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Bando WiFi4Eu, il Comune di Borgia ha partecipato

borgiaIl Comune di Borgia ha partecipato al bando WiFi4Eu inoltrando la richiesta per ottenere un finanziamento di 15 mila euro per la creazione di punti di connessione wi-fi gratuita per i cittadini e al momento, considerato che i sistemi informatici relativi al bando non sono più accessibili per problemi tecnici, non è ancora possibile conoscere l’esito della selezione. Diversamente da quanto affermato in una nota di “Nuova Borgia”, non solo agli amministratori, che evidentemente poco attenti non lo sono, non era sfuggita questa opportunità, visto che, è bene specificare, il Comune di Borgia si è registrato al portale WiFi4U ben un mese e mezzo fa, ma, come previsto dal bando, sono state espletate tutte le procedure per accedere al finanziamento. Ciò ovviamente non garantisce l’aggiudicazione del finanziamento visto che la selezione avviene in base al principio “primo arrivato, primo servito” e pertanto i comuni saranno selezionati in base all’ordine di presentazione delle domande rispetto all’apertura del bando, ma garantisce quantomeno una possibilità importante per il Comune. Qualora non andasse a buon fine questa richiesta inoltre, siamo già pronti ai prossimi inviti a partecipare che saranno pubblicati, considerato che questo sarà solo il primo di cinque bandi previsti nei prossimi due anni i quali oltretutto prevedono maggiori possibilità. In questa prima fase infatti verranno assegnati solo mille contributi per un valore pari all’8% del totale di 120 milioni messi a disposizione per il programma WiFi4EU mentre i bandi successivi saranno più ingenti. Crediamo fermamente nelle possibilità offerte dalla programmazione europea e non c’è dubbio che un impulso importante per lo sviluppo dei territori passi proprio da queste opportunità, specialmente in questa fase in cui tutte le amministrazioni fanno fatica a reperire risorse proprie per investimenti strutturali. Allo stesso modo non c’è dubbio sul fatto che se si vogliono ottenere risultati bisogna investire sulle professionalità valide ma sarebbe quantomeno opportuno, prima di lanciarsi in affermazioni delle quali non si ha la benché minima idea, basandosi magari su supposizioni, bisognerebbe quantomeno informarsi per evitare brutti scivoloni. Ringraziamo quindi l’ex Consigliere Comunale Angelo Veraldi e Nuova Borgia per aver spiegato il progetto WiFi4U, ma ci permettiamo di dire che sarebbe stato forse più utile farlo senza l’atteggiamento polemico di chi pensa di saperne sempre di più quando invece così non è.

Rischi da virus Chikungunya, l’Istituto Superiore di Sanita’ sceglie la Calabria per il meeting nazionale

