Esposito: 'Screening neonatale, Dipartimento Salute inadempiente'
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Esposito: 'Screening neonatale, Dipartimento Salute inadempiente'

Baldo Esposito“E’ da quasi due anni che la Regione Calabria tarda ad adeguarsi alla legge nazionale sullo screening neonatale”. Lo ha affermato il consigliere regionale Baldo Esposito, chiedendo al governatore Oliverio “di interrompere questo stato di grave inefficienza dei dipartimenti regionali preposti”.
Esposito ha inoltre sottolineato come “i richiami sull’attuazione regionale di una legge in vigore dal settembre del 2016 non siano mai stati pura propaganda, ma siano stati finalizzati a cancellare una situazione di grave disagio per i pazienti e di decisa penalizzazione dell’intero comparto sanitario calabrese”.
Il consigliere ha poi evidenziato che “il lavoro del dipartimento Tutela della salute della Regione dovrà essere incisivo e preciso per consentire di estendere lo screening obbligatorio a 37 nuove patologie metaboliche rare, numero sensibilmente maggiore delle tre comprese nella legge sullo screening neonatale attualmente vigente in Calabria”.
Esposito ha ribadito: “Se il problema venisse superato tramite un accordo con il Bambin Gesù, ospedale di assoluta rilevanza nazionale, ma per ora privo di centro screening, non sarebbe sufficientemente risolutivo. Anzi, costerebbe indirettamente alla Regione Calabria quelle risorse destinate dalla legge alla dotazione di un centro screening adeguato a garantire l’individuazione di 40 patologie differenti. A questo punto ci chiediamo se non fosse più legittimo destinare proprio queste risorse al potenziamento dell’unico centro regionale sullo screening, quello dell’unità operativa di genetica medica della Mater Domini. In altre regioni, come l’Abruzzo, dove c’è un’incidenza di nascite inferiore di quasi la metà rispetto alla Calabria, lo hanno fatto. Perché noi no? Non vorremmo credere al fatto che in Calabria non si sia stati in grado di organizzare lo screening allargato”.
“In questi due anni – ha concluso Esposito - si è dialogato a lungo con l ‘istituto Meyer di Firenze, uno dei migliori in Italia su questo fronte, ma poi non si è più andato avanti e, in questo momento, sembrerebbe si stia battendo un’altra pista. Il dramma peggiora e diventa ancora più eclatante se si pensa che, ad oggi, non si è ancora risolto il problema principale, che riguarda la presa in carico dei bambini positivi allo screening. Probabilmente verrà affidata alla responsabilità del medico di turno che dovrà trattare un’urgenza senza il dovuto percorso di protezione che hanno al loro interno tutti i centri screening riconosciuti. Si parla tanto della lotta all’emigrazione sanitaria, però non ci sembra che oltre alle parole si faccia qualcosa di concreto per combatterla sul serio.
Sul tema continuerò ad essere vigile esercitando le mie funzioni: dal dibattito nella commissione regionale ”Sanità” alla proposta di programmazione di specifici ordini del giorno all’interno del Consiglio regionale.

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