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Badolato, allaccio abusivo, munizioni e cocaina: 2 arresti dei Carabinieri

Materiale sequestratoNel corso di un mirato servizio finalizzato alla prevenzione e al contrasto dei reati predatori, i Carabinieri della Stazione di Badolato, unitamente a personale del Nucleo Cinofili di Vibo Valentia, hanno tratto in arresto i fratelli P.C. cl.’81 e P.D. cl.’72, ritenuti responsabili di furto aggravato di energia elettrica e detenzione abusiva di munizioni.
In particolare, nel corso di una perquisizione domiciliare eseguita con l’ausilio di personale specializzato Enel, è stato individuato un allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica, realizzato mediante l’utilizzo di un apposito bypass direttamente collegato al contatore. Inoltre, nella parete interna dell’immobile, è stata individuata un piccola intercapedine, ove erano state occultate 19 cartucce calibro 6,35 per pistola, 35 attrezzi metallici per la punzonatura delle armi e un bilancino di precisione: per entrambi sono immediatamente scattate le manette.
A questo punto, le attività di ricerca sono proseguite anche all’esterno dell’abitazione e, grazie al prezioso contributo del cane antidroga Berger, sono state rinvenute, a pochi metri di distanza, 14 dosi di sostanza stupefacente del tipo cocaina, per un peso complessivo di 7 grammi, occultate in un piccolo contenitore di colore giallo.
Il suddetto materiale è stato sottoposto a sequestro e custodito presso gli uffici del Reparto operante, per le successive analisi da svolgere presso il L.A.S.S. (Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti) di Vibo Valentia e il R.I.S. di Messina. Nella mattinata odierna, la 1^sezione penale del Tribunale di Catanzaro ha convalidato gli arresti, senza tuttavia disporre ulteriori misure nei confronti degli indagati.

Una “App - Progresso” per la sicurezza sulla S.S.106

presentazione01Una “guida” per viaggiare più sicuri ma anche, nel contempo, uno strumento per contribuire di persona a questa maggiore sicurezza stradale, con l'obiettivo di creare una “comunità virtuale responsabile” e di sollecitare una altrettanto forte assunzione di “responsabilità” da parte delle istituzioni. Il tutto sulla S.S.106, una tra le strade più pericolosa d'Italia. L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” ha presentato questa mattina in una conferenza stampa presso la Sala Oro della Cittadella Regionale a Catanzaro l'innovativa e quanto mai utile applicazione “Bastavittime106”, alla presenza dell'Assessore Regionale alle Infrastrutture ed ai Trasporti Roberto Musmanno, dell'Ing. Marco Moladori Capo Compartimentale di Anas Spa Calabria e del Presidente della Studio 3A Ermes Trovò. “Bastavittime106”, come recita il nome, è nata e agisce proprio con lo scopo di generare una azione collettiva virtuosa con l’intento di stimolare la partecipazione e la cittadinanza attiva, per promuovere sicurezza stradale, per ricordare tutte le persone che hanno perduto la vita su questa lunga lingua di asfalto e per mettere fine a questa carneficina, sollecitando le autorità preposte a mettere in sicurezza quest'arteria ma anche per dare un valido ausilio a quanti hanno avuto un sinistro sulla S.S.106 grazie alla collaborazione con una struttura di legali, tecnici, periti, ricostruttori cinematici e altri professionisti di Studio 3A. L’APP “Bastavittime106” rappresenta un ulteriore salto di qualità e una nuova frontiera di questa battaglia. «Questa applicazione gratuita, fornirà informazioni utili per chi viaggia sulla Statale 106, come la presenza di un incidente, un cantiere o una qualsiasi altra criticità – spiega l'ingegner Fabio Pugliese, presidente dell'Associazione - ma questo sarà possibile – e sta qui l'aspetto rivoluzionario del progetto - grazie anche alle segnalazioni che potranno inviare gli stessi cittadini. I quali, in questo modo, potranno essere contemporaneamente promotori, oltre che fruitori, di un processo virtuoso per rendere più sicura la vita degli altri utenti della strada. Si tratta di una proposta assolutamente innovativa, non solo per l'utilizzo di una piattaforma altamente tecnologica, ma anche perché punta a formare una “comunità virtuale responsabile” che partecipa alla creazione di un mondo con una migliore mobilità e una ridotta incidentalità e, quindi, una ridotta mortalità stradale. Una comunità in cui contiamo di coinvolgere non solo i cittadini ma anche coloro che dovrebbero esserne in prima fila, ossia gli Enti preposti». “Bastavittime106” sarà disponibile sugli Store (Google Play e Apple Store), per i sistemi operativi IOS e Android per ogni telefono smartphone dall’1 dicembre 2017 giorno in cui sarà possibile per chiunque scaricare ed installare l’applicazione sui propri dispositivi.

Chiaravalle Centrale, la violenza di genere raccontata da Anna Macrì

malamoretavoloNon è capitata per caso, a Chiaravalle Centrale, la presentazione del libro di Anna Macrì “Malamore, quando il male marchia il ventre delle donne”. L'iniziativa si è, infatti, svolta ieri, a pochi giorni dalla data del 25 novembre, quando in tutto il mondo verrà celebrata la “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne”. Un tema attuale, complesso, crudo, difficile, che la Consulta comunale della Cultura di Chiaravalle Centrale ha voluto affrontare per tempo, ospitando Anna Macrì, il suo libro, e un tavolo di autorevolissimi relatori: il docente di Sociologia generale e Sociologia della sopravvivenza presso l'Umg di Catanzaro, Charlie Barnao, la segretaria regionale del Sunas, il sindacato degli assistenti sociali, Amalia Talarico. A tessere le fila degli interventi, la brava giornalista Terri Boemi, appassionata e coinvolgente nell'introdurre la serata. La consigliera comunale Elisa Fera e la giornalista Maria Patrizia Sanzo, quest'ultima in qualità di componente del direttivo della Consulta, hanno sottolineato l'importanza di un incontro culturale di notevole spessore. La città di Chiaravalle ha avuto l'onore di ospitare Anna Macrì a pochi giorni di distanza da una analoga iniziativa che ha visto l'autrice di “Malamore” protagonista presso la sala Caduti di Nassirya del Senato, a Roma, su invito della presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio. Il libro - è stato spiegato - è nato da una ricerca etnografica condotta all'interno dell'associazione catanzarese “Astarte” e rappresenta un atto d'accusa durissimo che evidenzia l'impossibilità che le donne hanno di affrancarsi in una società che “non vede e non sente” e le relega nell'incapacità di reagire. Anna Macrì, con la sua sensibilità profonda (attrice, artista, impegnata nel sociale) ha raccontato dieci storie vere di donne maltrattate e violate. Perché il femminicidio, l'atto finale di una violenza di genere, è solo la punta dell'iceberg.

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