Amaroni, la "Marcia della Pace 2019"
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Amaroni, la "Marcia della Pace 2019"

AMARONIdAMARONI - Organizzazione perfetta. La marcia della pace diocesana 2019, svoltasi ieri ad Amaroni, è stato un evento apprezzato da tutti. Soprattutto per le riflessioni e i messaggi lanciati. Organizzata dalla commissione “Giustizia, pace e salvaguardia del creato” dell’arcidiocesi metropolitana di Catanzaro-Squillace, in collaborazione con il Comune di Amaroni e la parrocchia di Santa Barbara, la marcia quest’anno ha avuto come tema “La buona politica è al servizio della pace”, sulla base dell’annuncio del Papa in occasione della 52.ma “Giornata mondiale della pace”. Inizio “alla grande” con l’intervento, in piazza del Popolo, di Gino Murgi, il sindaco di Torre Melissa che nei giorni scorsi, insieme ai suoi concittadini, ha posto in salvo 51 migranti approdati sulle rive della sua cittadina. Quindi, l’avvio del corteo per le strade del centro storico di Amaroni, con in testa lo striscione realizzato dal “Centro calabrese di solidarietà” recante la scritta “Beato il politico che non ha paura”. In prima fila, soprattutto gli amministratori comunali del comprensorio: tanti i sindaci presenti, tra cui quelli di Amaroni, Gino Ruggiero, di Borgia, Elisabeth Sacco, di Girifalco, Pietrantonio Cristofaro e di Vallefiorita, Salvatore Megna, che hanno scandito le quattro tappe della marcia, prendendo anche seri impegni per il futuro, per creare condizioni di pace e giustizia. Tanti i sacerdoti e i parroci presenti, insieme all’arcivescovo metropolita mons. Vincenzo Bertolone che ha guidato le preghiere. Gioiosi i canti dei cori uniti di Amaroni, Borgia e Vallefiorita. Impeccabile la conduzione delle varie riflessioni da parte di Claudio Venditti, presidente della commissione diocesana promotrice dell’evento. «Parola dell’anno – ha rilevato Venditti - è la pace: per le donne, nel lavoro, nelle famiglie, in Calabria, per chi amministra. Prendiamo anche alcuni impegni: “no” a messaggi facili per ottenere il favore di elettori, guardiamo alle nuove generazioni, “sì” a politiche economiche e fiscali per arginare la crisi demografica, “sì” al lavoro, “no” alle deportazione dei nostri giovani, “sì” alla protezione della famiglia. Come Calabria, inoltre, non possiamo continuare a retrocedere, ad alzare la tensione, ad ascoltare poco, cioè a fare il contrario della pace». Poi l’arrivo festoso nella chiesa matrice, presenti ancora gli amministratori del comprensorio, i sacerdoti, l’ex prefetto di Catanzaro Antonio Reppucci, l’ex parlamentare Mario Tassone, il consigliere regionale Arturo Bova, il capitano dei Carabinieri Felice Bucalo e tantissimi fedeli. Qui il vicesindaco di Amaroni Teresa Lagrotteria ha spiegato il dono del miele consegnato ai partecipanti, «simbolo dell’armonia del territorio, che poi è l’anagramma di Amaroni». L’arcivescovo Bertolone ha concluso l’evento con un forte messaggio: «facciamo di più in tema di accoglienza e di partecipazione, con la consapevolezza che la pace deve partire da ciascuno di noi». «Ho molto apprezzato – ha concluso – l’impegno preso dai sindaci di servizio verso gli altri, ma ciò deve riguardare tutti noi in tutti i settori di attività».

Carmela Commodaro

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