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Per il Terra Madre Day "Ceniamo Insieme?"

Per il Terra Madre Day "Ceniamo Insieme?" - 5.0 su 5 basato su 3 voti

terra-madre

Uno stile di vita secondo le esigenze del sistema moderno è fatto di giornate impegnate e frenetiche che, indubbiamente, sottraggono tempo e attenzione a molte attività più o meno essenziali che sono comunque necessarie per vivere bene. Prima fra tutte “mangiare” che, soprattutto nelle grandi città, è diventato una sorta di gesto automatico che si traduce nell’entrare nel primo fast-food e agguantare un panino con ingredienti di dubbia provenienza, pasti pronti e scatolame di vario genere. Cibo omologato che nulla ha a che vedere col sano concetto della biodiversità, che mette in crisi i piccoli produttori locali a tutto vantaggio delle grandi industrie e che troppo spesso finisce sulle nostre tavole. Buono, Pulito e Giusto sono i tre aggettivi su cui si basa l’associazione no-profit Slow Food, che con l’evento mondiale Terra Madre Day intende risvegliare il concetto dell’importanza della qualità del cibo, nel rispetto dell’ambiente, nel mantenimento delle tradizioni locali sfruttando la ricca varietà di  prodotti che la nostra Terra ci regala, incoraggiando e sostenendo metodi di produzione alimentare che si oppongono allo sviluppo sconsiderato del mercato globale, il cui principale obbiettivo è quello di mantenere alto il rendimento economico. La spasmodica ricerca del profitto ha ripercussioni negative su di noi, in qualità di consumatori e abitanti del pianeta, (e non meno sui nostri portafogli! ) e, in misura maggiore, sui piccoli produttori che non posseggono i mezzi per sviluppare le loro attività agricole e i loro canali commerciali. Il 10 dicembre anche Soverato, insieme agli altri 130 Paesi del mondo, festeggerà il Terra Madre Day, invitando tutti i suoi soci (e non) a preparare una cena a casa, insieme ad amici e parenti, con prodotti acquistati direttamente dai piccoli produttori locali. Spendere un po’ di tempo e denaro presso l’azienda agricola più vicina al proprio luogo di residenza è l’impegno che sarebbe bello ognuno di noi mantenesse per celebrare al meglio questa importante ricorrenza. Acquistare i prodotti della nostra terra nell’azienda più vicina a noi è l’unico modo per conciliare i tre principi cardine della filosofia Slow Food: LOGO NUOVO - - Soverato - Versante Jonicola qualità genuina e le proprietà del cibo, che non riguardano solo il gusto ma anche i profumi, la sfera dei sentimenti legati al valore affettivo del cibo, ai ricordi che sono radicati nel senso di identità delle tradizioni locali;  acquistare cibo pulito, ovvero prodotto nel rispetto dell’ambiente, il che comprende anche trovare il posto più vicino dove reperirlo, per inquinare il meno possibile nel tragitto da casa all’azienda; tutto ciò sostenendo un commercio equo, corrispondendo senza intermediari il “giusto” prezzo per i prodotti che acquisteremo. Inoltre l’8 dicembre, l’associazione Slow Food scenderà in Piazza Maria Ausiliatrice  proprio per illustrare e far conoscere al pubblico (numeroso, si spera!) il Terra Madre Day, che verrà preventivamente presentato in conferenza stampa al logoComune di Soverato il 5 dicembre alle 11:30.  L’evento si svolgerà in collaborazione con l’associazione giovanile IMPRINTING, che si trova in forte sintonia con i principi Slow Food del rispetto dell’ambiente e della valorizzazione e la tutela del nostro territorio; in occasione di questa manifestazione verrà allestito un punto informazioni con materiale illustrativo di tutte le iniziative e i progetti in atto e un tavolo per il tesseramento. Questa iniziativa è bel modo per celebrare la nostra Terra Madre insieme al resto del mondo, ed è anche un momento di vita sociale e aggregativa e un importante mezzo di sensibilizzazione nei confronti dell’ambiente in cui viviamo. Quest’anno in particolare il movimento “Terra Madre” è impegnato a realizzare il progetto “Mille orti in Africa”, un valido motivo in più per partecipare attivamente a questa celebrazione che unisce migliaia di realtà in tutto il pianeta.

