I giovani artisti Martina Sorbaro e Davide Cerullo al "Marina Blu"
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I giovani artisti Martina Sorbaro e Davide Cerullo al "Marina Blu"

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Martina Sorbaro e Davide CerulloMONTEPAONE - Al “Marina Blu” di Montepaone Lido, in una location di rara bellezza, si sono esibiti due giovani talentuosi: Martina Sorbaro, sedicenne che studia canto da anni, assecondando una sua innata passione e dote naturale, e Davide Cerullo, anch’egli innamorato della musica e specificamente del pianoforte che studia al conservatorio.
- Da quanto ti occupi di canto Martina?
Martina Sorbaro: "Da tre anni e mezzo studio canto con Raffaella Capria. Questo percorso è nato casualmente. Durante una recita scolastica, infatti, mi sono esibita e l’incoraggiamento dei presenti nonché il loro apprezzamento mi ha fatto intraprendere questa via."
- Sei anche cantautrice?
Martina Sorbaro: "Sono cantautrice. Ho scritto insieme a Davide Cerullo un pezzo che parla di una persona che ha bisogno di una via di fuga e la trova in una persona amata."
- Quanto è importante l’amore in quello che fai?
Davide Cerullo: "L’amore è tutto. E’ importante al 100%. Se io potessi fare solo questo, occuparmi di musica, lo farei."
Martina Sorbaro: "Per me è importante al 101%. Il canto è una passione tale che non è un peso studiare e anche se si affrontano sacrifici lo si fa con piacere."
- Che obiettivo ti poni Martina? E tu Davide?
Martina Sorbaro: "Conoscere persone, crescere musicalmente e umanamente e accrescere il dialogo."
Davide Cerullo: "Considero questa strada intrapresa un modo per crescere come persona."
- La persona entra nei vostri testi? E che ruolo ha?
Martina Sorbaro: "Quando si scrive una canzone si pensa a temi come l’amicizia, l’amore, per dare un messaggio universale."
- La canzone è poesia?
Martina Sorbaro: "Sì, io scrivo poesie. Ho avuto anche dei riconoscimenti, tra i quali una segnalazione di merito con Terra di mezzo in concorso a Firenze. Poi mi sono dedicata interamente al canto."
- Per cantare insieme ci vuole una grande intesa. Voi la avete trovate?
Davide Cerullo: "Certamente. Ci vuole feeling sin da subito. Occorre una complicità tra le persone che suonano e cantano insieme e basta uno sguardo d’intesa durante un’esibizione per capire le intenzioni dell’altro."
- Cosa dona alla propria terra dedicarsi alla musica?
Davide Cerullo: "Sono convinto che possa dare tanto, ma purtroppo, e lo dico a malincuore, non sono altrettanto convinto che la il territorio possa rispondere altrettanto intensamente a questo dono."
Martina Sorbaro: "Questa scelta di vita, che si vuol trasformare in lavoro, porta, purtroppo, all’emigrazione sia per cercare un più ampio confronto sia una cultura musicale più vasta."

Come ricorda Nietzsche “Senza la musica la vita sarebbe un errore”. L’augurio è che voi coroniate i vostri sogni e seguiate la via del vostro cuore.

Daniela Rabia

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