"La libertà non si tratta", evento della Fondazione "Città Solidale Onlus" a Catanzaro Lido
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"La libertà non si tratta", evento della Fondazione "Città Solidale Onlus" a Catanzaro Lido

libertà non si tratta fondazione città solidaleCATANZARO - “La libertà non si tratta” è il titolo dell’evento che si svolgerà giovedì 30 novembre, alle ore 9, all’auditorium “Scopelliti” del Liceo delle Scienze Umane “E. Fermi” di Catanzaro Lido, nell’ambito della “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne”. Su iniziativa della Fondazione “Città Solidale Onlus”, l’appuntamento intende sensibilizzare gli studenti sul fenomeno della violenza di genere, per favorire un nuovo atteggiamento culturale ed umano che sposi, nel profondo e non solo superficialmente, il concetto di parità e la cultura della non violenza. La Fondazione presieduta da padre Piero Puglisi da anni interviene contro le discriminazioni di genere, attraverso il centro “Aiuto Donna”, il centro di accoglienza “Rosa e Azzurro” per donne e bambini vittime di violenza e il progetto “Incipit”, finalizzato alla protezione e all’inclusione sociale delle vittime di tratta. A fronte di tali esperienze, è emersa sempre più chiaramente l’esigenza di combattere il fenomeno, non solo intervenendo a posteriori, cioè fornendo un sostegno alle vittime della violenza, ma anche avviando un’indispensabile attività di prevenzione soprattutto nelle scuole, intese come luoghi primari di cultura e formazione. Negli ultimi dieci anni, le donne uccise in Italia sono state 1740, di cui 1251 (il 71,9%) in famiglia. Ai femminicidi poi, che sono la punta dell’iceberg, si aggiungono violenze quotidiane che sfuggono ai dati ma che, se non fermate in tempo, rischiano di fare altre vittime. Altro punto importante rilevato è l'aumento della violenza assistita, ovvero la violenza vissuta indirettamente dai figli delle donne che subiscono maltrattamenti in casa. A tali dati va aggiunto il fenomeno della tratta degli esseri umani, che è tragicamente ed indissolubilmente legato allo sfruttamento sessuale e che, a sua volta, è legato alla violenza di genere, dal momento chela quasi totalità delle persone che si prostituiscono sono donne.
L’entità del fenomeno evidenzia, dunque,la necessità di informare e sensibilizzare in modo diffuso e adeguato soprattutto le nuove generazioni, per renderle più capaci di riconoscere, affrontare e fronteggiare ogni forma di violenza e per prevenire il riprodursi di modelli comportamentali violenti. Proiezioni video correderanno una serie di interventi mirati a mettere in luce le metodologie e le procedure di messa in protezione di coloro che subiscono violenze, focalizzando l’attenzione sugli strumenti che rafforzano i percorsi di libertà e di autodeterminazione delle donne.
Rispetto a quest’ultimo punto, l’evento vuole lanciare un messaggio di speranza per il futuro, per far comprendere che dal tunnel della sopraffazione e dello sfruttamento è possibile uscire più forti e consapevoli di prima, trovando il coraggio di ribellarsi e denunciare. Gli organizzatori auspicano che «attraverso tale intervento gli studenti possano contribuire a diffondere anche tra gli adulti di riferimento una coscienza critica, da cui deve prendere avvio una nuova rivoluzione in grado di generare la cultura del rispetto reciproco fra i generi».

Carmela Commodaro

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