Cristiano Rondinelli
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Cristiano Rondinelli

Rassegna Stampa del 18/06/2012

rassegna stampa

 

www.gazzettadelsud.it

Nessuna rivendicazione per la bomba all'Agenzia delle Entrate

Non è giunta alcuna rivendicazione da parte degli autori dell'attentato dinamitardo compiuto nella notte tra venerdì e sabato scorsi davanti alla sede dell'Agenzia delle Entrate di Lamezia Terme. Le indagini sull'episodio condotte dalla polizia proseguono seguendo con attenzione la pista politica legata agli episodi avvenuti di recente contro strutture periferiche del fisco ma tenendo conto anche della possibilità di un gesto sconsiderato di un singolo. Gli investigatori stanno vagliando le immagini registrate dalla videosorveglianza della zona e, in giornata, hanno sentito, per vedere di acquisire ulteriori elementi, anche alcune persone che abitano nella zona ed il proprietario della palazzina che ospita gli uffici territoriali dell'Agenzia.

Rapina ad un commerciante d'oro c'è un fermo

La squadra mobile di Crotone ha eseguito, su disposizione della Procura della Repubblica, il fermo di un uomo, Antonio Musacchio, di 34 anni, sul quale esistono gravi indizi in relazione alla rapina ai danni del commerciante di oro Luciano Colosimo, di 69 anni avvenuta ieri. Colosimo, picchiato selvaggiamente dai malviventi, si trova ora ricoverato in gravi condizioni negli ospedali riuniti di Reggio Calabria. A compiere la rapina due banditi con indosso delle divise da finanzieri. E' stato un cittadino di Crotone a fornire agli inquirenti, che indagano sulla rapina da oltre un milione di euro compiuta ieri a Crotone ai danni di un grossista di oro, un contributo decisivo per giungere al fermo di oggi. La persona, che ieri si trovava in strada nella zona, si è insospettita per la presenza dei due individui in divisa da finanzieri con delle borse in mano che si allontanavano di corsa. Così si è segnata sul cellulare il numero di targa dell'auto, una Fiat Punto nera, nella quale i due si sono infilati. Da questa indicazione subito comunicata al 113 si è risaliti ad Antonio Musacchio, di Cotronei, con piccoli precedenti, ritenuto l'autista della banda di malviventi, nel cui garage è stata trovata l'auto avuta in prestito da un amico. La testimonianza del cittadino è stata suffragata anche dalla visione di alcune immagini della videosorveglianza che hanno registrato l'ingresso della vettura intorno alle 7.17 del mattino e l'uscita alle 9.06. Il fermato ha negato spiegando la propria presenza nella zona, in quel frangente, dall'interesse verso una donna. I particolari che hanno portato al fermo di Musacchio sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa con il Procuratore della Repubblica Raffaele Mazzotta, il questore Mario Finocchiaro e il capo della mobile, Cataldo Pignataro. "Se i cittadini ci sostengono come è accaduto in questa circostanza - ha spiegato il procuratore Mazzotta elogiando il comportamento del testimone - si riesce a dare quelle risposte che l'opinione pubblica si aspetta".

 

www.ilquotidianocalabria.it

 Il record della Calabria: "scomparse" la metà delle scuole. Ma una sentenza della Cassazione riapre la partita del ridimensionamento

 Dopo la sentenza della Consulta che ha dichiarato l’illegittimità della norma di ridimensionamento delle istituzioni scolastiche del primo ciclo, ogni Regione diventa ora arbitro dell’applicazione della sentenza sul proprio territorio, con la tentazione di rivedere il piano già varato. Sembra improbabile, comunque, una revisione per il prossimo anno scolastico, che metterebbe in crisi l’avvio delle lezioni. Delle 10.213 istituzioni scolastiche funzionanti quest’anno, ne dovrebbero essere soppresse dal prossimo anno – riporta le newsletter di Tuttoscuola in uscita lunedì – ben 1.078 (il 10,6%) e ne dovrebbero, quindi, rimanere 9.135. 