Maria Emanuela Mascaro

Tutti pazzi per il Burlesque.

Tutti pazzi per il Burlesque. - 3.0 su 5 basato su 1 voto

Dal cappello a cilindro della cultura vintage salta fuori il parodistico revival del burlesque, un genere di spettacolo che anno dopo anno sta prendendo sempre più piede nei programmi televisivi e nei locali di tutta Europa e d'Italia. Le radici del Burlesque originale vanno ricercate in Inghilterra: nato nel XIV secolo come opera scritta, dalle sfumature burlesche e gli intenti satirici e "caricaturistici", ispirata a scritti drammatici che erano in voga all'epoca, nell'Ottocento diventa una rappresentazione teatrale che abbandona lo stile della critica letteraria comica, e diventa uno spettacolo-passatempo, simile al nostro cabaret, per intenderci. È negli Stati Uniti, alla fine dell'Ottocento, che questo tipo di spettacolo cambia stile e si trasforma in una versione più vicina a quella che intendiamo noi oggi parlando di burlesque. Uno spettacolo di svago per adulti, basato su scene comiche dallo sfondo erotico e malizioso, condito con canti, danze e scenette con battute a doppio senso, al quale successivamente è stata aggiunta la nota piccante dello strip-tease. Insomma un nudo scenico sensualmente miscelato con una buona dose di ironia, un varietà in cui le ballerine col passare del tempo diventavano sempre più svestite. Oggi tutti abbiamo in mente lo striptease di Dita Von Teese nel gigante bicchiere del Martini, ormai diventata un'icona del "Burlesque" che ha lanciato una vera e propria moda: dall'acconciatura dei capelli anni cinquanta alla lingerie a vista ai rossetti laccati, indiscusse tendenze in voga dal 2010. Pin-up dalla pelle candida e rossetti accesi, strette in corpetti provocanti e lingerie di pizzo, piume e paillettes, sono le componenti essenziali del "new-burlesque", che in Italia è in ascesa da un paio d'anni a questa parte. Un mix di ironia, sensualità e malizia avvolge le sorridenti e ammiccanti ballerine che, senza prendersi troppo sul serio, sfoggiano la loro femminilità, stuzzicando lo spettatore senza soddisfare mai a pieno i suoi desideri. E questa simpatica e piccante atmosfera animerà, questo venerdì sera, il Legend Wine Bar a Soverato, dove il "Rosa Divina Burlesque Show" ammorbidirà la notte a tutti gli avventori!

 

Maria Emanuela Mascaro

Dal cappello a cilindro della cultura vintage salta fuori il parodistico revival del burlesque, un genere di spettacolo che anno dopo anno sta prendendo sempre più piede nei programmi televisivi e nei locali di tutta Europa e d’Italia. Le radici del Burlesque originale vanno ricercate in Inghilterra: nato nel XIV secolo come opera scritta, dalle sfumature burlesche e gli intenti satirici e “caricaturistici”, ispirata a scritti drammatici che erano in voga all’epoca, nell’Ottocento diventa una rappresentazione teatrale che abbandona lo stile della critica letteraria comica, e diventa uno spettacolo-passatempo, simile al nostro cabaret, per intenderci. È negli Stati Uniti, alla fine dell’Ottocento, che questo tipo di spettacolo cambia stile e si trasforma in una versione più vicina a quella che intendiamo noi oggi parlando di burlesque. Uno spettacolo di svago per adulti, basato su scene comiche dallo sfondo erotico e malizioso, condito con canti, danze e scenette con battute a doppio senso, al quale successivamente è stata aggiunta la nota piccante dello strip-tease. Insomma un nudo scenico sensualmente miscelato con una buona dose di ironia, un varietà in cui le ballerine col passare del tempo diventavano sempre più svestite. Oggi tutti abbiamo in mente lo striptease di Dita Von Teese nel gigante bicchiere del Martini, ormai diventata un’icona del “Burlesque” che ha lanciato una vera e propria moda: dall’acconciatura dei capelli anni cinquanta alla lingerie a vista ai rossetti laccati, indiscusse tendenze in voga dal 2010. Pin-up dalla pelle candida e rossetti accesi, strette in corpetti provocanti e lingerie di pizzo, piume e paillettes, sono le componenti essenziali del “new-burlesque”, che in Italia è in ascesa da un paio d’anni a questa parte. Un mix di ironia, sensualità e malizia avvolge le sorridenti e ammiccanti ballerine che, senza prendersi troppo sul serio, sfoggiano la loro femminilità, stuzzicando lo spettatore senza soddisfare mai a pieno i suoi desideri. E questa simpatica e piccante atmosfera animerà, questo venerdì sera, il Legend Wine Bar a Soverato, dove il “Rosa Divina Burlesque Show” ammorbidirà la notte a tutti gli avventori!

