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Il giardino dimenticato

Da tempo, ormai, è possibile notare come sia di giorno che di notte l’entrata del Giardino Botanico “Santicelli” rimanga aperto e senza custodia. Tale situazione comporta, inevitabilmente, la completa mancanza di controllo su un’area che rappresenta una delle attrattive, ancora poco conosciuta e poco valorizzata, più suggestive e interessanti della città.
Dall’alto della sua ubicazione, a picco sul mare, centinaia e centinaia di piante mediterranee sovrastano la città andando a dominare il Golfo di Squillace e la Baia dell’ippocampo. Oggi, purtroppo, questo angolo incantevole, per la disattenzione e l’irrispettosa considerazione cui è soggetto, versa in una condizione di degrado e abbandono meritevole di segnalazione e denuncia.
La grande varietà di specie autoctone e di altre piante esotiche ordinate in percorsi didattici e segnalati da cartelli informativi con la relativa nomenclatura scientifica espressa in latino rappresentano il lontano ricordo di quando l’orto era gestita dall’A.FO.R.. Oggi quello che è possibile scorgere è l’incuria e l’abbandono cui l’area è soggetta considerando anche e soprattutto, l’inciviltà che la rendono, in una condizione di mancata sorveglianza, un sito facilmente soggetto alla violenza di individui che anche in questo luogo di pace si arrogano la facoltà di violentarne, senza alcuna remore, il patrimonio naturalistico e paesaggistico . Bottiglie e rifiuti di ogni genere emergono tra sterpaglie e sentieri e cosa ancora più grave parte della suggestiva staccionata in legno, che rappresenta una barriera di sicurezza che si affaccia sulla Conca delle Palme, divelta e sradicata come testimoniano le immagini allegate.
Eppure basterebbe un po’ di attenzione in più verso questo sito per renderlo un’area di interesse turistico unico ed esclusivo dove realizzare, attraverso forme di convenzione con associazioni locali e in particolare con alcune scuole che vantano questa vocazione, vedi l’Istituto Tecnico Economico per il Turismo, progetti di alternanza scuola-lavoro che ne garantirebbero la sicurezza ed il controllo magari facendo pagare un ticket di entrata e realizzando aree di ristoro come avviene in qualsiasi altra parte del mondo.
Il mio augurio è che all’indomani di questa mia doverosa segnalazione non si provveda all’unico espediente per aggirare ed eludere il problema, ovvero, come avvenuto in passato, la chiusura a tempo indeterminato del Giardino ma si provveda attraverso iniziative serie e concrete a continuare a rendere questo patrimonio accessibile e praticabile garantendone allo stesso tempo la manutenzione e la sicurezza.

Vincenzo Cilurzo

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