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Calcio a 5; domani i recuperi dei match di Club Quadrifoglio e Blingink Soverato rinviati per maltempo nei giorni scorsi

IMG 20181016 122831SOVERATO – Si disputeranno domani pomeriggio, entrambi alle ore 15, gli incontri validi per la seconda giornata del girone B di Calcio a 5 calabrese che vedono impegnati le due formazioni soveratesi Club Quadrifoglio e Blingink C5. Questi ultimi scenderanno in campo, al “Pala Scoppa”, per sfidare il quintetto reggino della Ludos mentre i biancorossi di mister Matacera saranno ospiti della Futsal Catanzaro al “Pala Pentone”. Sono due partite importanti, un eventuale successo ciascuno infatti proietterebbe le due compagini ‘nostrane’ al primo posto in classifica con 9 punti all’attivo. Ricordiamo che le partite in oggetto, previste per lo scorso sabato 6 ottobre, erano state rinviate a causa del maltempo che ha flagellato tutta la Calabria, colpendo in particolar modo il comprensorio catanzarese.

Francesco Gioffrè

Istituto Comprensivo di Squillace, progetto internazionale con la Slovenia

Istituto Comprensivo di Squillace, progetto internazionale con la Slovenia - 1.0 su 5 basato su 1 voto

progetto europeo con sloveniaSQUILLACE - E’ un progetto di mobilità internazionale tra l’Istituto Comprensivo di Squillace e la scuola Janka Kersnika Brdo di Lukovica, in Slovenia, e ha come tema “Imparare giocando: giochi e giocattoli come pietre angolari della cooperazione europea”, con i nonni e le nonne testimoni privilegiati. Nella città slovena di Lokovica si è concluso il meeting internazionale che ha visto il team docente dell’Istituto Comprensivo di Squillace lavorare insieme alla scuola partner slovena sul progetto Erasmus+ KA229 “Traditional toys and games as cornerstones of bridges of school cooperation in European Union”, finanziato con il sostegno della Commissione Europea. Il progetto si propone di recuperare i giochi e i giocattoli tradizionali quale parte del patrimonio culturale dei popoli, componente essenziale dell’identità e occasione per favorire il dialogo intergenerazionale e promuovere il confronto tra culture diverse. Oltre agli alunni, verranno coinvolti nell’attività di ricerca dei giochi, di reperimento e costruzione dei giocattoli, i genitori e i nonni, che saranno i testimoni privilegiati. Il progetto, che vede lavorare insieme l’Istituto Comprensivo di Squillace, diretto da Grazia Parentela e l’Istituto Janka Kersnika Brdo di Lukovica in Slovenia diretto da Anja Podlesnik Fetih, avrà durata biennale. Esso prevede due mobilità di breve termine per i docenti e due per 28 studenti, 14 di ogni scuola. I primi a partire saranno gli studenti italiani, che si recheranno a Lukovica nell’ultima settimana di maggio. La dirigente scolastica Parentela si è dichiarata entusiasta del «progetto Erasmus+ in atto, che offre un'interessante opportunità di confronto con i colleghi sloveni su esperienze e pratiche didattiche. Attraverso questa collaborazione lunga e motivante, ci impegneremo per il consolidamento di un sistema integrato nel quale le scuole coinvolte potranno vivere in presa diretta il rapporto tra i saperi delle diverse culture locali. Un percorso di crescita