La V edizione della Festa del Volontariato, la più bella di tutte
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La V edizione della Festa del Volontariato, la più bella di tutte

volontLa quinta edizione della Festa del Volontariato promossa dal Centro Servizi al Volontariato della provincia di Catanzaro, la più bella di tutte, ha dato uno scossone alla città: ha ricordato che le associazioni operanti sul territorio sono tante, ed hanno molto da mostrare, non solo dal punto di vista operativo, ma soprattutto in qualità di fautrici di cambiamento culturale. Il Parco della Biodiversità – che meglio di ogni altro luogo si presta ad essere un vero e proprio villaggio del volontariato – ha ospitato più di quaranta stand per altrettante associazioni che lì hanno esposto le loro manifatture e i loro prodotti, lì hanno accolto i tantissimi visitatori dispensando sorrisi, gioia di vivere e spirito di comunione. La “domenica del villaggio” è diventata, quindi, la piazza in cui la gente si è incontrata, ha partecipato alle molteplici iniziative che si sono alternate fino a sera, ha risposto alle tantissime sollecitazioni che, anche in maniera estemporanea, sono nate all’interno degli stand tra i volontari ed hanno coinvolto cittadini di ogni età che si trovavano a passare in quel momento. Perché il clima di festa è contagioso, e travolge tutti, anche se la domenica appena trascorsa era soltanto la giornata conclusiva di un percorso iniziato giorni prima con la presentazione della campagna di comunicazione sociale realizzata dai ragazzi del Servizio Civile e proseguito con due significative proiezioni, “Nati in casa” e “Nome di donna”, su iniziativa delle associazioni “Acquamarina” e “Attivamente coinvolte”, che hanno rispettivamente affrontato il tema del rispetto della nascita come evento sociale (con riferimento anche alla legge regionale che riconosce la possibilità di partorire in casa), e della violenza alle donne sul posto di lavoro, con tutte le implicazioni giuridiche legate al riconoscimento del mobbing.
Dopo le riflessioni che il tema cardine del pregiudizio - che nei casi più gravi diventa stigma e discriminazione - ha sollevato, si è giunti così alla festa, con un occhio attento e vigile alle problematiche affrontate (perché chi sceglie di fare il volontario non dimentica mai di esserlo), ma con lo spirito gioioso di chi si trova a condividere spazi comuni con realtà differenti e per le medesime finalità.
I laboratori. Una festa così variegata e complessa non nasce dal nulla, ma dalla partecipazione attiva delle associazioni che, su impulso del CSV di Catanzaro, dopo mesi di incontri sono giunte a stilare il lungo programma di attività. Molte di loro si sono cimentate nei laboratori creativi che hanno coinvolto tutti, grandi e piccini, sotto la tensostruttura messa a disposizione dall’associazione di Protezione Civile dei Diavoli Rossi: “Amici con il cuore” ha avviato con successo il suo laboratorio di gioielli di carta riciclata; “Altroaiuto” ha visto la partecipazione numerosa di bambini entusiasti che non vedevano l’ora di costruire il proprio viscido “slime” e di farsi fare coloratissime treccine ai capelli (anche le donne di una certa età, per la verità, vi hanno partecipato); “Stella del mare” e “Ada” hanno raccontato fiabe; “Libellula” ha alternato per tutta la giornata le attività di musicoterapia e arteterapia con la pet-therapy per gli amici a quattro zampe; l’Avulss si è cimentata nei giochi di una volta, a partire dalla nostalgica campana disegnata a terra; il “Rifugio Fata” ha avviato il laboratorio di produzione di biscotti e muffin per cani dall’aspetto invitante anche per gli uomini; il gruppo di “Explorers” è andato per tutto il giorno su e giù per il prato per far svolgere il percorso ad ostacoli ai bambini in bicicletta; e infine le volontarie di “Attivamente coinvolte” hanno davvero scardinato un tabù con il loro gioco del rispetto. Non solo un gioco di carte in cui occorre ricomporre la coppia in base ai mestieri (ad esempio, la casalinga ed il casalingo), ma un modo originale per liberarsi dagli stereotipi che alcuni compiti siano prerogative degli uomini e non delle donne (perché il pompiere, ad esempio, sia considerato un mestiere prettamente maschile e spetti invece sempre alle donne, nell’immaginario collettivo, togliere la polvere a casa?) Da segnalare anche la presenza dell’Avis che per tutta la giornata ha effettuato l’esame della Moc nel suo camper attrezzato.