E proprio rispetto ai tagli il record spetta alla Calabria  con 330 unità in meno (-45%), seguita dalla Puglia con 302 (-30%), dalla Campania con 271 e dalla Sicilia 270. «Ma il taglio delle scuole – prosegue lo studio – viene da lontano, in particolare dalla prima razionalizzazione avvenuta con l’avvio dell’autonomia scolastica nel 2000». Secondo i calcoli di Tuttoscuola, erano complessivamente 11.276 le istituzioni scolastiche nel 2000-01; saranno 9.135 nel 2012-13: 2.141 in meno (-19%). «In 12 anni è scomparsa una scuola su cinque. Metà di quel decremento è avvenuto al Sud con la soppressione di 1.068 istituzioni (-28%); le Isole ne hanno perso il 22%, il Centro il 16% e il Nord il 10%». La Regione che nel confronto 2000-01/2012-13 fa registrare la più elevata diminuzione di istituzioni scolastiche è, appunto, la Calabria con 330 unità in meno (-45%). Al Centro spicca la nuova situazione del Lazio che, pur avendo avuto un discreto incremento della popolazione, ha tagliato recentemente in modo netto, perdendo il 20% delle istituzioni (erano 194 in più nel 2000). L’Emilia-Romagna, grazie anche al notevole aumento di alunni (+28% dal 2000), ha contenuto le perdite di istituzioni scolastiche a sole 17 unità (-3%). «Quali le cause di questo dimagrimento della rete di istituzioni scolastiche (va ricordato che non ci si riferisce alle sedi di scuole sul territorio, ma alle istituzioni giuridiche con presidenza e direzione amministrativa)?», si domanda Tuttoscuola. «La riforma del 2011, voluta dall’allora ministro Gelmini è la prima – rileva lo studio – che interviene pesantemente sulla struttura della rete (scuole di almeno mille alunni e riorganizzazione in istituti comprensivi). Le modifiche di questo decennio sono state prevalentemente il frutto degli assestamenti conseguenti alle variazioni demografiche della popolazione scolastica (in calo nelle aree meridionali e in aumento al Centro-Nord)». «Nelle istituzioni scolastiche del Sud e delle Isole, rispetto al 2000, ci sono oggi circa 355 mila alunni in meno (oltre il 10% in meno); in quelle del Centro-Nord ci sono 562 mila alunni in più (nel Nord Est + 21%). Nonostante varie resistenze per applicare completamente la nuova riforma della rete, al Sud e nelle Isole, le Regioni hanno dovuto adattarsi al pesante decremento della popolazione e, quindi, hanno soppresso di conseguenza, mentre altrove hanno potuto agire con mano leggera. La nuova situazione della rete è, dunque, conseguenza del combinato disposto della legge 111/2011 e della variazione demografica», conclude lo studio.

La testimonianza di un cittadino inchioda l'autista della banda. Ora è caccia ai complici vestiti da finanzieri

 E' stata la testimoninza di un cittadino che ha assistito alla fuga dei due finti finanzieri subito dopo aver rapinato il grossista di metalli preziosi, Luciano Colosimo, a mettere gli uomini della squadra mobile di Crotone sulle tracce di Antonio Musacchio, 34 anni, fermato ieri notte con l'accusa di aver fatto da autista alla banda dei rapinatori. 

E' quanto è emerso dalla conferenza stampa tenutasi stamattina nella questura di Crotone, alla presenza del neo questore, Mario Finocchiaro, del dirigente della squadra mobile, Cataldo Pignataro, e del procuratore della Repubblica presso il tribuùnale di Crotone, Rafafele Mazzotta. Ed è stato proprio quest'ultimo a seguire personalmente, insieme al sostituto Gabriella De Lucia,  le indagini, ed ha firmare, intorne alle 3 di notte di ieri, il fermo per indiziato di delitto, che è stato rintracciato sempre in nottata a Cotronei.  

