Soverato, esordio per "Atti Rifatti" al teatro comunale
Menu

Soverato, esordio per "Atti Rifatti" al teatro comunale

foto atti rifattiPer ultimo sale sul palco il sindaco. Nel secondo appuntamento della stagione teatrale del comunale di Soverato. Per la commedia “Colto in flagrante” di Derek Benfield, con la compagnia “Atti rifatti” di Franco Procopio e Fulvio Calderoni. Ad affermare che la serata appena conclusa sia stata una delle migliori degli ultimi tre anni <>. Un teatro che passa dall’essere terreno di scontro, di spartizioni politiche e incarichi per direzioni artistiche a doppia cifra, a ritrovato luogo d’incontro. Spalla a spalla con lui, i due registi. Sicuri di essere all’inizio di un lungo percorso per una compagnia nata da poco. <> conclude Procopio. Spalla a spalla con loro, il donnaiolo Phil (Cristiano Rondinelli), la sua bellissima moglie Maggie (Valentina Maida), il fidato amico George (Claudio Carito), la vecchia signora Puffet (Mariella Bruzzese), la svampita Julie (Maria Emanuela Mascaro), il ligio capitano Brasset (Daniele Rondinelli), l’ubriaca Greta (Elena Maria Aiello) e il coatto Alan (Ciro Cosentino). Minimal la scenografia, fatta di pannelli e colori a tinte forti. Giovani gli attori. Molto bravi a seguire le indicazioni dei registi. A partecipare attivamente alla produzione di cultura nella città. A muoversi in maniera armoniosa. A riempire tutti gli spazi della scena. A creare situazioni comiche con la sola posizione dei corpi. Forse, agitati nelle prime battute. Parole che per metà restano in bocca o che vanno fuori quando non dovrebbero farlo. Ma, superato l’imbarazzo iniziale, si ingrana la giusta marcia verso ritmi serrati (forse, impazienti). Nervoso il tono della narrazione, alla ricerca della situazione comica. Lo spettatore finisce intontito dalla frenesia dei suoni, senza avere coscienza del tempo trascorso. Un’ora? Forse, due? Il giorno? Forse, la sera? Lo stesso tono per l’intera commedia a ricreare la stessa situazione per tutte le scene. Esasperato l’uso del falsetto, sia nelle voci maschili che femminili. Una scelta, questa, di una regia che, nata dalla maestria di due esperti del settore, consci dello stile dato allo spettacolo -di certo- spacca in due il pubblico in sala. Alcuni estasiati. Alcuni silenziosi. Ma, in fondo, cos’è l’arte se non uno scontro di sensazioni?

Floriana Ciccaglioni

Torna in alto

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie leggi l'informativa estesa sui cookie. All'interno del sito c'è sempre un link all'informativa estesa. Cliccando sull'apposito tasto oppure su un qualsiasi elemento della pagina sottostante acconsenti all'uso dei cookie. Questo avviso ti verrà riproposto tra 12 mesi. Informativa estesa