Antonio Mauro
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Coldiretti: per spegnere gli incendi e combattere il terrorismo incendiario non bastano solo gli idranti

Logo ColdirettiI dati sono allarmanti. Dal 1 luglio 2017 ad oggi, gli incendi in Calabria sono stati 6148  ma in Calabria - dichiara Pietro Molinaro Presidente di Coldiretti Calabria - facciamo fronte a questa sciagura senza una adeguata programmazione, solo con gli idranti verrebbe da dire e la professionalità indubbia dei Vigili del Fuoco ai quali va il nostro ringraziamento. Ormai per abitudine ripercorriamo – continua – vecchi metodi, come l’organizzazione delle squadre AIB di Calabria Verde che, a braccia nude, con modalità organizzative e mezzi non adeguati non possono fare fronte alla devastazione causata dagli incendi provocati da quelli che definisco “terroristi incendiari”.  In questo marasma – accentua Molinaro – spopolano i voli lautamente pagati dei Canadair. E’ interessante analizzare altri dati, significativi, che ci aiutano a prendere le contromisure. Oltre il 90% circa degli incendi, è legato all’abbandono progressivo delle aree agricole marginali nei territori montani e costieri, un processo lento ma di dimensioni tali che è possibile identificarlo come la più grande trasformazione d’uso del suolo calabrese con fenomeni di progressiva colonizzazione naturale di ex coltivi, prati e pascoli da parte della vegetazione forestale che invece necessita di interventi di manutenzione, difesa e sorveglianza. Quasi sempre, sono terreni appartenenti al demanio pubblico. La prima constatazione è che laddove c’è la presenza degli agricoltori,  gli incendi hanno una incidenza quasi irrilevante. Questo  - sostiene - vuol dire pure qualcosa! Da tempo, chiediamo la necessità di costituire una “Banca della Terra” che tra l’altro adesso è prevista dall’ultimo Decreto Mezzogiorno approvato dal Senato.  A fronte di questa analisi – aggiunge – è evidente che risulta indispensabile e utile rilanciare e attuare il piano aree interne, più volte annunciato dalla Regione Calabria ma di fatto congelato. Questo significa anche salvaguardare i prodotti forestali non legnosi del sottobosco, nell’ambito di strategie di marketing territoriale volte a valorizzare i prodotti di qualità tipici delle aree rurali interne. Sono esempi significativi, concreti e di grande motivazione che devono far parte di un “pacchetto prevenzione e programmazione” che invece è completamente assente e a farla da padrone continua ad essere l’emergenza! L’utilizzo delle nuove tecnologie di avvistamento, ad esempio i droni, possono determinare la tempestività di intervento che deve fare anche leva con una rete diffusa di sorveglianza coinvolgendo nella  presenza capillare gli agricoltori con la stipula da parte delle pubbliche amministrazioni diconvenzioni per lo svolgimento di attività funzionali alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale. Anche iConsorzi di Bonifica possono essere la seconda struttura di “protezione civile “hanno capacità organizzativa e  patrimonio conoscitivo da mettere utilmente a disposizione.  Ma accade che in  “zona cesarini” solo alcuni di questi enti vengono dotati di mezzi, - tra l’atro vecchi,  inutilizzabili e senza assicurazione -  da parte di Calabria Verde. Davanti a tale improvvisazione, continua, ci vuole una Regione  “forte”, autorevole, determinata, a difesa dell’ambiente, dell’economia, del lavoro e del turismo anche perchè gli incendi provocano un danno di immagine che poi è difficile recuperare. Insomma – rimarca Molinaro – gli incendi mettono a nudo tanti mali  el’UOA Forestazione e Difesa del Suolo, istituita presso la Presidenza della Regione – conclude  – resta a guardare e nonostante i bagliori degli incendi brancola nel buio”.