entusiasmante e innovativo per alunni, docenti e dirigenti delle scuole coinvolte». L’agenda di lavoro del team italiano, formato da Patrizia Fulciniti, Caterina Lombardo, Maria Antonia Procopio e Rosa Vitaliano, è stata fitta di impegni e ha visto le docenti attivamente coinvolte nelle sessioni di lavoro mirate a decidere, insieme al team sloveno formato dalla Dirigente e dai docenti Alex Wirth, Jana Kovič e Vesna Markelj, i criteri di selezione dei partecipanti, le modalità organizzative dell’open day dedicato al gioco, il tipo di certificazione da rilasciare ai partecipanti, i principali obiettivi correlati alle competenze europee. Il gruppo ha anche definito le linee guida per l’organizzazione dello scambio studentesco che avverrà a maggio 2019. Nel pomeriggio del primo giorno il team ha incontrato il Sindaco di Lukovica, Matej Kotnik, che si è dichiarato entusiasta di questo partenariato come occasione di arricchimento reciproco. Gli studenti hanno riservato al team italiano un’accoglienza calorosa: si sono esibiti in una performance musicale e canora; hanno giocato i giochi di una volta nei corridoi, nelle aule, nei diversi spazi della scuola dimostrando un’ottima capacità di autogestione. Il team italiano è stato attivamente coinvolto nella didattica quotidiana e ha avuto modo di apprezzare le metodologie d’insegnamento, l’organizzazione della scuola partner e l’alto livello di professionalità dei colleghi sloveni, oltre che di partecipare a workshop per la costruzione di bambole e di giocare con i ragazzi. «Siamo molto contenti – ha dichiarato Podlesnik Fetih - per il lavoro preparatorio svolto insieme alla scuola partner italiana e per l'approvazione del nostro progetto che ci permetterà di continuare a lavorare insieme. Il rapporto tra le nostre scuole e i nostri docenti si è mostrato proficuo fin dal primo momento e noi tutti ci auguriamo che il progetto abbia molto successo e che vengano raggiunti tutti gli obiettivi che abbiamo programmato Sono sicura che questo progetto costituirà un arricchimento per tutti coloro che ne saranno coinvolti, docenti, studenti e famiglie e che esso creerà il presupposto per ulteriori approfondimenti e collaborazioni». Le attività progettuali, che si svilupperanno nei prossimi mesi e coinvolgeranno la maggior parte delle classi, vedranno il raggiungimento di un primo obiettivo il 24 novembre con l’organizzazione di un open day simultaneo in cui le due scuole si apriranno ai nonni e ai genitori per una giornata di festa dedicata al gioco, il cui obiettivo sarà dimostrare quanto racchiuso nel titolo del progetto stesso, cioè che i giochi e i giocattoli tradizionali possono rappresentare delle pietre angolari per la cooperazione scolastica nell’Unione Europea e un progetto di questo tipo può offrire idee e metodi per vivere positivamente la scuola. Un altro obiettivo sarà dimostrare che se è importante “imparare facendo” è ancora più importante “imparare giocando”. Le parole d’ordine del progetto saranno “learning by playing”, perché, se il tiro alla fune è un gioco lo è anche sforzarsi di separare i due emisferi di Magdeburgo, ma con esso si impara quanto sia potente la forza che la pressione dell’aria esercita su qualunque superficie.