Giuseppe DeVito Chikungunya 1Catanzaro, – Il Dipartimento di Prevenzione dell’ASP di Catanzaro, diretto dal dott. Giuseppe De Vito e l'Istituto Superiore di Sanità hanno organizzato il convegno sul tema "Il Focolaio di Chikungunya in Calabria: criticità e prospettive", che si svolgerà lunedì 21 maggio, con inizio alle ore 9:00, nella sala conferenze dell’Hotel “Perla del Porto” di Catanzaro Lido. I lavori si apriranno con i saluti del Direttore Generale dell’ASP di Catanzaro, dott. Giuseppe Perri che accoglierà gli ospiti insieme al Commissario Scura.
Il rischio crescente legato alle malattie di importazione come chikungunya, dengue e zika e i recenti focolai autoctoni di chikungunya verificatisi alla fine della scorsa estate in Italia, come quello di Guardavalle Marina, sono argomenti di stretta attualità che si è ritenuto opportuno approfondire attraverso un convegno dedicato, che prevede relazioni frontali, tavola rotonda e un confronto/dibattito tra partecipanti e relatori. Un appuntamento fortemente voluto dall’Istituto Superiore di Sanità e dal suo Direttore del Dipartimento delle malattie infettive dr Gianni Rezza.
L’importante evento, che rappresenta un’occasione di incontro tra le diverse professionalità che operano nelle strutture sanitarie del territorio nazionale sia a livello centrale che periferico, prevede il supporto e l’intervento di relatori che rappresentano dei punti di riferimento per la sanità pubblica, a livello locale e nazionale. Un appuntamento rivolto a tutto il personale dell'ASP per fornire innanzitutto un quadro generale del problema sanitario rappresentato dal virus chikungunya ma anche per un confronto costruttivo sugli elementi positivi e sulle criticità emerse nell’ambito della gestione dell’emergenza, e sulle misure preventive da mettere in atto nei prossimi anni per ridurre il rischio di nuovi eventi epidemici ed aumentare il livello di preparazioni a nuove possibili emergenze.
La chikungunya è una malattia virale, caratterizzata da febbre e forti dolori, che viene trasmessa all’uomo da zanzare infette. I vettori competenti per il virus chikungunya sono Aedes aegypti e Aedes albopictus, due specie attive durante il giorno che possono trasmettere anche altre importanti arbovirosi come dengue, febbre gialla e zika. Nei paesi non endemici, queste malattie a trasmissione vettoriale sono prevalentemente infezioni d’importazione e sono una diretta conseguenza del crescente numero di viaggiatori internazionali provenienti da aree endemiche. In Europa la prima epidemia di chikungunya si è verificata in Italia nel 2007, ed in seguito altri focolai sono stati segnalati in Francia nel 2010, 2014 e 2017. La scorsa estate il virus chikungunya ha causato due focolai epidemici, nel Lazio ed in Calabria, con un totale di 270 casi di infezione confermati.
Un’adeguata prevenzione di possibili catene di trasmissione autoctona si basa principalmente sulla sorveglianza dei casi umani e sul controllo dei vettori. L’informazione alla popolazione, relativamente alle corrette norme di comportamento per contrastare la diffusione dei vettori, risulta sicuramente uno strumento determinante per una efficace prevenzione. In Italia è attivo dal 2010 un Piano Nazionale di sorveglianza e risposta alle arbovirosi trasmesse da zanzare della specie Aedes, con particolare riferimento ai virus chikungunya, dengue e zika. La sorveglianza dei casi importati di malattia si estende per tutto l’anno. Tuttavia, nel periodo di maggiore attività vettoriale (giugno-ottobre) il sistema di sorveglianza deve essere potenziato, in termini di tempestività e sensibilità, su tutto il territorio nazionale, per permettere l’identificazione rapida dei casi, ai fini dell’adozione immediata delle necessarie misure di controllo per ridurre il rischio di trasmissione.

Emergenza cinghiali a Soverato Superiore

foto cinghialiIl movimento “Semplicemente Soverato” nel farsi portavoce della crescente preoccupazione che sta riguardando, in particolare gli abitanti della parte alta della città, ritiene opportuno evidenziare e sollecitare l’attuale Amministrazione Comunale ad atti concreti ed urgenti riguardo l’emergenza cinghiali, problematica, ad oggi affrontata con estrema sufficienza e disinteresse.
Da tempo, infatti, viene segnalata in varie zone del paese la presenza costante di branchi di cinghiali con cuccioli al seguito, a dimostrazione della proliferazione degli esemplari che coabitano ormai il nostro territorio, e che si portano quotidianamente a ridosso di alcune aree del centro abitato destando tra i residenti non poche preoccupazioni. La presenza sempre più consistente di questo ungulato, infatti, sta causando numerosi problemi con implicazioni agricole e sociali e tali da mettere in pericolo l’incolumità e la tranquillità dei passanti che frequentano vie e strade a ridosso di zone non recintate e poco curate.
Il movimento “Semplicemente Soverato”, facendosi carico delle preoccupazioni per un’emergenza ormai incontrollata, invita l’’Amministrazione Comunale perché si attivi celermente al fine di sollecitare ed incalzare chi di dovere tra Regione Calabria, Corpo Forestale, Carabinieri Forestali, Polizia Provinciale affinchè si intervenga concretamente e con una certa urgenza attraverso un piano di contenimento potenziando un’eventuale azione di controllo selettivo per “pubblica utilità”, azione intrapresa già da molte regioni e province, al fine di evitare di dover fare i conti con una vera e propria invasione,.
Nel contempo sarebbe opportuno che la stessa Amministrazione, per il suo tramite, si facesse portavoce con l’Istituto Diocesano affinchè tutta l’area di Sua competenza, una di quelle dove vengono avvistati quotidianamente gli ungulati, venga ripulita dalle sterpaglie e bonificata.

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