UDI: presentazione di ‘Puttane antifasciste nelle carte di polizia'
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UDI: presentazione di ‘Puttane antifasciste nelle carte di polizia'

Puttane antifasciste locandina 4 JPGLe donne di UDI Catanzaro invitano alla presentazione del libro "Puttane antifasciste nelle carte di polizia" (Filorosso, 2017), di Matteo Dalena, che si terrà il 9 febbraio alle 17:30 presso la libreria Punto e a Capo (via M. Jannelli a Catanzaro). Alla discussione, a cui sarà presente l’autore e che verrà moderata ed introdotta da Mariabruna Pelaggi, di UDI Catanzaro, parteciperà anche Giovanna Vingelli, direttrice del Centro di Women’s Studies Milly Villa (Unical), che ne ha curato la prefazione. Ricordare è sempre un buon inizio. Nel libro, Matteo Dalena racconta 27 storie di prostitute che dal 1927 al 1942 sono state denunciate e schedate per aver insultato il capo del governo, Benito Mussolini. Molte di loro erano prostitute clandestine che dovevano essere sanzionate per misure di pubblica moralità, per “adescamento al libertinaggio”, che però al momento dell’arresto si scagliavano contro il regime insultando il Duce stesso. E così, bastavano poche parole per non essere più giudicate solo per ragioni di pubblica moralità, ma per essere perseguite in linea politica, guadagnandosi l’etichetta di antifasciste. “La resistenza ha rappresentato, nelle sue numerose sfaccettature, una significativa tappa del percorso emancipativo femminile, determinando per la donna un universo simbolico nuovo. Sono decine di migliaia le donne che hanno combattuto il nazifascismo affrontando arresti, violenze e deportazioni, che sono uscite di casa per prendere parte alla Resistenza e vi hanno fatto ritorno, spesso dimenticate, a guerra finita. Francesca, Agnese, Emilia, Palmira, Filomena, Maria, Celestina, Giuseppa, Romana, Michelina, Giovannina, Paolina, Grazia, Annunziata, Irma, Vittoria, Adele, Cecilia, Candida, Cunegonda, Teresa, Italia, Libera, come scrive Matteo Dalena, ‘non sono partigiane né eroine’, non hanno partecipato in prima linea alla Resistenza. Sono però donne altrettanto ribelli e coraggiose che, nell’ombra più assoluta, hanno vissuto esistenze antifasciste”, racconta l’introduzione di Maria Pina Iannuzzi.

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