L'uomo fermato ha  piccoli precedenti per reati contro il patrimonio ed a lui gli agenti delal squadra mobile sono arrivati grazie alla diligenza di u cittadino che, dal balcone, ha visto i due uomini con le divise da finanziere, con delle grosse borse in mano, che entravano in una Fiat Punto di colore nero partita a grande velocità ed ha annotato la targa dell’auto sul suo telefonino ed ha avvistao il 113. Proprio dal numero di targa gli agenti sono risaliti al Musacchio, di professione commerciante, che nella giornata di ieri è stato rintracciato a Cotronei, mentre l'auto è stata ritrovata in una garage ma  ha negato ogni responsabilità, ammettendo solo di essersi recato a Crotone ma solo per incontrare una donna. Le sue spiegazioni non hanno però convinto gli inquirenti che, dopo una notte di interrogatorio, hanno deciso di sottoporre l’uomo a fermo. Il provvedimento è stato firmato dal procuratore della Repubblica di Crotone, Raffaele Mazzotta, che in conferenza ha sottolineato l'importanza della collaborazione dei cittadini, come è avvenuto in questo caso, per dare risposte immediate agli epsiodi criminosi. Le indagini proseguono alla ricerca dei due rapinatori, che con una ferocia brutale, come hanno sottolineato gli stessi inquirenti, si sono accaniti contro Colosimo, che si trova tutt'ora ricoverato, in condizioni stazionarie ma gravi, dopo essere stato sottoposto a intervento chirurgico alla testa,  agli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria.Alla conferenza stampa hanno partecipato anche il neo questore di crotone, Mario Finocchiaro, che si è complimentato per il primo importante risultato ottenuto per questo episodio che ha scosso l'opinine pubblica in città, e il dirigente della squadra mobile, Cataldo Pignataro, che ha sottolineato l'abnegazione dimostrata in questo caso dai suoi uomini.

«Così non ho trovato lavoro». Diario di una giovane laureata in cerca di un impiego

Sfigati, bamboccioni e cos’altro? Sarebbero questi i giovani di oggi secondo qualche ministro e buona parte della classe dirigente. I trentenni che vivono ancora a casa con i genitori sono un peso per l’Italia che lotta contro lo spread e una disoccupazione giovanile oltre il 30%. Dati allarmanti riguardano tutto il Paese e anche Catanzaro. Ma come si fa a trovare lavoro? E’solo colpa dei giovani?Il mio viaggio alla ricerca di un posto inizia un anno fa quando, dopo la laurea, scelgo di tornare a casa, e quindi a Catanzaro. Una scelta che in molti hanno considerato coraggiosa, se non folle, soprattutto per le scarse opportunità che il capoluogo di regione offre ai giovani laureati che sperano di trovare un impiego. Se non si possiede una azienda di famiglia, se non si conosce qualcuno “che conta”, se non si cede alle “avance” di qualche galantuomo di turno, trovare un impiego a Catanzaro diventa difficile, frustrante, ma soprattutto impossibile, perché appare poco chiaro il dove cercarlo. Inizia così il lungo viaggio di Azzurra Condello ala ricerca di un impiego nella sua città, Catanzaro, sull'edizione cartecea il servizio completo a firma della collaboratrice del Quotidiano che svela i retroscena della ricerca di lavoro in Calabria.

 

portale.calabriaora.it

 Terremoti, stanziati 145 milioni di euro per la prevenzione

 È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto del Capo Dipartimento della Protezione Civile del 16 marzo 2012, che ripartisce su 17 regioni italiane, sulla base dell'indice medio di rischio sismico, i contributi - pari a 145 milioni - per gli interventi di prevenzione del rischio sismico relativi al 2011. Si tratta - spiega la Protezione civile - di una quota dello stanziamento di 965 milioni di euro in 7 anni per realizzare interventi finalizzati alla mitigazione del rischio sismico sull'intero territorio nazionale, grazie ad un fondo istituito nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze come previsto dal Piano nazionale per la prevenzione del rischio sismico, in seguito al terremoto in Abruzzo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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