Politica Soverato
Menu

Politica Soverato

La Festa della Birra

La Festa della Birra - 4.0 su 5 basato su 1 voto

Padiglione OktoberFest MonacoSOVERATO - Il dilemma del sabato sera che ci siamo lasciati alle spalle era di quelli molto difficili da sciogliere e risolvere, la scelta era da fare tra tre destinazioni, Soverato, Gasperina e Monaco di Baviera, e in tutti e tre i casi al centro della serata c’era la birra, visto che si trattava di “Festival Birra” (l’ennesima festa della birra) nel primo caso, e di “OktoberFest” negli altri due. Dopo aver valutato che, per la destinazione tedesca i prezzi di un volo “low cost” anche se “last minute” non erano alla mia portata, che per Gasperina non esiste un volo “low cost”, ho optato per l’iniziativa soveratese, prima edizione tra l’altro, per la quale avrei dovuto solamente affrontare una piacevole passeggiata. La manifestazione si è svolta presso il piazzale antistante il PalaScoppa di Soverato, che penso per la prima volta ospita serate di questo genere, e che offre ampi spazi e la possibilità di parcheggiare comodamente per gli ospiti che vengono dai paesi vicini. Le strade vicino al luogo della festa sono state transennate con largo anticipo, sui manifesti l’orario di inizio era fissato per le 18, e quindi chi si fosse trovato a passare da via Carlo Amirante, zona campo, già intorno alle 19 si è trovato davanti uno sbarramento invalicabile, forse un po’ esagerato per tempi e modi, ma comunque se si è salvaguardato l’ordine pubblico ben vengano queste cose. La manifestazione (come vedrete anche dalle immagini presenti su ITube) si è svolta in maniera tranquilla, anche perché non c’è stato il mare di folla che ci si attendeva (la concorrenza era troppo forte? Monaco intendo), l’organizzazione aveva predisposto una zona somministrazione ben congegnata, con ombrelloni per gli addetti ai lavori e percorso self service per gli avventori, ai quali è stata messa a disposizione anche una zona tavolini dove poter consumare i panini e la birra oggetto degli spuntini serali. Buona anche la pensata dell’angolo per i più piccoli, con giostrine e gonfiabili per il divertimento dei bambini, e anche qualche ambulante per la vendita di dolciumi e souvenir. Il piatto forte della serata però, secondo me, è stata la parte musicale, con una prima esibizione dei “Canterini dell’Ancinale”, un ora circa della nostra musica, sempre piacevole, divertente e coinvolgente, visto che sia ieri sera, e comunque da quattro o cinque anni a questa parte, la musica popolare basata su tarantelle e balli della tradizione, non solo calabrese, ha creato questa nuova ondata di consenso che non esita a fermarsi e che spero continui per tanto tempo, e visto che i risultati sono quelli di vedere ballare, tutti insieme e con passione, tantissime persone appartenenti a generazioni completamente diverse, penso che solo la tarantella ci sia riuscita e questo va anche sottolineato. A seguire si sono esibiti gli “AriaCorte” con melodie e pizzica salentina, altra bellissima pagina di musica meridionale, bella vera e passionale, un gruppo che ha contribuito, dopo i Canterini, a rendere molto piacevole l’ascolto, con musica “Made in Sud” al 100%. Complimenti dunque all’organizzazione, che aveva pensato proprio a tutto, ma forse non aveva valutato che, e questo comunque non è colpa loro, con l’avvento dell’autunno risulta sempre più difficile far partecipare i cittadini di Soverato agli eventi, e che soprattutto mettersi in competizione con Monaco di Baviera non era la cosa più intelligente da pensare in questo periodo. Nella speranza di trovare un buon low cost per Gasperina, dove la birra si beve per tre giorni di seguito, per vedere che aria tira lassù, non posso che affermare che il prossimo anno sceglierò Monaco di Baviera come mia festa della birra preferita.

Corrado Corradini

Noi Soveratiamo

10 settembre 2000..........il mio ricordo....

