Squillace, monito di mons. Antonio Cantisani su politica e legalità
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Squillace, monito di mons. Antonio Cantisani su politica e legalità

cantisani 16gen2019SQUILLACE - Omelia molto apprezzata e che ha avuto una vasta eco nella comunità locale e in provincia. È quella che ha pronunciato l’arcivescovo emerito di Catanzaro-Squillace, mons. Antonio Cantisani, nel corso della celebrazione solenne nella basilicxa cattedrale di Squillace, il 16 gennaio scorso, per la festa della Traslazione delle reliquie di Sant’Agazio, patrono della città e della diocesi. Partendo dal presupposto che Sant’Agazio era «un uomo delle istituzioni», Cantisani ha affermato che la politica per i cristiani è una vocazione, una missione. Entrando nello specifico e facendo riferimento all’imminente tornata elettorale che interesserà anche il consiglio comunale di Squillace, l’arcivescovo emerito ha affermato che «in un regime democratico siamo chiamati a scegliere alcuni che ci rappresentino ai vari livelli. Ebbene, perché essi facciano una buona politica ci vuole la piena consapevolezza del proprio ruolo, la trasparenza che significa innanzitutto onestà, la competenza che comprende anche la capacità di progettare, l’impegno effettivo e costante al servizio non del proprio interesse, ma unicamente della comunità. Potremmo dire impegno esclusivo per il bene comune a creare condizioni sociali che consentano a tutti i membri della comunità di godere i diritti fondamentali della persona». «Ci lamentiamo – ha poi aggiunto – che non c’è oggi una degna classe dirigente. Potremmo aver ragione. Ricordiamoci, però, che dipende da tutti noi, chiamati come siamo a creare l’humus che favorisca il fiorire di autentici politici, promuovendo con i nostri gesti quotidiani la cultura della legalità, della partecipazione, della solidarietà, del servizio». Mons. Cantisani poi ha fatto riferimento agli episodi di cronaca che hanno interessato Squillace negli ultimi tempi, tra cui il recente atto intimidatorio nei confronti del giornalista di Gazzetta del Sud, Salvatore Taverniti, a cui ignoti hanno tentato di incendiare l’automobile. «Per l’amore che porto a questa città – ha rilevato l’arcivescovo emerito – sono rimasto turbato e sconvolto. Non l’avrei immaginato. Sono certo che tutti i cittadini squillacesi respingeranno con forte determinazione ogni forma di violenza. E sono altresì più che certo che Squillace, ricca di tante nobili tradizioni, darà una testimonianza di autentica democrazia, che è fatta di assoluto rispetto per l’altro, di confronto sereno, di dialogo costruttivo, e soprattutto di appassionato impegno esclusivamente finalizzato al bene comune, alla crescita sociale, economica, culturale e spirituale della nostra amatissima comunità, con prioritaria attenzione alle fasce più deboli della popolazione».

Carmela Commodaro

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