Halloween…tra tradizioni importate e ipocrisie dei grandi!
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Halloween…tra tradizioni importate e ipocrisie dei grandi!

HalloweenDa anni, durante il mese di ottobre leggiamo articoli e frasi di intellettuali autorevoli, o semplicemente di chi immagina di esserlo, su Halloween, sulle sue origini e su quanto sia giusto consentire ai nostri bambini di festeggiare con zucche, fantasmini e pipistrelli. Anche molti Vescovi e sacerdoti intervengono puntualmente sull’argomento fino al 2 novembre per poi ricordarsene il 25 ottobre dell’anno successivo.
Abbiamo, nei secoli, storpiato tante tradizioni e usanze. Le abbiamo modificate per renderle al passo con i tempi, abbiamo fatto in modo che il povero San Nicola diventasse un uomo barbuto vestito di rosso pronto la notte di Natale a scendere dai camini a portare regali, lo abbiamo reso però bello, dolce, amico dei piccoli. Per par condicio qualche giorno dopo ci siamo inventati l’arrivo di una vecchietta a bordo di una scopa volante che dispensa caramelle ai buoni e cenere e carbone ai meno buoni, trasformando così il giorno dell’Epifania del Signore in una festa mondana ma bella da far godere in pieno ai bambini. E il Carnevale d’estate? Altro argomento sul quale si potrebbero aprire grandi discussioni.
Gli Oratori e le Parrocchie a Natale sono pieni di Babbi Natale e Befane vicini al presepe e alle immagini della visita dei Magi eppure Babbo Natale e la Befana sono la trasformazione di due feste religiose in paganesimo sfrenato.
Cosa ci spaventa allora di Halloween? La magia? Il macabro? L’occulto? Ma siamo sicuri che i nostri bambini sappiano nulla di tutto ciò? Io sono convinto che la loro innocenza li faccia fermare al dolcetto e allo scherzetto e soprattutto alla voglia di fare qualcosa per divertirsi insieme ai loro amichetti. La colpa di tutto il resto è nostra! Degli adulti. Ci siamo mai soffermati a parlare con i bambini dell’importanza della festa di Ognisanti e dell’importanza di ricordare chi ci ha preceduti in vita? Forse no. Anzi, nel tempo, abbiamo trasformato la solennità di tutti i Santi nella “vigilia della commemorazione dei defunti”: oramai la visita ai cimiteri avviene giorno 1 e molto meno il 2. Allora non prendiamocela con l’opulenza americana brava ad esportare feste commerciali.
Perché si festeggia Halloween?. La parola Halloween rappresenta una variante scozzese, dal nome completo All Hallows' Eve che tradotto significa "Notte di tutti gli spiriti sacri", cioè la vigilia di Ognissanti, in inglese arcaico "All Hallows' Day", moderno All Saints' Day. Il noto antropologo Lombardi Satriani, in un suo libro dal titolo “Il ponte di San Giacomo”, ipotizza che la popolare festa degli orrori statunitense non sia altro che la contaminazione di una tradizione popolare italiana ed in particolare calabrese. A Serra San Bruno, infatti, da secoli per la ricorrenza dei morti i bambini svuotano grosse zucche gialle, danno loro l’aspetto macabro e spaventoso di un teschio e vanno in giro per il paese chiedendo un’offerta. I ragazzini serresi nulla hanno mai avuto a che fare col macabro e l’occulto: riproducono un teschio intagliando la zucca e lo portano in giro nel paese, fanno festa bussando alle porte chiedendo ”Mi pagate lu coccalu?”. Questa scena non ricorda il ”trick or treat?” ovvero ”dolcetto o scherzetto?” della tradizione di Halloween statunitense?
Morale. Perché non facciamo con Halloween come per secoli abbiamo fatto per babbo natale e la befana? Perché invece di insistere sul macabro e l’occulto, argomenti da adulti con la testa fragile, non rendiamo bella questa festa che tanto piace ai bambini accostandola all’immagine dei Santi e al ricordo dei defunti?
I grandi, gli adulti spesso dovremmo ragionare con la testa innocente dei bambini!

Alessandro Catalano – Assistente sociale

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