10 settembre 2000..........il mio ricordo.... - 5.0 su 5 basato su 2 voti
altIl 9 settembre 2000, classico sabato di fine estate per Soverato, in una stagione che per molti versi, soprattutto metereologici, aveva avuto l’andamento di quella del 2011, ci trovavamo a cena a casa del caro amico Paolo, a Satriano Centro, per festeggiare la fine di un mini tour di spettacoli che avevamo organizzato insieme ad una nota palestra di Soverato, ed in circa 20/25 persone ci si intratteneva a scherzare e commentare sui vari accadimenti estivi. Ad un certo punto della serata si rese necessario scendere fino a Montepaone Lido, poiché il padre di Paolo non rispondeva al telefono, e visto che il tempo, già alle 8 di sera, non prometteva bene, pioveva già da qualche ora in maniera copiosa, insieme a Paolo mi misi in macchina per evitargli il viaggio, seppur breve, da solo e scendemmo verso il mare. Già nella parte di strada immediatamente fuori dal paese di Satriano, le colline cominciavano a franare e sul percorso fummo costretti a schivare una serie di piccole pietre presenti sull’asfalto. Arrivati nei pressi di Soverato, attraversammo tutta la città per giungere allo svincolo con il camping, e lì ci accolsero alcuni fuochi d’artificio che provenivano dalla discoteca del campeggio. Con quel tempaccio e in quella serata subito ci chiedemmo cosa ci fosse da festeggiare e chi avesse voglia di farlo in quella situazione, ma la risposta ci arrivò solo il giorno dopo, visto che si trattava proprio del gruppo dell’Unitalsi che, avendo finito da poco la cena, nonostante le condizioni proibitive, non aveva voluto rinunciare a chiudere con una serata allegra la vacanza a Soverato. Il nostro percorso proseguì per Montepaone Lido e, dovendo raggiungere il quartiere che si trova subito all’inizio del paese, a destra del primo passaggio al livello, provammo a scendere dalla stradina che passa al di sotto del secondo ponte ferroviario e che conduce anche al camping Soleado. Subito sotto al ponte rischiammo di rimanere bloccati con la macchina nel fiume, in quanto non ci eravamo resi conto di quanto si fosse ingrossato anche il torrente che scorre in parallelo con il Beltrame, e che per noi fino a quel giorno prima non rappresentava niente di più che un arido ed asciutto letto di fiume. L’impeto dell’acqua era fortissimo e in poco tempo il livello del torrente arrivò a metà dello sportello, quindi in maniera repentina facemmo dietro-front per utilizzare la via principale che passa attraverso la ferrovia. Arrivati finalmente a destinazione, trovammo il padre di Paolo intento, dopo aver messo al sicuro l’abitazione prospiciente il mare, ad osservare uno spettacolo che, anche ai nostri occhi, aveva un qualcosa che si trovava a metà tra lo straordinario e lo spaventoso, il mare era in tempesta e sembrava uno di quei cavalli imbizzarriti, che prima del rodeo vengono legati e stretti con forti funi per evitare che sfoghino troppo presto la loro voglia di fuga e libertà. Non so da cosa o da chi volesse fuggire e liberarsi il mare in quella serata, ma vederlo in quelle condizioni ci fece cominciare a pensare e a preoccupare sulle condizioni metereologiche che stavano maturando. Ritornammo a Satriano raccontando tutto quello che avevamo visto, ma la serata proseguì in maniera normale, nessuno potendo prevedere quelli che sarebbero stati poi i futuri sviluppi, anche se dal canto mio preferii abbandonare con anticipo la compagnia, visto che dopo un nuovo sguardo al tempo mi accorsi che facevo fatica a distinguere gli oggetti al di fuori della finestra talmente la pioggia era diventata fitta e copiosa. La serata per me si chiuse lì. Il mattino dopo fui svegliato all’improvviso da mia madre che, quasi in lacrime, mi riferiva delle notizie che attraverso Televideo cominciavano a giungere e ad avere la ribalta nazionale. D’impeto pensai che dovevo in qualche modo raggiungere il camping per capire quello che era realmente successo, ed allora presi la bicicletta e cominciai a pedalare in direzione Montepaone, le strade erano già tutte bloccate e quello era l’unico mezzo con cui mi avrebbero potuto far avvicinare al luogo dell’accaduto, e così fu. Strada facendo non si faceva altro che incontrare fango e detriti sulla carreggiata, a conferma di quanto doveva essere stata tremenda la nottata, arrivando sul luogo della tragedia, intorno alle 10,30, ricordo che, seppur fossero già al lavoro almeno un centinaio di persone, il silenzio era irreale. In molti come me avevano usato le due ruote per arrivare lì, e non potevano far altro che osservare l’operato dei soccorritori, dei volontari e degli amministratori dell’epoca, anche loro intenti ad aiutare, a scavare, a trasportare i resti delle povere vittime, con la grande, ma debole, speranza di trovare qualche traccia di vita sotto quell’enorme tappeto fangoso. A quel punto della mattinata si era già capito la gravità dell’accadimento, e ci si poteva solo limitare ad una triste raccolta e conta dei cadaveri. Volli quindi provare a pedalare verso il mare, per osservare in quale stato fosse, e lo ritrovai, dopo averlo lasciato la notte prima furioso e in tempesta, in uno stato di calma incredibile, quasi come se avesse alla fine sfogato tutta la sua furia ed avesse perso tutte le sue energie, il colore era marrone intensissimo, un tutt’uno con il fiume, ed era la cosa che impressionava di più e che ancora spaventava, quasi come la sera prima. Il resto della storia lo conosciamo tutti e non mi addentro oltre, per rispetto delle vittime e di chi forse ancora paga o ha pagato una serie di circostanze, soprattutto naturali, che raramente riescono ad intrecciarsi in maniera così tragica e a provocare giornate che poi si ricordano in maniera così triste. A noi rimane il ricordo di una serata in cui per gli ospiti del campeggio il passaggio dal divertimento alla profonda disperazione è stato brevissimo, e una data che, nel massimo rispetto delle vittime e della tristezza che sempre le accompagnerà, forse anche per Soverato ha rappresentato l’inizio di una parabola discendente che ancora non riesce ad invertire la sua traiettoria.
Corrado Corradini

