Novella Prima: Leonardo da Pazzano (comunicato Amo Soverato)
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Novella Prima: Leonardo da Pazzano (comunicato Amo Soverato)

Novella Prima: Leonardo da Pazzano (comunicato Amo Soverato) - 3.7 su 5 basato su 30 voti

amosoveratoRiceviamo e pubblichiamo il comunicato del gruppo "Amo Soverato" :

Il sindaco di Soverato, tale Leonardo da Pazzano, spesso ama sottrarsi al confronto politico su temi dallo stesso introdotti. Di recente ha esordito in pubblico, con l'enfasi tipica dei momenti cruciali, asserendo di possedere la soluzione globale di tutti i problemi della Città, poiché deteneva due "assi nella manica": il condono edilizio ed il Piano Strutturale Comunale.
Il gruppo consiliare "Amo Soverato", con un pubblico manifesto, ha esternato i suoi dubbi circa la fondatezza e la serietà delle affermazioni del sindaco il quale, nonostante siano trascorse parecchie settimane, si è guardato bene dall'accennare risposta alcuna alle questioni di merito politico sollevate. Dal condono edilizio le casse comunali hanno ricevuto qualche flebile introito. Per quanto riguarda il PSC, invece, il suo iter è bloccato dall'ostinazione dell'Amministrazione a volere ostacolare il lavoro del gruppo di progettisti incaricato. Tutti i solleciti, rivolti da questi ultimi all'amministrazione per accelerare la procedura di formazione dello strumento urbanistico, sono a tutt'oggi risultati vani.
Il Nostro è assiduo utilizzatore di Soverato Web, Soveratiamo e/o altre testate, dove sciorina fantasiose e sfrontate considerazioni, ad impronta squisitamente dietrologica, in cui si cimenta ad interpretare le ragioni recondite che inducono i suoi avversari ad enucleare le loro considerazioni spingendosi, talvolta, ad ipotizzare l'esistenza di un qualche regista occulto "semantico romantico", o la presenza di qualche personaggio ingombrante, "alias Mancini", ad ispirare le posizioni del gruppo "Amo Soverato".
Da che pulpito proviene la predica!!! Per due anni il Nostro ha ricoperto la carica di Dirigente dell'Area Tecnica del Comune di Soverato, rivelandosi un servitorello ossequioso dell'allora Sindaco Mancini, oltre che un inconcludente autore di pratiche amministrative, tutte risultate un disastro per la Città (vedi: Piano Spiaggia; alienazione dell'area comunale antistante il teatro; ecc.). Da sindaco blocca il principale strumento di governo urbanistico della Città, il Piano Strutturale Comunale, del cui gruppo di progettazione faceva parte. La domanda nasce spontanea: fintantoché si trovava nel team di progettazione le cosa andavano bene; ora non più!!! Perché?
Al Nostro interessa governare la Città, spendendosi affinché venga redatto un PSC con regole certe, eque e democratiche, o gestire la risorsa territorio? I fatti escludono una qualsivoglia sua propensione per formule di governo improntate alla partecipazione democratica, alla certezza di diritto, all'introduzione di principi perequativi tra i cittadini. I comportamenti finora tenuti spingono per il secondo degli approcci.
E qui un'altra domanda nasce spontanea: quali interessi protegge, Leonardo da Pazzano? Chi ispira il suo operato o la sua inerzia? E' fin troppo evidente che l'assenza di uno strumento legislativo di governo del territorio rappresenti la migliore condizione per porre in essere atti gestionali diversificati in funzione del richiedente, con l'attivazione di procedure amministrative ad hoc. A chi giova tutto questo? Chi trae vantaggio da procedure finalizzate ad accogliere esigenze di lobby? Chi sta alla regia di una operazione tanto scellerata quanto dannosa per i cittadini? Se colui che guida la Città è solo un burattino, per giunta cialtrone, la cosa diventa piuttosto raccapricciante.
Sconcerta, inoltre, il cinismo spicciolo dell'Assessore Salvatore Riccio e del Presidente del Consiglio comunale Sonia Munizzi, già pilastri portanti della Giunta Mancini e corresponsabili, in quella amministrazione, anche per il più volte denunciato stato di dissesto in cui, raccontano, abbia lasciato le casse comunali (pronti a indicare in Mancini il solo responsabile – Giuda si pentì per aver tradito il Maestro). Della Munizzi sbalordisce l'assordante silenzio sull'intera vicenda. Eppure ama pavoneggiarsi a prima donna, a persona che "vola alto": vorrebbe volare come un'aquila reale della politica; nei fatti, esibisce tutt'al più, il saltarello della quaglia dalle ali rattrappite. Il ruolo che riveste nella compagine regionale (Vice Capo Gabinetto del Presidente Scopelliti!!!) la colloca in una posizione di rilievo da cui la Città potrebbe trarre grande vantaggio. Eppure, a tutt'oggi, non un centesimo di Euro è stato destinato a Soverato per i suoi buoni uffici, mentre più che lauti risultano i compensi da lei percepiti.
Il vice sindaco Riccio è capace di panegirici strabilianti. Qualche tempo fa si è dimesso da vice sindaco ed assessore. A spingerlo a tanto, pensavamo fosse stata un'insanabile divergenza in materia di politica amministrativa con il Leonardo da Pazzano. Torna però sui suoi passi, alle stesse condizioni di quando se ne era uscito, senza avvertire l'esigenza di fornire spiegazioni alla cittadinanza, o quanto meno ai suoi elettori, né sui motivi delle dimissioni né su quelli del ripensamento. Non ci è dato conoscere la sua attuale posizione politica o il suo progetto per la Città. Anche qui, purtroppo, dobbiamo sospettare l'esistenza di interessi che nulla hanno a che spartire con il bene comune?
Questi ultimi sono infine legati da una bizzarra circostanza: pur essendo estranei, per appartenenza, a Soverato superiore, qui, entrambi, hanno ricevuto il massimo del consenso elettorale. POVERA SOVERATO,... di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!

Gruppo Consiliare "Amo Soverato"

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