La presentazione del libro. Il libro di Giovanna Vecchio, volontaria attiva da anni e presidente dell’associazione “L’Arca” di Montepaone, non ha pretese letterarie, ma è il racconto di un’esperienza meravigliosa – quella di nonna – che racchiude il proprio modo di essere, le proprie radici, il rispetto per l’ambiente e l’amore incondizionato per la vita. In “Nonna, raccontaci” Giovanna Vecchio racchiude i momenti indimenticabili vissuti con i nipoti, Sofia e Lorenzo, seduti sulle sue ginocchia anche durante la presentazione avvenuta al pomeriggio nello stand del CSV di Catanzaro, allo scopo di lasciarne memoria. Dalle favole, che contengono sempre una morale, si acquisiscono tanti strumenti educativi per superare le proprie ansie, sviluppare la fantasia e predisporsi all’ascolto. Ecco perché le favole nessuno le racconta più: perché ci vogliono tempo e pazienza, rispetto per i tempi dell’altro e capacità di osservazione che nessuno affina più perché schiacciato dai frettolosi ritmi quotidiani.
Eppure l’autrice non nasconde le proprie emozioni, che traspaiono anche dalla semplicità del racconto che restituisce al lettore la sua autenticità ed il senso di appartenenza alla famiglia ed alla comunità.
A condividere con lei questo toccante momento, inserito nel programma della festa, oltre alla sua famiglia, anche Ninetta Cristallo – che nella semplicità ha rinvenuto la bellezza del testo – e la psicoterapeuta Emma Scopelliti, che ha fatto leva sul valore educativo e preventivo delle favole dal punto di vista comportamentale per i bambini che diventeranno adulti. I proventi raccolti dalla vendita del libro andranno a favore dell’associazione “Ave-Ama” per la sua attività a favore dei giovani con disagio mentale.
Lo spettacolo serale. La toccante esibizione canora dell’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti di Catanzaro, con al centro la presidente Luciana Loprete nella veste di solista, ha trascinato il pubblico verso l’ultima, emozionante parte della giornata condotta da Rossella Galati. E dopo la breve incursione di Enzo Colacino - che è stato tra i sostenitori del messaggio che il CSV di Catanzaro ha voluto lanciare alla comunità, richiamandosi ai valori della solidarietà e della partecipazione, prestando il proprio volto alla campagna – è spettato alla compagnia dei “Sognattori”, con “La speranza non va in vacanza” tirare fuori il meglio di sé in un ensamble in cui erano compresi momenti di avanspettacolo e satira politica. L’arrivederci alla prossima entusiasmante avventura è stata infine affidata alle parole, pregnanti di emozioni, del presidente del CSV, Luigi Cuomo, e della referente dell’area promozione Giulia Menniti, quasi storditi dall’entusiastica risposta che le associazioni e la comunità tutta hanno dato per la riuscita della festa.
Le associazioni partecipanti. Unicef, Altroaiuto, Libellula, Avis provinciale, Acmo, Ada Catanzaro, Stella del Mare, Centro di Solidarietà Catanzaro Marina, Rifugio Fata, Amici con il Cuore, Explorers, Greca, Attivamente Coinvolte, Avulss, Centro Calabrese di Solidarietà, UICI, Volare senz’Ali, Acquamarina, Aipd, Acalmar, Don Pellicanò, Tribunale per la Difesa dei Diritti del Minore, Casm, Ginevra, Misericordia, Intercultura, Servi dei Sofferenti, Cal.m.a, Sassolini, Anmil, Banco Alimentare, Anteas, Emmaus, Bios, Ardos, Opportunità, Gaia, Universo Minori, Vincenziani, associazione Carabinieri, Rotaract, Ave-Ama, Schermi.

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