Centro "Attivamente Coinvolte": tavola rotonda sulla comunicazione contro la violenza
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Centro "Attivamente Coinvolte": tavola rotonda sulla comunicazione contro la violenza

attivamente coinvolteIl centro antiviolenza “Attivamente Coinvolte” si fa promotore dell’adozione di un documento, anche in Calabria, per avviare una campagna di sensibilizzazione che consiste in un decalogo di priorità da seguire nel lavoro giornalistico “per una informazione attenta, corretta e consapevole del fenomeno della violenza di genere e delle sue implicazioni culturali, sociali, giuridiche”; ciò al fine di contrastare la violenza sulle donne, così come chiede la Convenzione di Istanbul. La proposta, avanzata da Stefania Figliuzzi in qualità di responsabile del centro antiviolenza “Attivamente coinvolte”, nasce da una presa di coscienza importante: dopo anni spesi a battersi su questi temi del contrasto della violenza e nei corsi di formazione (incontrando spesso molte ostilità), grazie soprattutto all’instancabile lavoro delle colleghe dei centri di D.i.Re, finalmente occorre l’apporto fondamentale del linguaggio e della comunicazione nella lotta contro la violenza di genere. La parità, per essere effettiva necessita di un passaggio culturale. Per chi si occupa di questioni di genere non è certo una novità, ma lo è che se ne parli in un documento che richiede ufficialmente un coinvolgimento dell’Ordine dei giornalisti e dei professionisti e delle professioniste dell’informazione sul piano deontologico. Tale proposta potrebbe rappresentare un punto fermo da cui non si possa più tornare indietro, una presa di responsabilità per rimettere in discussione pratiche e modelli del giornalismo che continuano ad alimentare disparità e, in alcuni casi, la cultura della violenza che è alla base di ogni violenza di genere. Se ne è parlato durante la tavola rotonda odierna, svoltasi a Catanzaro, su “La comunicazione come forma di contrasto della violenza”. Diversi i giornalisti e le giornalisti presenti che sono intervenuti sull’argomento, oltre al presidente dell’Ordine dei giornalisti della Calabria Giuseppe Soluri, dello scrittore Luca Martini e della stessa avvocato Figliuzzi. Il dibattito ha rappresentato un momento per confrontarsi e condividere esperienze, con le professionalità esistenti sul territorio nell’ambito della comunicazione, portando ad una maggiore conoscenza dei diritti delle donne e minori vittime di violenza. E’ stato presentato il libro “Le parole Giuste. Come la comunicazione può contrastare la violenza maschile contro le donne”, edito da PresentARTsì e scritto da Luca Martini e Nadia Somma. Un testo innovativo ed interessante pensato e scritto in forma di dialogo che vuole sottolineare a chi fa comunicazione e informazione nei social e nei media che “chi parla bene ha pensato anche bene”. Naturalmente grande attenzione è stata rivolta al “Manifesto delle giornaliste e dei giornalisti per il rispetto e la parità di genere nell’informazione contro ogni forma di violenza e discriminazione attraverso parole e immagini” firmato a Venezia il 25 novembre 2017, il cui obiettivo principale è di contribuire affinché la parità sia effettiva e non rimanga sulla carta. E’ stato, infine, posto l’accento su diversi punti, come: la Convenzione internazionale della CEDAW (Convenzione per l'eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne); la Convenzione di Istanbul: artt. 13 e 17 e la funzione strategica delle azioni di sensibilizzazione delle opinioni pubbliche, con una particolare attenzione: al ruolo dei mass media ed al settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione; il ruolo della stampa e dei mezzi di comunicazione di massa ed il dovere di trattare la violenza usando un linguaggio adeguato: la formazione professionale in un’ottica di genere; l’uso delle immagini che i mass media propongono: la TV di intrattenimento ieri e di oggi, gli spot e i cartelloni pubblicitari, i siti internet e l’informazione. Le attuali strategie di comunicazione dei mass media, in particolare della TV Pubblica e la programmazione recente; il cambiamento culturale della società attraverso la formazione che e passa anche attraverso una corretta stesura dei libri di testo al fine di evitare pregiudizi di genere; l’etica della nostra società e l’attuale sistema radio televisivo: comunicazione, etica, genere e innovazione; l’uso dei codici verbali adeguati per educare al rispetto delle persone, anche al fine di promuovere una corretta cultura della relazione uomo-donna in ogni età e nella prospettiva di rafforzare il messaggio che una società libera dalla violenza e dagli stereotipi di genere è una società migliore. Il centro antiviolenza “Attivamente Coinvolte”, con esperienza decennale nel settore, vuole contribuire a formare ed informare perché quando si parla di violenza sulle donne nulla è scontato.

Carmela Commodaro

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