Chiaravalle Centrale, sindaci e cittadini in piazza: vogliamo la casa della Salute
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Chiaravalle Centrale, sindaci e cittadini in piazza: vogliamo la casa della Salute

casasalutepresidioUn presidio permanente di cittadini e amministratori locali resterà giorno e notte all'interno dell'ex ospedale “San Biagio” fino a quando la Regione Calabria e l'Asp di Catanzaro non predisporranno tutti gli atti necessari all'avvio dei lavori di riconversione del vecchio presidio sanitario in Casa della Salute. E' la decisione annunciata oggi, nel corso della giornata di mobilitazione convocata dal sindaco di Chiaravalle Centrale, Mimmo Donato. In tanti hanno risposto all'appello. Nella sala consiliare di via Castello hanno espresso ufficialmente la loro adesione alla protesta i sindaci dell'intero comprensorio delle Preserre e delle Serre catanzaresi e vibonesi. Ma c'erano anche i comitati, gli studenti, le associazioni del territorio e vari esponenti politici di ogni livello. Tutti uniti nel rivendicare l'affermazione di un diritto: Chiaravalle ha già da tempo ottenuto il finanziamento necessario per la Casa della Salute e questo obiettivo deve essere realizzato in tempi rapidi e senza più palleggi di responsabilità da parte di una burocrazia lenta e inconcludente. Un messaggio chiaro e forte rilanciato con il corteo che si è snodato per le vie del paese, dalla sede municipale fino alla struttura del “San Biagio”. I consiglieri regionali Arturo Bova, Mario Magno e Baldo Esposito hanno preso la parola proprio davanti all'ingresso dell'ex ospedale per ribadire il loro impegno in merito ad una problematica che si trascina stancamente da mesi e mesi senza arrivare mai a soluzione. Bova, in particolare, ha affermato che “la Casa della Salute si farà, perché c'è la volontà politica del governo regionale di portarla avanti”. Più critico il commento di Magno ed Esposito, nell'evidenziare le lungaggini che hanno portato la popolazione delle Preserre all'esasperazione. Molto significative le dichiarazioni dei più giovani, degli studenti che hanno partecipato alla giornata di mobilitazione e protesta. “Abbiamo perso tutto negli ultimi anni, uffici, servizi, lavoro, adesso anche per noi è arrivato il momento di lottare per riscattare i nostri paesi dall'emarginazione e dal sottosviluppo” ha sottolineato Guido Corapi, portavoce delle classi del Liceo Scientifico, tra gli applausi di tutti i presenti.

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