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Il “Sud” in giro per i teatri d’Italia.

Il “Sud” in giro per i teatri d’Italia. - 5.0 su 5 basato su 1 voto

Capita a volte di avere un’idea in mente senza, però, riuscire ad avere chiaro cosa si vuole in realtà; ed è proprio in questi momenti che l’ispirazione, tappa iniziale fondamentale per la realizzazione di qualsiasi progetto, gioca un ruolo essenziale. Questo principio è alla base dell’ultimo lavoro di Fiorella Mannoia che affronta una realtà affascinante, forte e allo stesso tempo profondamente problematica e delicata. Ispirato dalla lettura del libro “Terroni” di Pino Aprile, “SUD” diventa il titolo del suo ultimo disco, che racconta la storia del Meridione, d’Italia e del mondo, di cui l’artista parla come di una scoperta, di qualcosa che “nessuno ci aveva mai raccontato prima, che non è nei libri di testo”. Testi veri, incisivi, fatti di dolci parole amare, che descrivono in modo diretto e struggente l’autenticità, l’anima e i mille volti di queste Terre che troppo spesso vengono abbandonate a se stesse, sfruttate senza rispetto, emarginate, lasciate nell’ignoranza e, nei casi peggiori, dimenticate. Percussioni africane e suoni latino-americani si fondono con arrangiamenti per orchestra più classici, dando vita a particolari accordi dal sapore ancestrale e attuale allo stesso tempo. Non a caso la produzione del disco è stata assegnata ad un percussionista, Carlo Di Francesco, perché come dice la cantante in un’intervista, i tamburi sono gli strumenti necessari per fare un disco che parla di Sud. Dodici tracce che arrivano al cuore, specialmente di chi il Sud lo vive quotidianamente, di chi è emigrato e di chi ritorna e si impegna a dare il proprio contributo per costruire un futuro migliore. Questo album è il risultato della collaborazione della cantante con alcuni singolari personaggi del panorama musicale internazionale, tra cui Gabin Dabiré, musicista africano, grazie al quale la Mannoia è venuta a conoscenza della vita di Thomas Sankara, primo presidente del Burkina Faso al quale il disco è dedicato. Un politico dalla personalità carismatica, impegnato profondamente nelle riforme contro la povertà, che ha pagato con la vita le sue idee rivoluzionarie e la lotta alla corruzione. Con questo disco Fiorella Mannoia fa un omaggio al Sud del mondo: dall’Italia meridionale, dove in particolare si sofferma su Napoli, che con le sue condizioni sociali, etiche e politiche probabilmente rappresenta un po’ tutte le città del sud dello stivale, al Sud Africa, all’America Latina: fisicamente Terre lontanissime tra loro ma molto vicine perché accomunate da una simile realtà. Il tour dell’artista toccherà i principali teatri d’Italia con un’unica data per la Calabria, il 28 aprile al Teatro Politeama di Catanzaro, dove, grazie alla sensibilità del Presidente Wanda Ferro, che ha voluto rendere più accessibile la partecipazione all’evento, il prezzo dei biglietti sarà il più basso di tutta quanta la tournée, (da un minimo di 20,00 ad un massimo di 45,00 euro).  “Torno al sud come si torna sempre all’amore”, dalla canzone originale “Vuelvo al sur” di Astor Piazzolla, è la prima frase dell’ultima traccia del nuovo disco della cantante romana; ed è proprio così, è esattamente la sensazione che si prova dopo avere provato l’esperienza di vivere altrove e, come tornare ad un amore dal quale sei stato strappato, porta con se un misto commovente di eccitazione e nostalgia. Un concerto da non perdere, i cui toni, considerato il tema, arriveranno certamente nel profondo di chi certe cose le vive o le ha vissute sulla propria pelle.

Maria Emanuela Mascaro

L’Unical festeggia i suoi 40 anni insieme a Benigni

benigni-610x381RENDE - Martedi 17 gennaio ad Arcavacata, l’auditorium di piazza Vermicelli sarà il palcoscenico di un grande evento dove Roberto Benigni celebrerà l’inizio del nuovo anno accademico e festeggerà, insieme ad un numerosissimo pubblico (s’immagina), il quarantesimo compleanno dell’Unical, durante quella che si preannuncia come una grande giornata interamente dedicata alla tradizione accademica e all’insegna della più alta espressione artistica.  Al premio oscar toscano verrà conferita, per l’occasione, la laurea honoris causa in Filologia moderna, e la sua performance sarà preceduta da un discorso di apertura del rettore Giovanni Latorre, ma i temi che Benigni affronterà rimangono ancora sconosciuti. Le iniziative che si svolgeranno durante questa giornata speciale saranno presentate durante una conferenza stampa che si terrà il 13 gennaio. Dal 9 gennaio sul sito dell’università (www.unical.it) si potranno trovare le modalità di prenotazione per assistere all’evento e verranno indicate tutte le strutture nelle quali sarà possibile seguire l’evento in streaming.

Maria Emanuela Mascaro

Nuova stagione espositiva al "Marca": Enzo Cucchi protagonista

Nuova stagione espositiva al "Marca": Enzo Cucchi protagonista - 1.0 su 5 basato su 1 voto

Enzo CucchiCATANZARO- Inaugurata il 17 dicembre 2011, il MARCA di Catanzaro ospita fino al 29 gennaio 2012 “Appunti di pittura”, un’esposizione collettiva di un gruppo formato da sette emergenti giovani artisti panorama nazionale, che ha l’intento di far rinascere il puro valore emotivo e suggestivo della pittura. Questa rassegna vede come curatore l’artista Enzo Cucchi, uno dei maggiori esponenti movimento della Transavanguardia italiana, che ha allestito alcuni spazi museo puntando non sull’omogeneità artistica, bensì sull’elemento espressivo che la vera e propria necessità di dipingere porta con se.  In totale armonia con questo tema, è la mostra personale dello stesso Cucchi che durerà fino al primo aprile 2012.  Un’esposizione che non si sviluppa secondo uno schema tematico o cronologico preciso, ma presenta un accuratissimo allestimento da cui emerge una forte tensione emotiva, un percorso tra oltre 50 opere fra dipinti, sculture e ceramiche, che il critico d’arte Achille Bonito Oliva definisce “nomadico, spesso imprevedibile, fatto di continui sconfinamenti e di disseminazioni in un terreno che coinvolge il sacro e il profano, la componente materiale e quella volatile, immateriale.” La nuova stagione al MARCA si apre, dunque, con il ritorno alla manualità, al risultato estetico e percettivo dell’opera, che l’arte concettuale, fondata sul pensiero e sulla riflessione, aveva per lungo tempo rimosso.

Maria Emanuela Mascaro

 

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