Al Teatro del Grillo è andata in scena “La locandiera” di Goldoni
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Al Teatro del Grillo è andata in scena “La locandiera” di Goldoni

locandieraUn teatro stracolmo di gente ha accolto con entusiasmo il secondo spettacolo della stagione 2017- 2018 del Teatro del Grillo, “La locandiera”di Carlo Goldoni.
Sul palco Silvia Gallerano, Claudio Botosso, Giorgio Careccia, Gianantonio Martinoni, Chiara Cavalieri, Eva Sabelli, Diego Florio, Giulio Maroncelli, Angelo Mieli con adattamento e regia di Stefano Sabelli. Una coreografia molto curata ha trasportato il pubblico nella Locanda del Vecchio Po, per conoscere una rivisitazione della Mirandolina goldoniana. Simpatica, ironica, acuta, Silvia Gallerano, nei panni della locandiera, ha incantato il teatro riuscendo a far innamorare i presenti oltre che nella finzione scenica i forestieri e gli ospiti della locanda. La vicenda si è svolta nel Delta del Po, in un'atmosfera acquitrinosa e a tratti onirica. Immersa tra giunchiglie e arboree di fiume, la Locanda "Vecchio Po” è divenuta una palafitta girevole con le sembianze ora di una nave corsara, che aspetta stancamente il vento in poppa, ora di una casa di frontiera sospesa sull’acqua, con forse, dietro, il precipizio. La brillante commedia in due atti ha presentato in sala i personaggi del Conte e del Marchese convinti di conquistare il cuore della locandiera l’uno con il danaro, l’altro col titolo nobiliare, il Cavalier Ripafratta, un misogino incallito che non esita però a cadere nella rete di astuzie tessuta da Mirandolina, le finte dame, invèro attrici in cerca di compagnia e a caccia di un buon partito, e il fido Fabrizio, cameriere al servizio della locanda geloso della sua padrona ma sul quale ricadrà la scelta definitiva della bella Mirandolina. La commedia è una chiara parodia di vizi e virtù delle donne con attenzione alle varie tipologie umane e mette in luce le diverse sfumature e tonalità caratteriali che fanno della donna al contempo un angelo e un demone. E così Mirandolina, in pieno ossequio alle contraddizioni e ai cambiamenti, da donna attaccata alla sua libertà sceglie il matrimonio con Fabrizio per un preciso calcolo, non dover più cedere alle lusinghe degli ospiti della locanda.
Goldoni affermava che fra tutte le sue commedie “La locandiera” è la più morale, la più utile, la più istruttiva anche se, fra le donne da lui portate sulla scena, Mirandolina può sembrare la più pericolosa per la sua capacità di sedurre e manipolare le persone. In realtà nelle parole dell’autore chi si soffermerà a riflettere con attenzione, comprenderà che questa commedia è un “esempio vivissimo della presunzione avvilita, ed una scuola che insegna a fuggire i pericoli, per non soccombere alle cadute” .

Daniela Rabia

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