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Asp Catanzaro: sciopero generale per l’intera giornata del 26 ottobre 2018

sanitaCatanzaro - Per l’intera giornata di venerdì 26 ottobre 2018 è previsto uno sciopero generale di tutti i settori pubblici e privati, compreso il primo turno montante per i turnisti, proclamato dalle Associazioni sindacali CUB, SGB, SI COBAS, USI-AIT e SLAI COBAS.
Lo sciopero, proclamato anche dall’Associazione sindacale USI, interesserà inoltre tutto il personale a tempo indeterminato e determinato con contratti precari ed atipici, per tutti i comparti e aree pubbliche.
Lo sciopero generale è stato indetto per protestare, tra l’altro, contro le misure governative, il peggioramento delle condizioni lavorative, la riduzione del sistema di protezione sociale e per la piena fruizione dei diritti sociali e sanitari, per l’Istruzione Pubblica e contro la legge 107/2015, per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario e a favore di investimenti pubblici per ambiente e lavoro.
Lo sciopero potrebbe causare alcuni disagi ai cittadini utenti che devono usufruire dei servizi erogati dall'Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro. Al fine di contemperare l'esercizio del diritto di sciopero con il godimento dei diritti della persona costituzionalmente tutelati, nel corso dello sciopero saranno assicurati, dall'ASP di Catanzaro, adeguati livelli di funzionamento dei servizi pubblici essenziali di cui all'articolo 1 della Legge 12 giugno 1990, n. 146 e successive modificazione ed integrazioni, mediante l'erogazione delle prestazioni indispensabili individuate dai Contratti Collettivi di Lavoro, così come interpretati dalla Commissione di Garanzia in sede di valutazione ai sensi dell'articolo 13 della citata Legge n. 146/90 e successive modificazioni e integrazioni.
Saranno comunque garantiti i servizi pubblici essenziali, quali l'assistenza di urgenza e il supporto attivo alle prestazioni specialistiche, diagnostiche e di laboratorio compresi i servizi trasfusionali.
Per coloro che avessero prenotato esami o visite specialistiche, si consiglia di contattare i singoli reparti interessati per verificare il funzionamento degli stessi. L'ASP di Catanzaro si scusa per gli eventuali disservizi causati, non imputabili alla volontà dell'Azienda stessa.

Nasce a Chiaravalle CHI.CE

logo chiceCHI.CE nasce a Chiaravalle. Un gruppo che si propone di affrontare e comprendere le dinamiche che caratterizzano la vita sociale, amministrativa e politica della città, con fini di confronto e proposta. Capire come ricollocare Chiaravalle nell’epoca attuale è la prospettiva del gruppo, che è inclusivo e non esclusivo ed aperto al contributo di tutti coloro i quali si sentano in sintonia con i principi e gli obiettivi enunciati.
Le linee guida di CHI.CE (acronimo di Chiaravalle Centrale) sono semplicemente ma rigidamente legate al buon senso, alla lealtà ed al rispetto delle regole. Il gruppo al proprio interno è organizzato a livello orizzontale.
Ciò che stimola i componenti del gruppo è la voglia di ricostruire la coesione sociale della città, renderla vivibile e meno velenosa, fare emergere il “bello” del territorio e della popolazione che lo abita. Il gruppo è consapevole che tutto ciò, nei comuni di piccole dimensioni, è inevitabilmente connesso all’attività amministrativa. Perciò CHI.CE non si esimerà dal fare informazione su ciò che accade a Palazzo di Città, con spirito critico ed elaborando proposte, sempre nell’ottica di offrire un contributo positivo alla comunità ma senza fare sconti a nessuno.

Sanità Day: Protesta dei Sindaci della Locride a oltranza

sindaci locrideSi è svolta lunedì 15 ottobre, presso la sala del Consiglio Comunale di Siderno, la riunione operativa che ha avuto come obiettivo la preparazione della protesta contro la chiusura dell’ospedale di Locri: il “Sanità day”. La riunione è stata organizzata dall’Associazione dei Sindaci della Locride, presieduta da sindaco Franco Candia, affiancato dai primi cittadini di Locri Giovanni Calabrese e da quello di Bianco Aldo Canturi, con la presenza di altri 12 colleghi e molte associazioni del territorio.
Durante l’incontro, Candia ha letto la piattaforma con le linee guida delle richieste dei sindaci per rivendicare e riprendere in mano la nostra autonomia. Ha, inoltre, spiegato la decisione di attuare una protesta caratterizzata da un presidio permanente davanti all’ospedale: tutti i giorni da sabato 20, dalle ore 9:30 fino alle ore 12:30, che si concluderà solo quando saranno date delle risposte e soprattutto si vedranno delle azioni concrete volte a risolvere definitivamente questa spinosa situazione. Chiunque può partecipare e offrire, con la propria presenza, un importante contributo. Si spera nell’adesione anche dei sindacati.
Gli undici punti principali della piattaforma, individuata dai sindaci, per continuare a lottare in difesa dei diritti dei cittadini e per costruire un futuro sicuro sono i seguenti:
1. Costituzione di un’unità strategica per l’ospedale di Locri.
2. Un ospedale “spoke”a tutti gli effetti.
3. Rispetto della dotazione dei posti letto.
4. Adeguamento immediato delle risorse umane, tecnologiche e strumentali di ogni struttura di ricovero.
5. Nomina dei primari in tempi brevi e certi.
6. Copertura del personale medico e paramedico come da pianta organica.
7. Rigida applicazione del piano aziendale.
8. Efficientamento del pronto soccorso.
9. Ripristino della casa della salute di Siderno.
10. Risoluzione delle problematiche legate alla risonanza magnetica.
11. Creazione di una rete del 118.
Il sindaco Calabrese ha voluto evidenziare il suo pensiero con queste parole: “Abbiamo fatto tutti i tentativi, attraverso la grande dimostrazione pubblica del 2015; con gli incontri a Roma e per ultimo con quello tenuto a Locri con la presenza di Scura e altri parlamentari. I risultati non si sono visti. Non ci rimane che attuare questo nuovo tentativo, nessuno può dire che siamo rimasti inermi, ci siamo dati da fare, ma hanno orecchie da mercante. Pertanto proviamo con questo sit-in, ognuno è libero di partecipare o meno, noi ci saremo...”.
Tutti gli intervenuti alla riunione hanno assicurato la loro presenza e di avviare un passaparola tra la gente, perché la non partecipazione rappresenterebbe un danno sia per il singolo individuo che per l’intero territorio.
L’ospedale serve a tutti, per questo occorre dimostrare a chi ci ha reso schiavi, in termini di sanità, che siamo pronti a lottare per conquistare i nostri diritti. Questa lotta è soprattutto rivolta a coloro che non hanno i mezzi materiali per curarsi altrove. Perché dobbiamo varcare le soglie di altre province o regioni, se possiamo avere l’ospedale a casa nostra? Cerchiamo di essere protagonisti diretti di questa battaglia, diamo forza a chi, istituzionalmente, si sta impegnando per noi, andiamo a prenderci i nostri diritti sacrosanti e costituzionalmente garantiti!

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