Nuova installazione presso la Villa Comunale di Soverato
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Nuova installazione presso la Villa Comunale di Soverato

soverato1SOVERATO – Ieri la città si è svegliata con una bella sorpresa. Nei pressi della Villa Comunale, rimessa a nuovo due anno fa, è infatti “apparsa” una bellissima scultura in cemento armato, otto lettere a comporre la scritta “Soverato”. L’opera è stata mostrata, in anteprima, via social dal sindaco Ernesto Alecci, in posa per foto e selfie di rito assieme ai suoi collaboratori, ma già in tanti, tra cittadini e turisti, si sono recati quest’oggi sul posto per ammirare da vicino questo nuovo monumento che arricchisce ulteriormente la città e che, sicuramente, sarà meta di “suvaratani” e non per scattarvi una foto ricordo nei prossimi giorni. E perché no, anche nelle ore diurne, considerato il fascino serale della Villa Comunale illuminata così come lo sarà anche la composizione “Soverato”, visto che per ogni singolo carattere saranno installati anche dei fari. soveratoAttraverso il profilo Facebook, Alecci ha così commentato ringraziando anche chi l’ha realizzata:
“L’Idea di realizzare la scritta “Soverato” in formato gigante è il miglior modo di veicolare in tutto il Mondo il nome della nostra Città nell’era dei social e dei selfie. Si tratta, con ogni probabilità, dell’installazione più grande d’Italia del nome di una Città. Dopo vari sopralluoghi abbiamo deciso di installare la scritta, all’interno della nuova e frequentatissima villa comunale, in modo tale che in ogni selfie e foto compaia come sfondo il nostro bellissimo mare. Se il francobollo, presentato pochi giorni fa, ci permetterà di essere presenti sui tradizionali mezzi di comunicazione, con quest’opera innovativa il nome di SOVERATO sarà al centro di migliaia di “cartoline digitali. Un ringraziamento particolare a Giorgio Paparo (BigMat IDEA) per aver messo a disposizione maestranze e mezzi per realizzare l’opera.Tutto ciò non si sarebbe potuto realizzare senza l’impegno, la professionalità e soprattutto la passione del maestro Pino Procopio (di Soverato) che ha ideato e creato l’opera”.

Francesco Gioffrè

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