Squillace, l'addio a Inge Wolf Gieseler nel suo splendido giardino
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Squillace, l'addio a Inge Wolf Gieseler nel suo splendido giardino

cerimonia inge gieselerSQUILLACE - Si è svolta sabato scorso, nel giardino della sua casa di Squillace, la cerimonia commemorativa di Inge Gieseler, già professoressa di liceo, moglie del professor Armin Wolf, il noto studioso tedesco, autore di interessanti studi su Omero e Ulisse, che da tempo ha scelto di vivere nella città ionica. Alla cerimonia hanno preso parte i figli e i nipoti dei Wolf e alcuni amici calabresi della famiglia. Inge è morta lo scorso 3 marzo. Ella veniva da una famiglia della Germania del Nord, da Amburgo. Suo padre era professore all’Università di Tübingen, dove Inge era nata il 30 novembre 1937. Qui ha conosciuto Armin Wolf, il quale nella stessa città ha cominciato i suoi studi di storia. Inge ha studiato francese e storia. Inge Gieseler e Armin Wolf si sono sposati nel 1962. Nel 1965 i due hanno traslocato a Francoforte, dove lei insegnava francese e storia nel liceo “Goethe”, mentre lui lavorava all’Istituto di Max-Planck per la storia europea del diritto. In Calabria i Wolf sono venuti per la prima volta nel 1966, alla ricerca della via di Ulisse attraverso la terra dei Feaci, dal Tirreno allo Jonio, nella provincia di Catanzaro. Hanno visitato la Roccelletta, Tiriolo, Squillace e altri luoghi. Inge è stata attiva nell’Archeoclub di Squillace. La stessa ha accompagnato il marito nei viaggi svolti sulle tracce di Ulisse a Malta, in Sicilia, nelle isole Lipari e in Grecia. La prima edizione in tedesco del libro sulla via di Ulisse, scritto da Armin Wolf, è uscita nel 1968. La sua base per le ricerche in Calabria era il Motel di Copanello appartenente alla famiglia Gatti, i cui membri sono diventati loro amici. Nei primi anni ’90, i Wolf si sono stabiliti a Squillace, dove hanno acquistato una casa nei pressi del castello normanno, dall’incomparabile panorama. A Inge è piaciuta specialmente per il giardino ad essa incluso, che lei ha trasformato in un vero e proprio paradiso. Inge desiderava sempre avere un giardino mediterraneo. Amava i fiori e il giardinaggio. Spesso sul cancello della loro casa c’era il cartello “Sono in giardino” con una freccia per indicare la via e una rosa dipinta da Inge. Una vicina di casa diceva: «Lei è sempre con le piante». Fino al 2017, quando a Inge è stata diagnosticata una grave malattia. Da quel momento ha dovuto diradare il suo impegno in giardino. Il 3 marzo scorso purtroppo è sopraggiunta la morte. Il suo giardino è stato il luogo in cui si sono raccolti i figli, i nipoti e i diversi amici, che le hanno tributato l’ultimo saluto, nel corso di una commovente cerimonia, durante la quale è stato piantato un albero in suo ricordo.

Carmela Commodaro

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