Carmela Commodaro

La comunità di Squillace in festa per il nuovo parroco

don enzo iezziSQUILLACE - La comunità di Squillace centro ha un nuovo parroco. Si tratta di don Enzo Iezzi, la cui immissione è avvenuta domenica scorsa. La solenne concelebrazione eucaristica è stata presieduta, nella basilica concattedrale, dal vicario generale dell’arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, mons. Gregorio Montillo. L’inizio pastorale di don Enzo coincide con le dimissioni per raggiunti limiti d’età e per motivi di salute, di mons. Giuseppe Megna, storico parroco di Squillace, dove ha svolto il suo ministero per ben 51 anni. Una festa di saluto in suo onore si è svolta il giorno prima, sabato, con la partecipazione di numerosi fedeli. Stessa festa è stata riservata al nuovo parroco, presenti diversi sacerdoti del comprensorio, autorità civili, tra cui il sindaco di Chiaravalle Centrale Domenico Donato, i familiari e tanti amici provenienti anche dalle località in cui don Enzo è stato parroco, tra cui Satriano e Chiaravalle. Mons. Megna, dopo avere ringraziato tutta la comunità e ogni singola famiglia e persona, le due scholae cantorum, il consiglio pastorale, il gruppo catechistico, le varie associazioni ecclesiali e civili e le autorità per la collaborazione attiva lungo il suo cammino sacerdotale, ha sottolineato che «è giusto e doveroso che sia giunto il tempo dell’avvicendamento nella persona del nuovo parroco, don Enzo Iezzi, che sarà coadiuvato dal vicario parrocchiale don Fabrizio Fittante, che già da qualche anno dà il suo contributo pastorale in piena sintonia». Il vicario mons. Montillo ha portato il saluto dell’arcivescovo mons. Vincenzo Bertolone e del commissario prefettizio di Squillace, Giuseppe Belpanno ed ha svolto una riflessione sul compito del sacerdote nella comunità. «I parroci passano – ha aggiunto – ma deve rimanere l’attaccamento a Gesù Cristo. Don Enzo è una persona di profonda umanità, di fede profonda e innamorata della Chiesa, che saprà operare bene in questa comunità». A nome del consiglio pastorale interparrocchiale ha parlato Adele Pelaggi, la quale, dopo aver ringraziato mons. Megna per la sua lunga e proficua attività, ha sottolineato che la comunità locale accoglie con amore il nuovo parroco. «Avrai – ha aggiunto – l’aiuto di don Fabrizio e dei nostri tre sacerdoti anziani. Oggi affidiamo a te la nostra comunità, perché tu possa essere il buon pastore tra di noi». Svolta la professione di fede, don Enzo Iezzi, a cui viene affidata la guida delle parrocchie di S. Maria Assunta e di San Pietro, ha rivolto un saluto alla comunità, nella quale torna dopo ben 23 anni dal suo incarico di amministratore della parrocchia di San Pietro. «Appena il nostro arcivescovo – ha raccontato – mi ha proposto di venire a Squillace, ho avuto timore. Perché Squillace è terra di grandi sacerdoti, come don Cirillo, don Laugelli, don Megna, don Commodaro e don Facciolo): essere loro successore mi faceva un po’ paura. Stasera, invece, i sentimenti sono cambiati; ho superato tutto perché mi sento amato. Sentoil calore della comunità di Squillace, per la quale lavorerò con impegno e amore». Don Enzo Iezzi è nato a Chiaravalle Centrale il 19 novembre 1961. Ha studiato al Seminario vescovile di Squillace e al “San Pio X” di Catanzaro. E’ stato ordinato sacerdote il 23 febbraio 1986 dall’arcivescovo mons. Antonio Cantisani, che già un anno dopo lo nomina amministratore parrocchiale di Sant’Elia di Catanzaro. Nel 1988 è stato nominato anche amministratore parrocchiale di San Giovanni Battista, a Cenadi. Quindi, parroco di Olivadi e Centrache e direttore del centro diocesano per le vocazioni per un quinquennio. Il 25 luglio 1989 è stato nominato rettore del Seminario per la scuola media di Squillace; il 1° settembre successivo, nuovo incarico di canonico penitenziere del capitolo concattedrale di Squillace. L’1 ottobre 1990 è stato nominato amministratore parrocchiale di San Pietro, a Squillace. Nel 1992 gli viene rinnovata la nomina di direttore del centro diocesano per le vocazioni e il 23 ottobre membro del consiglio presbiterale diocesano. Il 16 gennaio 1993 è delegato al sinodo diocesano e il 22 ottobre 1995 viene nominato parroco di Santa Maria della Pace, a Satriano. Dal 1996 è cappellano dell’ospedale di Soverato e nel 1998 cappellano dell’associazione dei cuochi calabresi e dell’associazione degli operatori pastorali. Il 15 settembre 1999 nominato amministratore parrocchiale di San Nicola Vescovo, a Gagliato. L’1 ottobre 2004 arriva l’importante nomina di responsabile della pastorale sanitaria nella Chiesa di Catanzaro-Squillace. L’1 ottobre 2005 nominato parroco di Maria SS.ma della Pietra, nella sua Chiaravalle Centrale. Dal 14 ottobre 2018 è parroco di Santa Maria Assunta e di San Pietro, a Squillace.

Carmela Commodaro

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