Soverato/ 26 Agosto 2011 Un giorno di ordinaria.......spazzatura

Non voglio assolutamente entrare o contribuire ad alimentare la triste polemica in corso sui rifiuti e sulla pulizia di Soverato, ma voglio, con questo mio breve contributo, commentare e documentare quanto, a volte, sia noi soveratesi che i nostri graditissimi turisti/ospiti, non vogliamo bene a Soverato. Oggi mi è capitato di dover uscire in motorino per buttare la spazzatura, e naturalmente non è stato facile, visto che a causa della situazione che citavo all’inizio, la maggior parte dei cassonetti traboccava di spazzatura, e nei casi in cui qualcuno non sia riuscito a fare “centro”, la stessa veniva depositata nei pressi del contenitore di turno. Per mia volontà ho voluto peregrinare un pò per evitare di dover gettare i miei rifiuti al di fuori del loro luogo per destinazione, e dopo tre tentativi, anche sono riuscito a fare canestro. Questo giretto mi è servito però a notare che oltre al problema della mancata raccolta della spazzatura, ve ne è uno ancora più grosso, ovvero il mancato rispetto delle regole, da parte di chi non è dato saperlo, perché anche il sottoscritto ha buttato la spazzatura in un cassonetto lontano dalla sua abitazione, quindi suppongo che non si possa addebitare la consueta “inciviltà” ad una zona piuttosto che ad un’altra, visto che potrebbe essere stato anche un abitante di un paese limitrofo, magari con la voglia di farsi una bella passeggiata, a compiere lo scempio che documento con le foto allegate a questo pezzo. Trovare, in pieno Agosto, e vi assicuro che le foto sono tutte di oggi, in tutte le zone di Soverato:

-          Sterpaglie ed erbacce (a quintali un po’ dappertutto, e qui suppongo che qualcuno abbia pulito le strade o i fondi, ma poi ha depositato nel posto sbagliato il frutto del suo lavoro)

-          Copertoni (in via Trento e Trieste zona Autobus e di fronte l’Istituto per Geometri)

-          Carcasse di elettrodomestici , materassi, mobili vecchi e utensili vari e ingombranti per la casa (sotto Via Martin Luther King, a Soverato Superiore lungo la via che porta a Turrati, in una traversa di Corso Roma)

-          Biciclette e giochi per bambini (vicino al centro sportivo “F.Viscomi”)

-          Eternit (Ebbene sì il famigerato e nocivo materiale giaceva presso il “Cannale” a Soverato Superiore, in un posto dove tra l’altro non è ubicato alcun cassonetto della spazzatura)

Spero che tutto questo possa dare ai cittadini di Soverato e non, una sorta di scossa ed un innalzamento della sensibilità e dell’amore per la nostra città, perché non è giusto addebitare completamente ad addetti ai lavori ed amministratori la responsabilità di una situazione gravissima, se poi noi siamo i primi a non collaborare.

Corrado Corradini - Noi Soveratiamo!

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie leggi l'informativa estesa sui cookie. All'interno del sito c'è sempre un link all'informativa estesa. Cliccando sull'apposito tasto oppure su un qualsiasi elemento della pagina sottostante acconsenti all'uso dei cookie. Questo avviso ti verrà riproposto tra 12 mesi. Informativa estesa