Chiaravalle Centrale, il sindaco: non aumenterà il numero di profughi ospitati

Domenico Donato sindaco Chiaravalle Centrale“Non è prevista l'apertura di nuovi centri di accoglienza profughi a Chiaravalle Centrale”. Lo ha dichiarato il sindaco, Mimmo Donato, smentendo seccamente le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni in città. “A Chiaravalle - ha spiegato il primo cittadino - esiste già un Cas, un centro di accoglienza straordinaria, che ospita circa cento immigrati. Una struttura che, peraltro, opera alle dirette dipendenze della Prefettura di Catanzaro ed è gestita, senza suscitare particolari elementi di criticità o problemi, da una società privata. Al momento non abbiamo informazioni tali da poter confermare l'avvio di un secondo Cas nel centro abitato. Riteniamo, in ogni caso, che il numero di profughi attualmente ospitati a Chiaravalle Centrale abbia già raggiunto il livello massimo di sostenibilità, se commisurato alla popolazione residente”. Il sindaco ha ribadito che “pur non avendo competenze dirette su questi centri di accoglienza,l'amministrazione comunale sta collaborando per agevolare il processo di integrazione di uomini, donne e bambini in fuga dalle guerre e dalla miseria”. C'è in itinere, ad esempio, un percorso di inclusione legato alle pratiche sportive e al calcio, in modo particolare, con l'avvio di tornei amatoriali a squadre miste. Inoltre, è in fase di stipula una apposita convenzione con la Prefettura che punta a coinvolgere gli immigrati in attività socialmente utili e di pubblica utilità. “Chiaravalle Centrale ha una sua lunga tradizione di solidarietà e accoglienza, molto forte – ha concluso il sindaco Donato – e lo sta dimostrando anche adesso, affrontando con grande civiltà e rispetto questa emergenza che, purtroppo, investe l'intero bacino del Mediterraneo e per la quale la nostra popolazione sta generosamente offrendo il suo piccolo, ma sicuramente significativo e importante contributo in termini di sostegno e partecipazione”.

Eros Corapi è il nuovo presidente della Fondazione dell’Ordine degli Architetti di Catanzaro.

foto fondazione arch. czIl nuovo Consiglio d’Amministrazione, appena insediato nella seduta del 28 luglio, ha così individuato nel giovane professionista catanzarese, già Segretario del Consiglio dell’Ordine degli Architetti P.P.C. e della Fondazione stessa, la sua guida per il quadriennio 2017-2021. L’arch. Corapi, succede all’arch. Antonino Zizzi, decano degli architetti Catanzaresi, che ha saldamente guidato l’intensa attività della Fondazione nel precedente quadriennio, conducendolo con brillanti risultati sulla via della valorizzazione delle discipline territoriali, urbanistiche ed architettoniche, la crescita, la qualificazione della professione ed il costante aggiornamento tecnico scientifico e culturale. E' proprio nella linea della continuità con la sicura guida che l’ha preceduto ha inteso esprimersi il nuovo Presidente nel corso della seduta, ringraziando i membri del Consiglio di Amministrazione per la fiducia espressa ed in particolare il presidente Zizzi ed il Presidente dell’Ordine Giuseppe Macrì. “Queste due figure”, così s’è espresso il nuovo presidente al conferimento dell’incarico, “di riferimento per tutti gli architetti, ben oltre i limiti della nostra provincia che ha il fortuna di potersene pregiare, sono di orientamento culturale, professionale e, non ultimo, umano per l’attività che la nostra Fondazione perseguirà nei prossimi anni. Un’attività che punterà con fermezza sul piano della promozione di quei valori, di quello spirito, di quel sogno che è l’Architettura per come ciascuno di noi l’ha da sempre amata ed ha deciso di farne una professione, in tempi difficili come i nostri per la figura e la professione dell’architetto, come per la nostra società nella sua interezza.”   La prima seduta del nuovo Consiglio d’Amministrazione, convocata dell’arch. Giuseppe Macrì, ha ritenuto unanimemente conferire la vicepresidenza all’arch. Jole Tropeano, recentemente confermata consigliere dell’Ordine a seguito della pregevole e dinamica attività palesata nel precedente quadriennio. La responsabilità della Segreteria all’arch. Angela Funaro, mentre l’onere della Tesoreria è invece andato all’arch. Giuseppe Giovinazzo, giovani ed apprezzati consiglieri dell’Ordine. Una seduta intensa e importante quella che ha visto questo avvicendamento alla guida del F.O.A.C., il cui nuovo consiglio d’amministrazione vede, oltre ai già indicati architetti, figure di alto spessore come l’arch. Antonio Riverso, vice presidente del Consiglio Mondiale degli Architetti, Sergio Fabrizi,  Antonio Lento oltre a giovani ma già affermati professionisti come gli architetti Oreste Sergi Pirrò ed Eugenio D’Audino. Insomma una nuova squadra di grande qualità, che unisce l’esperienza dei decani all’entusiasmo dei giovani architetti, capace di perseguire con forza gli obiettivi della F.O.A.C.

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