Il nuovo album di Mina è ... "Piccolino"

Il nuovo album di Mina è ... "Piccolino" - 5.0 su 5 basato su 4 voti

mina piccolino-468x428Sulla copertina il volto della voce più calda e graffiante del panorama musicale italiano è raffigurata in versione extraterrestre, in un efficace gioco di bianco e nero, che sembra quasi faccia emergere la figura dalle tenebre.  “Piccolino”, questo il titolo del nuovo album di Mina, salterà sicuramente all’occhio nei negozi di dischi, dove comparirà dal 22 novembre prossimo, data della sua pubblicazione. Dopo il disco d’oro “Caramella” del 2010, che tra le 14 tracce contiene anche un duetto con Seal e uno con Giorgia (primo duetto di Mina con una cantante italiana), “Piccolino” conta 10 brani inediti scritti da personaggi come Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, Giorgio Faletti e il cantautore bolognese Andrea Mingardi.
Nell’elenco dei dieci brani che compongono questo disco, la traccia numero tre è protagonista di una storia molto curiosa, fino a poco tempo fa custode di un insolito mistero. Tra i 3-4 mila demo che Mina riceve ogni anno, saltò fuori, per caso, un bellissimo brano composto da voce e pianoforte; la strepitosa interprete se ne innamorò e decise di inciderlo e inserirlo nel suo nuovo album. Ma “Questa canzone” (è proprio il titolo di questo pezzo) non portava con se nessuna informazione che potesse far risalire all’autore, era registrato su una musicassetta, perciò apparentemente vecchio, la voce non era riconoscibile e non risultava nemmeno essere registrato alla Siae. Così, circa un mese fa, si aprì la caccia all’autore sulla rete, dove Mina stessa pubblicò la canzone, nella speranza che qualcuno la riconoscesse. I meno fiduciosi azzardarono l’ipotesi che si potesse trattare di una trovata pubblicitaria per incuriosire il web e concentrare l’attenzione sul brano e quindi sull’intero album. “Dato che troppi hanno pensato allo stesso “trucco”, e la cosa mi secca non poco […] vi posso dire che la cantante, io la conosco bene, se avesse saputo che avrebbe provocato tutto questo pieno, magari avrebbe lasciato quel pezzo così semplice e così intenso nella scatola con tutti gli altri. Fine della storia.” (Mina, Vanity Fair)  Il mistero, che smentì presto le “accuse”, fu svelato un paio di giorni dopo la pubblicazione del pezzo, che, ora si sa, il conduttore Paolo Limiti e il compositore Mario Nobile scrissero nel 1971 proprio per Mina che, anche se con quarant’anni di ritardo, ha interpretato strepitosamente il testo. Niente astute operazioni di marketing, quindi, ma solo un po’ di disordine tra le migliaia di brani, che hanno tenuto nascosta questa canzone per un po’ di tempo. Un piccolo ma significativo colpo di scena, che ha senza dubbio alimentato il prestigio dell’album, (che in ogni caso non avrebbe avuto bisogno di presentazioni particolari considerando la firma che porta) ed ha svelato, in fondo, solo una delle misteriose tracce di “Piccolino” di cui si attende l’uscita.

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