Questa pubbli-cazione può aiutarci a capire cosa è la parrocchia, ad amare la parrocchia e a far ognuno la propria parte». Concetti affrontati anche da mons. Domenico Graziani. «Mi ritrovo totalmente in quanto detto da mons. Cantisani – ha sottolineato Graziani - sul caro amico Titta. Gli sono particolarmente grato per aver messo in evidenza, con l’arte che conosce e con acribia, queste linee della storia della parrocchia di Botricello». Le conclusioni sono state tratte dal parroco don Rosario Morrone, promo-tore della serata unitamente a tutto il consiglio pastorale. «Nutro una forte simpatia verso don Titta – ha detto - da quando ero alunno del seminario provinciale e sentivo parlare di questo grande parroco. Ecco perché ho subito condiviso la sua idea di scrivere qualcosa che restasse nella memoria di tutti». G. Battista Scalise ha concluso con un "Te deum laudamus" di ringraziamento al Signore e a tutto il popolo di Botricello, che, con la sua generosità, gli ha consentito di realizzare tante iniziative ispirate al senso del bello, all’osservanza di tutte le norme canoniche e degli insegnamenti del Concilio Vaticano II. Ha poi ricordato mons. Giuseppe Agostino, con il quale aveva instaurato una bella sintonia operativa, e le amministrazioni comunali che si sono negli anni succedute. Un frago-roso applauso ha fatto seguito al saluto e all’abbraccio che don Titta ha presentato a nome di don Giovannino Campogrande, parroco di Botricello, suo maestro e riferimento costante di pastorale.

Carmela Commodaro

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